Lo Stato incassa più di 40 miliardi di tasse sulla casa

L’Imu sulla seconda casa vale metà del gettito fiscale sugli immobili

Le tasse sulla casa sono tra le più invise agli italiani da sempre. Non è un caso che è soprattutto su di esse, più che su quelle sul lavoro, più importanti per il bilancio dello Stato, che si è concentrato il dibattito politico e anche, di conseguenza, l’azione dei governi.

Tasse sulla prima casa e tasse sulla seconda casa

Tra i motivi c’è sicuramente il fatto che alcune di queste imposte si devono pagare a prescindere dalle condizioni economiche in cui ci si trova. L’Imu sulla seconda casa o la Tasi sono da versare anche se si perde il lavoro. E il loro ammontare dipende dalla posizione o dal valore dell’immobile e non dal portafoglio di chi paga. Ed essendo l’Italia un Paese in cui in passato, con prezzi del mattone decisamente inferiori, molte famiglie avevano investito i risparmi proprio in case, non è infrequente la situazione che vede un precario dover pagare le tasse per la casa in centro dei genitori. Per gli stessi motivi è sempre particolarmente odiata la tassa di successione.

Tutte le tasse sulla casa in Italia

Quelle che abbiamo elencato, però, sono le stesse ragioni per cui le tasse sulla casa sono particolarmente preziose per lo Stato. Perché almeno in parte garantiscono entrate che non risentono, come quelle sul lavoro o ancora di più sulle imprese, del ciclo economico. E in particolare in Italia, dove negli ultimi decenni spesso la congiuntura non è stata certo favorevole.

In parte, si diceva. Perché le imposte sulle immobili sono comunque variegate, come si vede nella nostra infografica, e alcune in realtà dipendono molto più di altre da come va l’economia e in particolare il mercato del mattone. Per esempio vi è la componente che il Ministero dell’Economia e delle Finanze chiama “reddituale”, ovvero quella parte dell’Irpef proveniente oltre che dai redditi di lavoro dalla rendita catastale. A questa viene applicata la stessa aliquota in cui si ricade per le proprie entrata. Almeno se parliamo di tasse sulla seconda casa.

tasse sulla casa

Le tasse sulla vendita di una casa aumentano

E questa è stata piuttosto stabile tra il 2012 e il 2018, gli anni analizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze finora. Con l’eccezione del 2013, quando si è arrivati a un gettito legato all’Irpef di 6 miliardi e 550 milioni. Si è poi scesi leggermente a cifre più basse, fino ai 5 miliardi e 400 milioni del 2018.

Chi sono i proprietari di seconde case

Questo indica che i proprietari di seconde case hanno visto una situazione reddituale che non ha avuto grandi scossoni, forse a causa del fatto che molti di essi sono in là con gli anni e pensionati. E anzi il leggero calo è stato forse dovuto alla sempre maggior presenza di persone ormai in pensione. Oppure anche al maggior utilizzo della cedolare secca, che comporta l’applicazione di un’aliquota Irpef inferiore a quella applicata per lavoro. È infatti cresciuto il gettito proprio della cedolare secca, da 1,23 miliardi del 2012 a 2,55 nel 2017 e 2018.

Leggi anche: Quante sono le seconde case in Italia? 

Chi paga la Tasi sulla prima casa paga meno

Incrementi di gettito più importanti sono quelli che hanno interessato le tasse sulla vendita di una casa, cioè sulle compravendite immobiliari, che dipendono più che dai redditi dalle dinamiche del mercato del mattone. In questo caso le tasse sulla casa legate al loro acquisto o a un passaggio di proprietà sono arrivate a 12,26 miliardi nel 2018. Erano rimaste, nel 2013 e 2014, sotto i 10. In particolare c’è stato un incremento del gettito dell’Iva, passato dai 4,12 miliardi del 2012 ai 5,95 del 2018. E dell’imposta di registro, arrivata lo stesso anno a 2,99 miliardi rispetto ai 2 del 2012. Sono queste tasse che si pagano, anche se con agevolazioni, anche nel caso di acquisto della prima casa. Stabili in leggero calo le imposte ipotecarie e catastali, mentre sono rimaste sotto il miliardo le entrate dovute a imposte su successioni e donazioni, in Italia tra le più basse in Europa.

Quanto pesa l’Imu sulla prima casa

Ma le tasse sulla casa più temute e odiate sono soprattutto altre, quelle di natura patrimoniale, che, appunto, derivano dallo stock posseduto, e non dal flusso di entrate come quelle derivanti da uno stipendio. E sono però anche quelle che sostengono il gettito complessivo legato agli immobili, si diceva. Nel 2018 ammontavano a 19,81 miliardi su 40,63. Ma mentre questo gettito totale ha oscillato mantenendosi piuttosto stabile nel tempo, con un picco che non è andato oltre i 43,52 miliardi nel 2015, le entrate derivanti da Tasi e Imu sono diminuite. Erano di 25,07 miliardi, dopo l’introduzione della Tasi, nel 2014, e sono diminuite sotto i 20 e sotto il livello del 2013, nel 2018.

I numeri di Imu e Tasi sulla prima casa

C’è una piccola riduzione di quella che è l’imposta più importante di tutte, l’Imu sulla seconda casa, che aveva fruttato 24,67 miliardi nel 2012, 20,56 nel 2013 e 18,65 nel 2018. Ma soprattutto il calo è dovuto all’abolizione quasi totale della Tasi per la prima casa, che portava un gettito di 3,56 miliardi nel 2015, e poi praticamente azzeratosi. Con la pandemia è da immaginare però che sarà soprattutto una entrata di tipo patrimoniale, compilabile nell’F24, che non dipende dai redditi e dal ciclo economico, ovviamente pessimo in questo momento, a sostenere le entrate derivanti dalle tasse sulla casa. A meno di riforme del governo.

I dati si riferiscono al 2012-2018

Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze

Leggi anche: Al Sud oltre il 30% dell’Imu viene evasa

Ti piace citare i numeri precisi quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri, restare aggiornato sui principali dati (rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.