Male la Lombardia, solo settima, e Emilia Romagna, undicesima
Nella classifica della sanità delle regioni italiane, il Veneto è al primo posto: ha il miglior servizio sanitario d’Italia. A certificarlo è stato il Ministero della Salute che ha stilato la classifica grazie al Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg), uno strumento che utilizza le informazioni presenti nel Nuovo Sistema Informativo Sanitario (Nsis) con l’obiettivo di verificare che tutti i cittadini italiani ricevano cure e servizi sanitari di qualità, rispettando tre criteri fondamentali: equità, efficacia e appropriatezza.
Il Veneto è al primo posto con un punteggio di 288 e supera di poco la Toscana che si piazza al secondo posto con 286 punti, seguita dalla provincia autonoma di Trento che ottiene 278 punti. Un anno fa, nel 2022, la situazione era leggermente diversa, con il Veneto che occupava il secondo posto e la Toscana il terzo. L’Emilia-Romagna, che lo scorso anno si era laureata “Campione d’Italia”, si trova invece quest’anno fuori dal podio della classifica della sanità delle regioni..
Classifica sanità delle regioni, male la Lombardia
Come si può vedere anche dal grafico sopra, non mancano le sorprese. La prima riguarda la Lombardia, che si ferma ad un deludente settimo posto, oltre 30 punti di distanza dal Veneto, con 257 punti. E non brilla neppure il Lazio, visto che si piazza al nono posto con 216 punti in un’anonima posizione di mezza classifica. Decisamente male, invece, le province autonome di Bolzano e anche la piccola Valle d’Aosta: la prima si trova solo all’11° posto con 201,7 punti, mentre la seconda è penultima con 165 punti (l’unica consolazione di questo risultato è registrare che per la prima volta la Valle d’Aosta supera quota 160). Maglia nera la Calabria che arriva giusto a 150 punti complessivi.
Come viene stilata la classifica della sanità nelle regioni
Come viene redatta questa classifica, che possiamo considerare a tutti gli effetti una “pagella” alla sanità delle Regioni? Il Ministero della Salute valuta tre aspetti principali: l’attività degli ospedali, i servizi sul territorio e la prevenzione. Ogni area riceve un punteggio che può arrivare fino a un massimo di 100 che tiene conto di parametri ben definiti e sommando i voti delle tre aree, si ottiene la valutazione e quindi la classifica finale.
Una Regione o Provincia Autonoma è considerata “adempiente”, cioè promossa, se ottiene almeno 60 punti in ogni area, senza che un buon punteggio in una zona possa compensare i punteggi bassi in altre. A differenza d quanto succedeva in passato, quando si dava un unico punteggio complessivo, ora il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) vuole valutare separatamente ogni area, così da dare una visione più chiara e precisa delle performance regionali.
Sanità Regione, ecco chi va dietro la lavagna
Ci sono 8 Regioni che non sono riuscite a raggiungere il punteggio sufficiente di 60 in almeno una delle aree valutate. La Valle d’Aosta, ad esempio, ha ottenuto risultati sotto la soglia in due aree, quella Distrettuale (35) e quella Ospedaliera (53). Anche l’Abruzzo, la Calabria e la Sicilia hanno avuto delle difficoltà, precisamente nelle aree della Prevenzione e Distrettuale: nella prima area l’Abruzzo ha ottenuto 54 punti, la Calabria 41, e la Sicilia 49, mentre nella seconda l’Abruzzo ha registrato 45 punti, la Calabria 40, e la Sicilia 44.
Altre Regioni e Province autonome che non hanno superato il punteggio minimo sono la Provincia di Bolzano (58), la Liguria (54) e il Molise (58), tutte nella zona della Prevenzione. La Basilicata, invece, ha ricevuto un punteggio insufficiente nell’area Distrettuale, con un punteggio di 52.
Area Ospedaliera: il grande exploit di Trento
Analizzando le classifiche per ciascuna area, spicca il primo posto nella categoria ospedaliera di Trento con 97 punti, seguita dalla Toscana (96) e dal Veneto (94). Questa è l’area che si occupa delle cure specialistiche e intensive, gestendo situazioni complesse come interventi chirurgici e pronto soccorso. Molti si aspettavano l’eccellenza della Lombardia in questo campo, ma la regione si è fermata al settimo posto con 86 punti, dietro l’Emilia Romagna (92), le Marche (91) e il Piemonte (87).
In questa area, solo la Valle d’Aosta ha ottenuto un punteggio sotto la sufficienza, con 53 punti. La Sardegna (60), il Molise (62) e la provincia di Bolzano (62) sono riuscite a evitare il “fallimento”, restando appena sopra la soglia minima.
Area Prevenzione: l’Umbria tocca quota 90
L’area della prevenzione riguarda attività che aiutano a prevenire le malattie e a promuovere la salute, come le vaccinazioni e l’educazione sanitaria. In questa classifica, Trento è in cima, con un punteggio di 98, ma condivide il primo posto con il Veneto. Subito dopo, con 97 punti, c’è l’Emilia-Romagna. Anche altre Regioni si comportano bene: la Lombardia e la Toscana ottengono entrambe 95, mentre il Piemonte arriva a 93. L’Umbria, con lo stesso punteggio del Piemonte, supera la quota soglia 90.
Area Distrettuale: un quarto delle Regioni arranca
L’area distrettuale riguarda l’assistenza di base sul territorio, come quella offerta dai medici di famiglia, pediatri e i servizi di supporto a domicilio. In questa area, la Regione che si distingue di più è il Veneto (96), seguita dalla Toscana (95) e dal Piemonte (90). Addirittura pessimo in questo ambito il rendimento della Lombardia, invece, che collezione appena 76 punti e si trova nella seconda parte della classifica, all’undicesimo posto. Umbria e Marche fanno meglio – rispettivamente 80 e 83 – mentre Molise e Campania non sono poi così tanto distanti (il primo fa 73, mentre il secondo 72).
In questa area da sottolineare come un quarto delle Regioni italiane sia sotto il 60: Valle d’Aosta, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sicilia non riescono ad avvicinarsi al risultato che gli permetterebbe almeno una sufficienza in pagella.