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La percentuale di occupati scuola per scuola. Intanto crescono le iscrizioni nei licei

Il 60% dei diplomati negli istituti professionali ha un lavoro dopo 2 anni dalla fine degli studi. La media, in generale, è del 37%. Sono i dati del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca che in uno studio dal titolo “Risultati a distanza: inserimento nel mondo del lavoro dei diplomati” ha calcolato quanti ragazzi lavorano (e con quali tipologie di contratto) tra quelli che si sono diplomati nel 2014, 2015 e 2016. Numeri che riguardano 1.317.700 persone. Più nel dettaglio, la quota dei lavoratori scende nel caso degli istituti tecnici. Per i licei non va oltre il 22%, anche se il dato è del tutto fisiologico considerando che il percorso formativo di un liceo è finalizzato al proseguimento degli studi all’università.

Dati che ogni famiglia, quando uno studente si ritrova di fronte alla difficile scelta della scuola superiore, dovrebbe conoscere. Certo, prendere alla lettera i dati sui licei è fuorviante considerando che la gran parte degli studenti prosegue gli studi con l’università. E i dati, pure per gli altri istituti, non specificano il motivo per il quale non si ha un lavoro dopo due anni: potremmo aver cambiato istituto o proseguito gli studi con l’università.

Diplomati e lavoro

Nel grafico in basso si possono vedere anche i dati relativi alle singole tipologie di istituti. La quota dei lavoratori dopo 2 anni è 16,5% nei licei scientifici contro il 14,1% del classico (è la percentuale più bassa di tutte). Il professionale industria-artigianato, invece, garantisce la possibilità (stando, almeno, ai diplomati del 2016) di trovare un lavoro nel 65,1% dei casi. Ma lo studio dà informazioni anche sulla tipologia di contratto più utilizzata. E’ quella a tempo determinato: rappresenta il 48,9% per i diplomati nell’anno scolastico 2013/2014; 49,6% per i diplomati nell’anno 2014/2015 e per il 49,4% nell’anno 2015/2016. Guardando i settori, prevale nettamente quello dei servizi (75,4% nel 2013/2014; 76,2% nel 2014/2015; 76% nel 2015/2016), seguito da industria (19,3%; 18,6%; 19,2%) e agricoltura (5,3%; 5,2%; 4,8%).

Lo studio fornisce indicazioni anche sui tempi della ricerca di un lavoro post diploma. Il 28,8% dei diplomati nei tre anni scolastici ha ottenuto il primo contratto entro una fascia di tempo da tre a sei mesi dal titolo di studio; il 12,4% ha trovato un posto in meno di un mese; il 14,5% ha atteso più di un anno. Tra i primi contratti si conferma la prevalenza di quelli a tempo determinato: 41,2% nel 2013/2014; 41% nel 2014/2015; 42,7% nel 2015/2016.

L’iscrizione alle scuola superiore

Come abbiamo già precisato, per scegliere la scuola superiore valutare se optare o meno un liceo sulla base delle statistiche sulla cosiddetta occupabilità sarebbe del tutto sbagliato. E’ un dato di fatto, però, che le iscrizioni ai licei – come vedremo – sono in aumento da anni. Mentre quelle agli istituti tecnici stentano a decollare, tanto che Confindustria denuncia da tempo un certo pregiudizio nelle famiglie nei confronti di questi percorsi di studio. Ma vediamo i dati, visto che le iscrizioni alla scuola secondaria di secondo grado si sono appena con concluse.

Secondo i primi dati elaborati dal Miur il 56,3% dei ragazzi faranno un liceo. Un dato in crescita rispetto al 55,4% dell’anno scorso. Gli istituti tecnici passano al 30,8% dal 31% del 2019/2020. Calano leggermente i professionali, dal 13,6% al 12,9%. Diminuiscono, invece, le iscrizioni al liceo linguistico, 8,8% rispetto al 9,3% del 2019/2020. In crescita l’artistico, dal 4% al 4,4% e il liceo delle scienze umane, dall’8,3% all’8,7%. Stabili il liceo europeo/internazionale (0,5%) e i licei musicali e coreutici (1%).

Scuole e regioni

Il Lazio si conferma ancora la regione con il maggior numero di iscritti agli indirizzi liceali (68,9%). Seguono Abruzzo (62%), Campania (61%), Umbria (60,4%), Molise e Sardegna (entrambe al 60%). La minore percentuale di iscritti ai licei è in Veneto ed Emilia Romagna (entrambe al 47,4%). Il Veneto è la regione con il più alto interesse per gli Istituti tecnici (38,7%). Seguono Emilia Romagna (37,2%) e Friuli Venezia-Giulia (37%). La più alta percentuale di iscritti ai professionali è in Emilia Romagna (15,5%), seguita da Basilicata (15%) e, a pari merito, Toscana e Campania (14,5%). Anche per il 2020/2021, uno studente su tre ha scelto un istituto tecnico (il 30,8% rispetto al 31% dello scorso anno). Il settore economico è all’11,2% (l’anno scorso 11,4%), il settore tecnologico è stabile al 19,6%. I professionali scendono al 12,9% rispetto al 13,6% del 2019/2020.

Fonte: Ministero dell’istruzione 

I dati si riferiscono al: 2014-2019 

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