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Le famiglie della regione dedicano 173 euro all’anno per le attività culturali

Il Trentino è la regione italiana in cui si spende di più per “Ricreazione, spettacoli e cultura”: 173 euro ogni anno a famiglia. La media nazionale è 127 euro, mentre l’ultima in classifica è la Puglia con 63 euro. Nel grafico in alto possiamo vedere la classifica di alcune tra le principali voci di spesa delle famiglie italiane secondo l‘Istat. Nella voce “Ricreazione, spettacoli e cultura” ne comprende altre più specifiche ma varie: dai soldi spesi per fotocamere, strumenti musicali e articoli sportivi fino ai biglietti per gli eventi sportivi e i concerti o, ad esempio, per il cinema. Ma vanno sotto questa voce anche tutte le spese “culturali“, come quelle dedicate a giornali e libri.

In generale, le regioni con la spesa media mensile più elevata nel 2019 sono Trentino Alto Adige (2.992 euro), Lombardia (2.965 euro) e Toscana (2.922); in particolare, nel Trentino Alto Adige si registra, rispetto al resto del Paese, la quota di spesa più alta destinata a servizi ricettivi e di ristorazione (6,8%; la media nazionale è 5,1%). Puglia e Calabria sono le regioni con la spesa più contenuta, rispettivamente 1.996 e 1.999 euro mensili, quasi mille euro in meno del Trentino-Alto Adige. In Puglia, come detto, si osserva la quota più bassa destinata a “ricreazione, spettacoli e cultura” (3,2%, contro una media nazionale del 5,0%) e in Calabria la quota più alta per Alimentari e bevande analcoliche (25,0%).

Dove si spende di più?

I livelli di spesa più elevati, e superiori alla media nazionale, continuano a registrarsi nel Nord-ovest (2.810 euro), nel Nord-est (2.790) e nel Centro (2.754 euro); più bassi, e inferiori alla media nazionale, nelle Isole (2.071 euro) e nel Sud (2.068 euro). Rispetto a Sud e Isole, nel Nord-ovest si spendono, mediamente, in termini assoluti, circa 740 euro in più, quasi il 36% in più in termini relativi. Nel Sud e nelle Isole, dove le disponibilità economiche sono generalmente minori, a pesare di più sulla spesa delle famiglie sono le voci destinate al soddisfacimento dei bisogni primari quali, ad esempio, quelle per alimentari e bevande analcoliche: rispetto alla media nazionale (18,1%), questa quota di spesa pesa il 23,3% nel Sud e il 21,4% nelle Isole mentre si ferma al 15,9% nel Nord-est.

Nel Sud si registra tradizionalmente anche la quota di spesa più elevata per bevande alcoliche e tabacchi rispetto al resto del Paese (mediamente pari, tra il 2014 e il 2019, al 2,2%, contro l’1,8% a livello nazionale). Tuttavia, nel 2019 questa spesa scende nel Sud da 48 a 45 euro mensili (-6,8% rispetto al 2018), fondamentalmente a causa del calo della spesa per sigarette, che passa da 27 a 24 euro mensili, segnando dunque una contrazione del 9,8% rispetto all’anno precedente.

Fonte: Istat 

I dati sono aggiornati al: 2019 

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