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 In Crisi&Ripresa

Adesso siamo al 54,6% tra gli over 65, ma gli obiettivi Ue sono lontanissimi

Se la corsa al vaccino per l’influenza è una sfida tra i colossi farmaceutici per arrivare per primi alla fine dei test clinici (Pfizer e BioNTech sembrano in netto vantaggio sulle altre), quella per il vaccino anti influenza, almeno in Italia, è una corsa tra le Regioni. Una corsa per accaparrarsi le dosi necessarie. Lo sappiamo bene, questo non è un anno normale. E, molto probabilmente, chi non ha mai pensato di vaccinarsi contro l’influenza, quest’anno lo prende in considerazione.

Quanti vaccini per l’influenza in Italia

Il vaccino antinfluenzale è ovviamente facoltativo, ma è raccomandato tra chi ha particolari patologie e tra gli over 65. Le persone che hanno più di 65 anni in Italia sono 14 milioni e, è bene ricordarlo, nessuno in Europa ha una quota di over 65 così alta in rapporto alla popolazione (22,8%. Però, c’è un problema: alcune regioni sono indietro nell’approvvigionamento delle dosi e (secondo un rapporto della Fondazione Gimbe di fine settembre) almeno 12 regioni non avevano dosi a sufficienza per il 75% della popolazione a rischio. Ecco, ma come siamo messi nel tasso di copertura vaccinale? Vediamo cos’è successo negli ultimi anni.

Vaccini antinfluenzali in Europa

Nei vari Paesi dell’Ue esistono politiche diverse in merito ai vaccini anti influenzali. Gli obiettivi Ue mirano al 95% di copertura per le fasce più a rischio della popolazione e il 75% per tutti. Ma per fare un confronto internazionale i dati aggiornati disponibili sono quelli dell’Ocse e di Eurostat. L’Italia, secondo le stime dell’ufficio statistico dell’Unione europea, è sesta con il 52,7% di copertura.

In ogni caso, in base agli ultimi dati di Eurostat (quelli che si riferiscono al 2018) nell’Unione europea il tasso di copertura si aggira intorno al 41%. Possiamo, comunque, anche allargare un po’ lo sguardo rispetto all’Europa. Se guardiamo i dati dell’Ocse, riferiti sempre al 2018, scopriamo che la Gran Bretagna è il secondo tra i Paesi Ocse per copertura tra gli over 65: 72,6%. Il primo Paese, invece, è la Corea del Sud con una copertura dell’82,7%.

Il tasso di copertura vaccinale in Italia

Forse, però, è più interessante andare a vedere l’andamento del tasso di copertura vaccinale tra gli over 65 in Italia. Come fa notare anche il Ministero della Salute, dall’inverno 2009-2010 si è assistito a un progressivo calo delle coperture soprattutto nelle categorie per cui è raccomandata la vaccinazione, per le quali l’obiettivo minimo fissato dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2012-2014 era pari al 75%.

Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità nel 1999 era al 40,7%, ma poi è cresciuto a ritmi alti fino all’inverno 2005-2006 (68,3%). E’ stato il picco, ma il livello di copertura si è mantenuto alto fino al 2012 (62,7%). Poi c’è stato il crollo fino al 48,6% del 2015 e una leggera risalita fino al 53,1% del 2018-2019 (l’Istituto superiore di sanità ha dati leggermente diversi a quelli di Eurostat) e alla stime del 54,6% per il 2019-2020. La situazione sta migliorando, così pare. Ma, almeno per quest’anno, pare proprio che non ci sarà un picco nella fiducia verso i vaccini anti influenzali.

Fonte: Eurostat, Ocse e Istituto superiore di sanità

I dati si riferiscono al periodo 1999-2018 

Ultima modifica: 12 novembre 2020 

Leggi anche: Crisi da coronavirus, che cosa è successo all’occupazione?

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