Sono raddoppiate dal 1995: l’Italia è 12° in Europa per spesa pro-capite, 7° in rapporto al Pil
Nel 2019 lo Stato italiano ha speso 479 miliardi per la protezione sociale. Sono le spese che, in poche parole, servono a proteggere le famiglie da rischi, eventi o bisogni inclusi nella sfera della protezione sociale (malattia/salute, invalidità, vecchiaia, superstiti, famiglia/figli, disoccupazione, alloggio e altra esclusione sociale). Protezione sociale che in questo momento, in cui l’Italia è colpita duramente dalla pandemia da coronavirus, diventa fondamentale. Dobbiamo partire dal fatto che la spesa per la protezione sociale l’Italia è 12° in Europa per spesa pro-capite, 7° se si considera il rapporto con il Pil.
La spesa per la protezione sociale è raddoppiata dal 1995
Abbiamo parlato di 479 miliardi, ma l’ importo sale a quasi 508 miliardi se si includono anche le prestazioni erogate da Istituzioni private (Fondi pensione complementari, Istituzioni sociali senza scopo di lucro e datori di lavoro privati). Dal 1995 a oggi la spesa per prestazioni sociali è più che raddoppiata e nel 2019 è pari a 2,3 volte quella del 1995. La crescita è stata particolarmente accentuata nel periodo 1995-2008 (+5,0% in media annua) per poi subire un brusco rallentamento tra il 2009 e il 2019 (+1,9%).
La spesa per la protezione sociale in Europa
Nell’Unione europea ogni abitante riceve in media 8.070 euro all’anno per prestazioni sociali (dati 2017, gli ultimi
disponibili per un confronto europeo). Questo importo include le spese sanitarie, le pensioni e tutte le altre
tipologie di prestazioni previdenziali e assistenziali. Come si vede nel grafico in alto, l’Italia rispecchia quasi esattamente il dato medio europeo, essendo pari a 8.042 euro la spesa socio-sanitaria di cui beneficia ciascun residente nel nostro Paese. La situazione, però, è molto diversificata tra i Paesi dell’Unione. Come si può vedere nel grafico in alto, la spesa media pro capite più bassa si osserva in Bulgaria e Romania (rispettivamente, 1.211 e 1.349 euro l’anno), quella più alta in Lussemburgo, con 20.514 euro, e in Danimarca (15.616 euro l’anno). Fino al 2008, ultimo anno prima della grande crisi economica, la spesa pro capite era di 6.488 euro in Europa, e ben più alta della media Ue in Italia (7.073 euro). Tutti i paesi europei, ad eccezione di Grecia e Ungheria, mostrano nel 2017 spese pro capite superiori a quelle del 2008.
La spesa in rapporto al Pil
Come abbiamo visto in tanti altri casi, il modo forse più corretto di fare confronto tra Paesi è quello di mettere in rapporto una data spesa con il Pil del Paese. Il Lussemburgo, ad esempio, è il primo paese in termini di spesa pro capite diventa quindicesimo considerando questo rapporto. Mentre l’Italia occupa il settimo posto in graduatoria (28% del Pil) contro il dodicesimo per spesa pro-capite. In rapporto al Pil la spesa italiana è superiore alla media europea (26,8%) ma inferiore a quella della Francia che è in testa alla graduatoria con il 31,7%.
Fonte: Istat, Eurostat
I dati si riferiscono al: 2018
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