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Emissioni tassate in soli 21 Paesi. Svezia la più cara: 127 dollari per ogni tonnellata di CO2

Nel mondo sono solo 21 gli Stati ad aver adottato una vera e propria carbon tax, cioè una tassa sulle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. A pagarla sono tutte le attività di impresa che utilizzano combustibili fossili nel proprio ciclo produttivo. Complessivamente, queste nazioni producono solo il 4,3%  delle emissioni di gas serra nel mondo ed è per questo che di recente un fronte bipartisan formato fra gli altri da 30 premi Nobel all’Economia ha proposto di introdurre una carbon tax anche negli Stati Uniti, in modo che possa fare da traino a tutti gli altri Stati del mondo.

Come tassare chi inquina

Come si vede nel grafico interattivo sopra, la maggior parte dei Paesi che hanno varato una carbon tax si trovano in Europa e non c’è l’Italia. La norma più stringente è quella svedese dove ogni tonnellata equivalente di anidride carbonica costa 127 dollari. Poco sotto i 100 dollari c’è la Svizzera, mentre la Finlandia ha fissato un costo per le sue imprese a 77 dollari per tonnellata di CO2. Seguono la Norvegia con 60 e la Francia poco sopra i 50 dollari.

In questa classifica gli unici Paesi extra-europei sono Messico, Colombia, Cile e Giappone, tutti con una tariffa non superiore ai 5 dollari per tonnellata. Caso a parte il Canada dove, sebbene a livello federale la tassa non sia ancora operativa, è operativa nella provincia della Columbia Britannica già dal 2008. Con un costo fissato a 27 dollari, ha permesso di far calare le emissioni nette del 4,7%. Anche l’Alberta nel 2017 ha introdotto una misura simile.

A chiudere la classifica sono due Paesi dell’Europa dell’est: la Polonia, dove ogni tonnellata di CO2 costa 0,08 dollari; e poi c’è l’Ucraina con un prezzo quasi nullo (0,01 dollari). In generale, come dimostrano i dati raccolti dalla Banca mondiale, l’impatto economico di tutte queste iniziative nel 2018 è stato di oltre 25 miliardi di dollari.

L’appello dei premi Nobel negli Usa

Un appello all’introduzione della carbon tax anche negli Stati Uniti è arrivato da un gruppo trasversale di 45 economisti, fra i quali anche 30 premi Nobel dell’Economia e 3 ex presidenti della Federal Reserve. La loro proposta, comparsa in una lettera pubblicata sul Wall Street Journal, è di tassare chi inquina varando una tassa progressiva (intorno ai 40 dollari) che permetta non solo di restituire parte dei ricavi ai cittadini americani, ma anche di finanziare il settore delle energie rinnovabili. Obiettivo: combattere il climate change con una “immediata azione nazionale” senza colore politico. Fra i firmatari dell’appello, infatti, ci sono sia esperti vicini ai Democratici che consiglieri economici dei Repubblicani.

I dati si riferiscono al: 2018

Fonte: Banca Mondiale

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