Crescita record dell’Islam, sarà la religione più diffusa

Musulmani cresciuti del 21,7% in 10 anni, in Europa persi 54 milioni di cristiani

Che ci piaccia o no, la religione continua a dire la sua nella vita di miliardi di persone, guidando scelte politiche, valori culturali e persino il numero di figli. Secondo il Pew Research Center, nel 2020 ben il 75,8% della popolazione mondiale si identificava con una religione organizzata. Un dato enorme, basato sull’ultima rilevazione completa disponibile.

La religione non è solo una questione di fede: sapere quanti credenti ci sono nel mondo aiuta a capire chi conterà di più in futuro. È un vero indicatore di potere, perché rivela quali gruppi cresceranno, quali valori guideranno le scelte economiche e politiche e che direzione prenderanno le società, anche solo dentro i confini di un singolo Paese. Prendi i musulmani: sono il gruppo più giovane, con un’età media di 24,1 anni, segno di una popolazione in rapida crescita. I buddisti, invece, hanno un’età mediana di 39,8 anni, decisamente più alta, e questo influisce su natalità e prospettive future.

Qual è la religione più diffusa al mondo

La religione più diffusa, cioè con più fedeli al mondo, resta il cristianesimo, con 2,3 miliardi di persone, pari al 28,8% della popolazione globale. Subito dietro c’è l’Islam, che conta 2 miliardi di musulmani, cioè il 25,6% di tutti gli abitanti del pianeta. Gli induisti sono 1,2 miliardi, pari al 14,9%, mentre i buddisti arrivano a 324 milioni, cioè solo il 4,1%.%.

Gli ebrei contano appena 14,8 milioni di fedeli, pari allo 0,2%. Significativo anche il numero dei non affiliati – atei, agnostici e chi non si riconosce in alcuna religione organizzata – che raggiungono 1,9 miliardi di persone, pari al 24,2% della popolazione mondiale. Tutte le altre religioni, dai bahaisti ai sikh e alle fedi tradizionali africane, sommate rappresentano infine circa il 2,2% della popolazione globale.

Qual è la religione che cresce di più nel mondo

Come già evidenziato le due fedi più praticate al mondo continuano a essere cristianesimo e islam, ma con traiettorie demografiche diverse. Tra il 2010 e il 2020 i cristiani sono aumentati di 122 milioni di fedeli, ma come si vede anche dal grafico la loro quota sulla popolazione globale è scesa dal 30,6% al 28,8%, con un calo di 1,8 punti percentuali in dieci anni. Il dato peggiore tra tutte le religioni. Le dinamiche alla base di questi cambiamenti sono diverse. Il calo relativo dei cristiani è dovuto principalmente alla disaffiliazione religiosa, con un saldo negativo di conversioni: per ogni 100 persone cresciute come cristiane, 11,6 hanno abbandonato la fede.

L’islam, invece, è cresciuto più rapidamente di qualsiasi altra religione: i musulmani sono aumentati di 347 milioni tra il 2010 e il 2020, pari a un incremento del 21,7% in dieci anni. Un’ascesa sostenuta da un’età mediana molto bassa, pari a 24,1 anni, e da tassi di fertilità elevati: nel 2020 ben 33% dei musulmani aveva meno di 15 anni. Con questi ritmi di crescita, l’islam è destinato a diventare religione più diffusa al mondo nei prossimi decenni.

religione più diffusa

L’Europa non è più la culla del cristianesimo

La distribuzione geografica delle religioni è un altro dato da tenere in considerazione nella lettura dei fenomeni globali sulla medio lunga distanza. Nel 2020, il 62% dei musulmani viveva in Asia-Pacifico e il 22% in Africa subsahariana. Il cristianesimo, invece, mostra una distribuzione maggiormente bilanciata: il 30,7% dei cristiani vive in Africa subsahariana, che ha superato l’Europa (22,3%) come regione con più cristiani al mondo. L’America Latina e i Caraibi ospitano il 24,1% dei cristiani globali, seguiti dall’Asia-Pacifico con il 13%. Questo sorpasso dell’Africa sull’Europa per numero di cristiani è avvenuto nell’ultimo decennio: nel 2010 l’Europa contava il 25,8% dei cristiani mondiali, mentre l’Africa subsahariana era al 24,7%.

Oggi il baricentro demografico del cristianesimo si è spostato sempre più verso il Sud, trainato da tassi di natalità più alti rispetto al resto del mondo. Un cambiamento che si riflette anche nelle dinamiche interne della Chiesa cattolica: proprio nell’ultimo Conclave si parlava della possibilità di eleggere un Papa africano, a conferma di come la nuova mappa della fede influenzi anche le gerarchie religiose.

In Europa le chiese sono sempre più vuote

Il continente che sta conoscendo i maggiori cambiamenti in termini di fede è l’Europa. Tra il 2010 e il 2020 la quota di cristiani è scesa dal 74,6% al 67,1%, con un calo di 7,5 punti percentuali in dieci anni. In termini assoluti significa 54 milioni di cristiani in meno, passati da 558 a 504 milioni. Parallelamente, sono aumentati i non affiliati, passati dal 18,7% al 25,3%, con un incremento di 6,6 punti, segno di una crescente disaffiliazione religiosa.

Anche la popolazione musulmana è cresciuta, passando dal 5,3% al 6%, sostenuta da un’età media più bassa e da tassi di fertilità più alti. L’età mediana dei gruppi religiosi europei conferma il trend di invecchiamento demografico: i cristiani hanno un’età mediana di 45 anni, gli ebrei risultano il gruppo più anziano con 52,9 anni, mentre i musulmani sono i più giovani, con un’età mediana di 34,1 anni.

Quali sono i paesi con il maggior numero di cristiani

Nel 2020 gli Stati Uniti erano il Paese con più cristiani al mondo: 217 milioni di fedeli, pari al 64% della popolazione americana e al 9,6% di tutti i cristiani globali. Al secondo posto c’era il Brasile, con 168 milioni (80,7% della popolazione), seguito dal Messico con 113 milioni (89,2%) e dall’Italia, che contava 48 milioni di cristiani, pari all’80,5% degli abitanti. Complessivamente, i primi dieci Paesi per numero di cristiani ospitano quasi la metà di tutti i fedeli nel mondo, con una quota pari al 46,8% del totale globale.

Per l’islam, il Paese con più musulmani era l’Indonesia, con 239 milioni di fedeli, pari all’11,8% dei musulmani globali. Seguono il Pakistan, con 227 milioni (11,2%) e l’India, con 213 milioni, che ospita il 10,5% della popolazione musulmana mondiale pur essendo a maggioranza induista. Complessivamente, i primi dieci Paesi per numero di musulmani raccolgono 65% della popolazione musulmana globale.

Quanti ebrei ci sono nel mondo

Restano solo lo 0,2% della popolazione mondiale, ma gli ebrei continuano a essere un punto centrale dal punto di vista culturale e politico. Numericamente, però, sono una minoranza piccolissima: quasi la metà vive in Israele, con 6,78 milioni di persone, pari al 46% della popolazione ebraica globale. Subito dopo ci sono gli Stati Uniti, con 5,73 milioni di ebrei, che rappresentano il 39% del totale mondiale e l’1,7% della popolazione americana. Tutti gli altri Paesi restano molto distanti: in Francia vivono 460mila ebrei, in Canada 350mila e nel Regno Unito 300mila.

Sono sempre più numerosi anche i “senza fede”

Negli ultimi dieci anni è cresciuto anche il numero dei non affiliati religiosi, categoria che include atei, agnostici e chi si definisce semplicemente “senza religione”. Nel 2020 i non affiliati erano 1,9 miliardi di persone, pari al 24,2% della popolazione mondiale, con un incremento assoluto di 270 milioni rispetto al 2010. Tuttavia, la loro quota percentuale è rimasta stabile, passando dal 24% al 24,2%, segno che la crescita naturale dei gruppi religiosi, sostenuta da tassi di fertilità più alti, ha bilanciato l’aumento dei non credenti.

Solo il 7% della popolazione globale si definisce ateo o agnostico in senso stretto, mentre il restante 17% dei non affiliati si dichiara privo di appartenenza a una religione organizzata, pur coltivando spesso credenze spirituali o pratiche tradizionali. Un fenomeno che, soprattutto in Asia, ridefinisce la geografia della fede mondiale.