Criptovalute e riciclaggio: 2.166 alert in tre mesi

Le piattaforme denunciano rischi di truffe e reati più delle banche (57,8%)

Una volta erano il regno della libertà assoluta, il far west digitale dove tutto era possibile e niente controllabile. Oggi, però, nel mondo delle criptovalute succede ciò che era impensabile fino a poco tempo fa: sono le stesse piattaforme cripto a fare segnalazioni di operazioni sospette, cioè movimenti di denaro che possono essere legati a truffe o altre attività illecite, inviate all’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) per attivare i controlli contro il riciclaggio. Nel primo trimestre del 2025, il 57,8% delle segnalazioni legate al mondo cripto arriva proprio da chi vende, custodisce e fa girare le valute digitali. Sì, i famosi Vasp (Virtual Asset Service Provider), che fino a poco tempo fa erano sinonimo di privacy e decentralizzazione, ora sono più diligenti perfino degli istituti di credito nel segnalare movimenti sospetti di riciclaggio.

Criptovalute, ecco chi segnala le operazioni sospette

Non è un trend nato oggi. Già nel 2024 le piattaforme cripto avevano superato la soglia del 50% delle segnalazioni (50,6% contro il 49,1% degli operatori tradizionali). È un vero cambio di paradigma: quella che era una giungla senza regole si sta trasformando in un “condominio” con regole precise e controlli all’ingresso. Le criptovalute restano un modo per scambiare valore online senza intermediari, ma il sogno del completo anonimato si sta dissolvendo. Ogni volta che una banca o una piattaforma rileva un movimento di denaro sospetto, deve inviare una Sos (Segnalazione di Operazione Sospetta) all’Unità di Informazione Finanziaria (Uif), l’autorità che si occupa di contrastare riciclaggio e altri reati finanziari.

Le piattaforme cripto battono le banche 

Come già ricordato e come si vede bene anche dal grafico, il 50,6% delle segnalazioni arriva dalle piattaforme specializzate, i Vasp (Virtual Asset Service Provider), mentre banche e Poste seguono con il 38,5%. Al terzo posto troviamo gli Imel, cioè gli Istituti di Moneta Elettronica, e i Punti di Contatto (Pcc) Imel, che insieme rappresentano un ulteriore 10,1%. Questi soggetti gestiscono strumenti di pagamento digitale, come carte prepagate o app per trasferimenti di denaro. A seguire, ci sono gli Ip (Istituti di Pagamento) e i relativi Punti di Contatto (Pcc Ip), che si occupano di servizi come bonifici online e pagamenti elettronici: il loro contributo si ferma allo 0,5%.

Infine, la categoria “altri segnalanti”, che include soggetti residuali come intermediari minori o operatori non finanziari, ha trasmesso appena lo 0,4% delle Sos.

Criptovalute, più controlli per fermare i nuovi rischi

Secondo i dati dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), sono state 6.255 le SOS ricevute nell’anno, con una crescita del 25% rispetto al 2023. Il ritmo è rimasto sostenuto anche nel primo trimestre del 2025, con 2.166 segnalazioni già trasmesse.

Un dato meno visibile ma molto significativo riguarda chi, nel concreto, invia le segnalazioni. Nel settore cripto operano decine di società: piattaforme di scambio, app per custodire criptovalute, intermediari digitali. Sono i cosiddetti fornitori di servizi in cripto-attività. In Italia devono registrarsi sulla piattaforma Radar, il registro ufficiale gestito dall’Oam (Organismo degli Agenti e dei Mediatori), che raccoglie tutti gli operatori autorizzati a offrire questo tipo di servizi.

Alla fine di marzo 2025, gli iscritti erano 65, ma solo 30 hanno trasmesso almeno una segnalazione di operazione sospetta a partire dal 2024. Quindi meno della metà ha effettivamente preso parte al sistema di controllo. La gran parte delle Sos si concentra su pochi soggetti. Il che suggerisce che non tutti partecipano allo stesso modo, e il livello di collaborazione resta molto disomogeneo tra un operatore e l’altro.

Criptovalute, cresce il ruolo dei Vasp nelle segnalazioni

L’aumento delle segnalazioni legate alle cripto-attività non è solo una questione di numeri, ma anche di chi segnala e come lo fa. Nel 2024, sempre secondo i dati della UIF, si è registrato un incremento del 168% nel numero di soggetti segnalanti attivi tra i Vasp, cioè le piattaforme e i fornitori di servizi legati alle criptovalute. Questo significa che molti più operatori del settore rispetto al passato hanno cominciato a trasmettere segnalazioni di operazioni sospette, contribuendo in modo più sistematico al sistema di prevenzione del riciclaggio.

Alla base di questo cambiamento c’è anche una maggiore consapevolezza del rischio da parte degli stessi operatori, che iniziano a percepire le responsabilità legate alla gestione di strumenti potenzialmente usati in modo illecito. La collaborazione diretta tra Uif e Vasp, che avviene attraverso incontri, controlli e scambi informativi, ha reso più efficace l’invio delle Sos, anche se non mancano ancora criticità. In particolare, la qualità delle segnalazioni è migliorata ma resta disomogenea, soprattutto tra i Vasp esteri, che spesso usano personale non sempre formato sulla normativa italiana e sistemi informatici che non facilitano la comunicazione con l’Unità. Inoltre, quasi tutte le segnalazioni arrivano proprio da loro: nel 2024 l’86,8% delle SOS è stato inviato da Vasp con sede all’estero, percentuale salita al 92,9% nei primi tre mesi del 2025.

segnalazioni criptovalute

Criptovalute, tra truffe online e schemi piramidali

Le segnalazioni raccolte dall’Unità di Informazione Finanziaria non si limitano a crescere nei numeri, ma raccontano anche nuove forme di rischio legate all’uso delle criptovalute.

Romance scam e cripto, un terzo delle truffe online nel 2024

Nel 2024, oltre un terzo delle SOS analizzate riguarda truffe online: si va dalle frodi sentimentali (romance scam), ai finti investimenti nel trading, fino agli schemi piramidali. Queste tipologie costituiscono il 36,4% di tutte le segnalazioni legate alle cripto, e arrivano al 42% se si considerano solo quelle inviate dai Vasp. Altri segnali di allarme emergono dall’uso dei canali digitali, come app e siti web, che permettono di gestire i wallet ma espongono a rischi di accesso non autorizzato.

Criptovalute, tra i rischi segnalati schemi piramidali e stablecoin

Alcune SOS segnalano infatti l’uso dei portafogli digitali da parte di soggetti diversi dai titolari, rendendo più difficile l’identificazione. Altre riguardano trasferimenti verso indirizzi collegati al darkweb, dove si acquistano beni illegali, inclusi – in casi estremi – materiali pedopornografici. Tra i rischi segnalati ci sono anche gli schemi piramidali, modelli fraudolenti in cui gli utenti vengono reclutati con la promessa di guadagni facili ma in realtà alimentano un sistema destinato a crollare. Sempre più frequente anche l’impiego delle stablecoin, cioè criptovalute stabili legate a valute come il dollaro, che offrono tempi rapidi, maggiore anonimato e aggirano più facilmente i controlli, soprattutto se usate con wallet non registrati presso piattaforme ufficiali.

Criptovalute, le nuove regole dell’Unione Europea

Anche le regole che disciplinano il mondo delle criptovalute stanno cambiando. L’Unione Europea ha approvato il regolamento MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), che introduce un sistema comune per autorizzare e controllare chi offre servizi legati agli asset digitali. Nasce così una nuova figura: il Casp, acronimo di Crypto Asset Service Provider. Saranno questi soggetti, una volta riconosciuti ufficialmente, a gestire in modo regolamentato le attività legate alle cripto in tutta Europa.

In attesa che il nuovo sistema entri a pieno regime, è partita una fase transitoria. Durante questo periodo, le autorità italiane – in particolare UIF, Banca d’Italia e Consob – stanno rafforzando la vigilanza. Controllano più da vicino le piattaforme, svolgono ispezioni e intervengono quando mancano i requisiti richiesti. L’obiettivo è duplice: da una parte, garantire fin da subito il rispetto delle norme contro riciclaggio e finanziamento illecito; dall’altra, assicurare che anche gli operatori stranieri attivi in Italia si adeguino agli stessi standard previsti per quelli nazionali.