Semiconduttori e elettronica perdono l’11,9% del fatturato. Il caso STMicroelectronics
L’elettronica è in crisi: nel 2018 aveva fatturato 474,6 miliardi di dollari, mentre l’anno scorso ne ha incassati solo 418,3. La perdita ammonta all’11,9%, ma tocca picchi considerevoli in alcune aziende di semiconduttori: la sudcoreana SK hynix, che fornisce memoria DRAM e flash, ha visto le revenues crollare addirittura del 38%. Come si può vedere nel grafico qui sopra, nel 2018 il giro d’affari era di 36,2 miliardi di dollari scesi, nel 2019, a 22,5. L’americana Micron Technology ha perso il 32,6% e Samsung, che è scesa del 29,1%, ha dovuto cedere il primo posto ad Intel (-0,7%) nella classifica delle aziende di semiconduttori ed elettronica. La multinazionale giapponese Kioxia (Toshiba Memory) è l’unica con il segno positivo: nel 2019 è cresciuta del 3,1%. Ma anche l’italo-francese STMicroelectronics lancia da mesi segnali positivi.
Le percentuali di mercato
Intel e Samsung si contendono l’industria dei semiconduttori e dell’elettronica: la prima ha in mano il 15,7% del mercato, mentre la seconda possiede ora il 12,5%. Sono numeri inarrivabili per tutte le altre aziende: la terza classificata SK hynix infatti arriva solo al 5,4%.
Come mostra il grafico qui sopra, infatti, pure l’ascesa di Kioxia rimane “circoscritta”, almeno per quanto riguarda le quote di mercato: l’azienda giapponese si ferma al 2,1%. In sostanza, la maggioranza delle compagnie (Qualcomm, Texas Instruments, ST Microelectronics, Kioxia e NXP) si contende una quota compresa tra il 3,2 e il 2,1%. Da non trascurare un 45,2% diviso tra aziende che, con le loro minime quote, vanno a comporre l’altra metà del mercato dei semiconduttori dell’elettronica.
Samsung e Intel in 1o anni
I due giganti dell’elettronica si fronteggiano già da qualche anno: il testa a testa è iniziato nel 2017, come si può vedere nel grafico qui sotto, quando Samsung aveva superato Intel. Nel 2018 il sorpasso era diventato evidente (-9,9% di Intel rispetto a Samsung), ma l’anno scorso è arrivato il colpo di scena: Intel torna a essere la regina indisturbata del mercato.
I telefonini Samsung, invece, hanno conquistato il primo posto nella classifica degli smartphone in Italia. Secondo le statistiche, infatti, il 30% degli italiani possiede un telefonino Samsung. La multinazionale coreana passa all’attacco anche sul fronte dei pagamenti elettronici: il servizio Samsung Pay ha già superato il miliardo di utenti.
Il caso STMicroelectronics
L’azienda italo-francese STMicroelectronics, specializzata nella produzione di componenti elettronici a semiconduttore, rappresenta un esempio virtuoso: ha chiuso il quarto trimestre del 2019 con ricavi pari a 2,75 miliardi di dollari, in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2018. Da notare che è riuscita persino a battere il “consensus Bloomberg“, vale a dire le previsioni emesse dagli analisti finanziari. Anche l’utile netto dell’azienda ha superato le aspettative: è andata oltre i 337 milioni stimati dagli analisti e ha raggiunto i 393 milioni di dollari. L’azienda punta sul settore automobilistico (mobilità intelligente), sul power&energy, sull’internet delle cose e sul 5G, inoltre nel 2020 investirà 1,5 miliardi di dollari. Nella classifica dei guadagni, STMicroelectronics supera persino la giapponese Kioxia. Insomma, tra i giganti dell’elettronica l’Italia fa sentire la sua voce.
I dati si riferiscono al: 2018-2019 (aggiornati a gennaio 2020)
Fonte: Gartner
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