I single sono più poveri delle famiglie con figli

Chi sta meglio di tutti? Le coppie senza bimbi. Il rischio povertà dal 2010 ad oggi

Il grafico mostra il rischio povertà a seconda del tipo di famiglia che si ha. Dal 2010 al 2015 le cose non sono cambiate di molto ma resta il fatto che i single senza figli hanno una percentuale di rischio molto più alta rispetto agli altri nuclei. Che succede? La risposta potrebbe essere che nella categoria “single senza figli” ricadono anche gli anziani vedovi. E questo spiegherebbe tutto.

Chi sta meglio di tutti sono le coppie senza figli: il loro indice di povertà è fermo al 5,7% dal 2010 ad oggi ed è il più basso rispetto alle coppie con bimbi a carico (11%) e ai single con prole (20,1%).

Il rischio povertà in Italia è più alto che in Grecia

rischio povertà

Il grafico sopra mostra l’indice di rischio indigenza per le famiglie con figli in casa: noi Italiani siamo nella parte alta della classifica. Insomma, metter su famiglia costerebbe caro (troppo) alle tasche degli italiani, più di quanto non accade a greci, croati, slavi e via via tutti gli altri. Da noi l’indice di rischio è del 16,7%, la media europea si ferma molto sotto, a 11%. Peggio di noi stanno le famiglie portoghesi, bulgare, spagnole e rumene.

In Italia i single con figli rischiano l’indigenza

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Il grafico sopra mostra invece l’indice di rischio indigenza per i single che mantengono i figli in casa: anche questa volta chi vive in Italia sembra essere più a rischio. Ma siamo in buona compagnia: anche i ricchi lussemburghesi rischiano di restare al verde se hanno figli a carico ma nessun coniuge con cui dividere le spese. Povertà quasi nulla per finlandesi, danesi e svedesi (6,1%), tutti paesi che hanno politiche sociali più generose nei confronti delle giovani ragazze madre.

Siete in due senza figli? L’Olanda è il paradiso

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Qui sopra vediamo invece la situazione delle coppie senza figli: per loro il rischio di diventare poveri è in generale molto basso, soprattutto in Olanda (1,8%), Lussemburgo (1,9%) e Svezia (3,2%) mentre diventa via via più difficile arrivare a fine mese negli altri Paesi. In Italia l’indice, come sempre, è alto: 8,6%, quasi il doppio della media europea (5,7%).

Come sono felici i single ungheresi

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Per loro il futuro è in discesa: il rischio povertà, per i single che vivono in Ungheria, è praticamente inesistente (7,8%), quasi come, sorpresa!, in Lussemburgo (10%). Ma attenzione: nella categoria rientrano anche gli anziani soli e vedovi. Una volta tanto gli italiani possono stare tranquilli: rischiano di diventare poveri ma ne’ più ne’ meno che tutti gli altri. Siamo infatti a metà classifica, con un indice di rischio del 17,6%, praticamente in linea con la media europea (16,8%).

I dati si riferiscono al: 2015
Fonte: Parlamento Europeo

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