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 In Crisi&Ripresa

La Troika lascia il Paese dopo 8 anni di austerità. L’uscita dalla crisi è lontana: disoccupati al 20%

La Grecia è ufficialmente uscita da 8 anni di protettorato economico della troika, che l’ha salvata dalla bancarotta certa che avrebbe anche messo in serissimo rischio la sopravvivenza dell’euro. Ma a che prezzo?

Il salvataggio della Grecia

Vediamo alcuni grafici per capire che cosa è successo dal 2009, anno in cui il Paese guidato da Alexis Tsipras è finito sotto il controllo economico della troika, ad oggi. In alto, il primo grafico mostra l’andamento del Prodotto Interno Lordo dal 2009 al 2017 dei Paesi che hanno adottato l’euro (tra i quali la Grecia, ovviamente) e della Grecia. Come si vede la supposta “crescita” greca c’è stata certamente, ma l’economia, rispetto al resto del Continente, ha perso terreno. Il salvataggio della Grecia, cioè, sembra debba dispiegare ancora i propri effetti.

La disoccupazione in Grecia

Nel grafico qui sotto, invece, sono mostrati i dati riguardanti la disoccupazione. Nel 2010 la differenza tra i Paesi dell’eurozona era di soli 2,2 punti percentuali.

Nonostante la fine dell’austerità, la situazione sociale greca non sembra particolarmente rosea: il tasso di disoccupazione a marzo del 2018 era infatti pari al 20,1% rispetto a una media dell’8,6% dei Paesi che hanno adottato l’euro.

Le persone a rischio povertà

Un altro indicatore importante per giudicare se il salvataggio della Grecia sia reale è quello che riguarda le persone a rischio povertà. Il grafico sotto mette a confronto sempre i Paesi dell’eurozona e la Grecia in base agli ultimi dati ufficiali disponibili.

Nel 2010 la differenza con i Paesi dell’eurozona non era affatto abissale: 22% i secondi e 27,7% il Paese di Tsipras. Oggi il 35,6% dei greci è a rischio povertà o esclusione sociale rispetto al 23,1% dei Paesi dell’eurozona.

I debiti incagliati

Infine, è utile considerare anche un dato puramente finanziario: i debiti di difficile recupero da parte delle banche. Ecco i dati

I Non Performing Loans (debiti di difficile recupero) a dicembre del 2017 in pancia alle banche greche erano pari al 45% di tutti i prestiti concessi rispetto, ad esempio, all’11% dell’Italia. Segno che se la troika ha abbandonato la Grecia permettendole, tra le altre cose, di accedere nuovamente ai mercati finanziari emettendo titoli di Stato per finanziare il debito, la crisi, la Grecia, non l’ha ancora affatto abbandonata. Tantopiù che ora il Paese deve restituire i circa 300 miliardi di euro ricevuti per evitare il crack.

La cosa piuttosto impressionante è anche un’altra: se il debito pubblico della Grecia è pari a circa il 178,6 (dicembre 2017), nessuno sa effettivamente di quanto aumenterà o diminuirà. Sì, perché le previsioni di Bce e Fondo Monetario Internazionale su questo punto divergono sensibilmente, come Truenumbers ha scritto in questo articolo.

I dati si riferiscono al: 2009-2018

Fonte: Bce, Fmi, ufficio statistico greco

Leggi anche: Per il Fmi la Grecia (senza troika) non ce la farà

La Grecia cancella 2,5 miliardi di debiti

 

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