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Sono “solo” 3.453.759 dei quali 573.771 a rischio risarcimento. Cassazione troppo lenta

Il grafico sopra rappresenta l’andamento dei contenziosi della giustizia civile pendenti nei tribunali italiani anno per anno fino al primo semestre 2018, l’ultimo periodo a disposizione. E’ un ottimo indicatore per avere un’idea dell’efficienza e dei tempi della giustizia italiana

I tempi della giustizia

Sono compresi tutti i tribunali, Corte di Cassazione, Corti d’appello, tribunali ordinari, Giudici di pace e tribunali per i minorenni. In tutti i casi, come detto, i dati si riferiscono al primo semestre 2018 che aggiornano i numeri pubblicati da Truenumbers in questo articolo che si fermavano al 2016.

Da sempre i lunghi tempi della giustizia  italiana rappresentano un elemento di inefficienza della Pubblica Amministrazione, nonché un disincentivo all’azione imprenditoriale e agli investimenti esteri. Per questo calcolare il ritmo con il quale si riesce a smaltire l’arretrato è così importante e così si scopre che, sorpresa, negli ultimi anni le cose sono migliorate notevolmente.

L’arretrato della giustizia

Alla fine di giugno dell’anno scorso, nel complesso, le cause civili pendenti erano 3.453.759, contro le 4.597.480 dell’inizio della serie, il 2003, come vediamo nella pagina del grafico che mostra i valori assoluti. Si tratta di un calo di 1.143.838 pendenze in meno, corrispondenti al 24,88% in meno.

Se però il confronto è con l’anno in cui si è verificato il picco di cause in coda, il 2009, il calo è ancora maggiore, del 39,41%. Negli anni 2000, infatti, i ritardi hanno continuato ad accumularsi fino, appunto, al 2009. Il 2010 è stato l’anno della svolta, quello in cui i contenziosi hanno cominciato a diminuire. Da allora, a parte un +0,2% nel 2011 vi sono sempre stati dei cali rispetto all’anno precedente. Il maggiore, -9,5%, nel 2015.

La svolta della giustizia

Nel primo semestre del 2018 si è proseguito con la diminuzione delle cause pendenti, con un -4,8% sul periodo precedente. Il Ministero della Giustizia, tuttavia, distingue tra le cause riguardanti esecuzioni e procedure  fallimentari, in un certo senso la giustizia civile di stampo societario, dalle altre come le cause di famiglia o di lavoro e tutte le altre.

Il calo delle pendenze del primo tipo è cominciato subito, dal 2004, e infatti oggi rispetto al 2003 queste sono il 27,08% in meno, con una diminuzione superiore alla media, ma sono andate più a rilento negli ultimi 10 anni, con degli aumenti, per esempio, tra il 2009 e il 2011, nel 2014 e nel 2017. Anche se nel primo semestre 2018 è stato messo a segno un ottimo -5,8%.

Il problema della giustizia societaria

Effettuando però il calcolo della diminuzione delle cause pendenti a partire dal 2009 si osserva appunto un minore ritmo nel calo di quelle di tipo societario e fallimentare, con un -12,33%. E sono questi procedimenti a essere decisivi per rendere più efficiente l’economia, non costringendo imprenditori, clienti, fornitori, a rimanere fermi per anni per attendere una sentenza che per esempio sblocchi dei crediti.

Le altre cause hanno invece avuto una svolta dal 2010, con delle diminuzioni ogni anno delle pendenze, che rispetto al 2003 sono, nel 2018, il 24,45% in meno, ma rispetto al 2009 addirittura il 42,7% in meno. Con alcune accelerazioni e decrementi annui superiori all’8% tra 2013 e 2015.

Le cause “a rischio Pinto”

La conseguenza di questi miglioramenti è anche la diminuzione di quelle cause “a rischio Pinto”, quelle per le quali, secondo la legge Pinto del 2001, le parti in causa possono chiedere un risarcimento allo Stato se vengono superati i termini stabiliti per la sentenza, ovvero un anno per i procedimenti ordinari, due anni per quelli di Appello e tre per quelli di Cassazione. Truenumbers ha già, in questo articolo, pubblicato i numeri dei processi “a rischio Pinto” fino al 2017, ecco i dati aggiornati al primo semestre del 2018.

Come mostra il grafico qui sopra, il numero di procedimenti ordinari oltre i termini previsti (un anno) è sceso dai 646.146 del 2013 ai 381.672 del primo semestre 2018. Anche quelli in ritardo presso le corti di Appello, in questo caso oltre i due anni, sono diminuiti, da 198.803 a 115.662.

L’unico caso di aumento dei tempi della giustizia è quello relativo alle pendenze da oltre tre anni in Cassazione. Sono una minoranza tra tutte, ma sono cresciute dai 69.916 del 2013 ai 76.437 del 2018, seppure vi sia stata una piccola inversione di tendenza rispetto al 2017. Complessivamente i processi che non rispettano i tempi dettati dalla “legge Pinto” sono 573.771

I dati si riferiscono al: primo semestre 2018

Fonte: Ministero di Giustizia

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