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La regione ha risanato i conti, ma ha ridotto in particolare medici e infermieri

La regione Campania è stata quella che ha ridotto di più la spesa per il personale nella sanità dal 2009. Se alcune regioni hanno risanato i conti in deficit tagliando la spesa generale, la Campania si è concentrata in gran parte su medici e infermieri. Vediamo adesso i dati dei principali indicatori della sanità in Campania finita sotto i riflettori nei primi giorni del gennaio 2020 per le violente aggressioni ad ambulanze e pronto soccorso che hanno costretto ad intervenire anche il ministro della Salute Roberto Speranza.

La spesa per la sanità in Italia

Nel grafico qui sopra possiamo vedere l’andamento della spesa nelle regioni italiane dal 2009 a oggi. Sono numeri in valore assoluto, naturalmente, e mostrano molto bene l’evoluzione assolutamente diversificata di questa spesa che è cresciuta in 9 anni del 6% a livello nazionale, ma con differenze enormi da un caso all’altro. Vediamo, quindi, che le linee più inclinate sono quelle degli aumenti in doppia cifra delle province di Bolzano (+20,1%) e Trento, oltra a Lombardia, +15,5%, Emilia Romagna, +11%, Sicilia, +10,2%, e cali in altri, come in Calabria, -1,2%, Molise, -4,6%, Lazio, -3,9%, Liguria, -1,2%, Valle d’Aosta.

In Campania la crescita della spesa sanitaria è stata solo dell’1,1%. La linea della regione, infatti, nel grafico si confonde con le altre. Come mai? La Campania, come altre, è stata inclusa nei piani di rientro dai deficit dei bilanci della sanità ed è stata piuttosto efficiente nel risanare i propri conti.  Usando però l’accetta, che nel caso campano non ha colpito la spesa generale (Liguria, Lazio, Molise, ecc, sono stati più spietati), quanto con quella per il personale.

La spesa per il personale

La Campania è, insomma, la regione che più di tutte ha tagliato le risorse per pagare il personale dipendente, in gran parte medici e infermieri naturalmente. Dal 2009 al 2018 il calo è stato di ben il 19,7%. Si è scesi da 3 miliardi e 265 milioni a 2 miliardi e 590 milioni del 2017, risaliti poi di circa 31 milioni nel 2018, primo anno con un piccolo incremento. Mediamente in Italia il calo è stato del 3,9%, e in diverse regioni c’è stato invece un aumento. Come in provincia di Trento, +11,5%, o in Sardegna, +6,5%, Emilia Romagna o in Umbria. Basti pensare che se nel 2009 la Campania era la seconda regione per spesa per il personale sanitario dopo la Lombardia, nel 2018 era diventata sesta. Superata, oltre che dalla Lombardia, anche da Lazio, Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna, tutte, tranne il Lazio, meno popolose.

La salute dei cittadini

Il risultato è stato che è crollata la percentuale di spesa per dipendente sul totale di quella corrente: nel 2006 ai dipendenti è andato il 34% di tutte le uscite riguardanti la sanità, nel 2018 si è scesi al 25,6%,  in linea con la media nazionale, del 33,8%. Nel 2018 la spesa è stata decisamente più in bassa, visto che in Italia, nonostante il calo, il 30% della spesa rimaneva dedicata ai dipendenti. Solo in Lazio e di poco in Lombardia è più piccola la quota di spesa per il personale. Il massimo, con il 48,7%, si raggiunge in provincia di Bolzano. Era inevitabile che all’origine di questi dati vi fosse un calo del numero dei medici, che in Campania è stato più importante che altrove.

Come si può vedere anche dal grafico sopra, il livello percentuale dell calo campano, da 11.282 a 9.050 medici, è stato il terzo più alto, 19,8%, dopo quello molisano, del 41%. La realtà che emerge in Campania è quella di un regione che ha cercato di risanare i propri conti, lo ha fatto, ma a prezzo di un disinvestimento sul capitale umano, con un taglio di uno degli elementi più visibili, ovvero il numero dei medici.

Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze 

I dati si riferiscono al: 2007-2018 

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