Caduta mai vista per i consumi dal Dopoguerra. Risparmi in aumento
Il reddito disponibile delle famiglie nel 2020 si è ridotto del 2,8% (-32 miliardi di euro) ed ha quasi azzerato la crescita registrata del biennio precedente. I consumi finali hanno subito una caduta di dimensioni molto più ampie (-10,9%) e mai registrate dal Dopoguerra. Il reddito degli italiani, in altre parole, è sceso di 92,8 miliardi di euro (-7,3%). Sono i dati emersi dal Rapporto annuale dell’Istat appena presentato.
Il reddito degli italiani
Che cos’è successo al reddito durante la pandemia? I massicci interventi pubblici di sostegno hanno fornito un contributo positivo di circa 61 miliardi di euro, compensando due terzi della caduta e sostenendo il potere d’acquisto delle famiglie. Volendo contestualizzare dobbiamo dire che la perdita registrata lo scorso anno non risulta eccezionale in una prospettiva di medio periodo, in quanto una caduta di ampiezza analoga era già avvenuta nel 2012, quando la contrazione del Pil era stata assai meno accentuata (-1,5 per cento in termini nominali, contro -7,8 nel 2020). Inoltre, poiché il tasso di inflazione al consumo è risultato lievemente negativo il potere d’acquisto, ossia il reddito disponibile espresso in termini reali, è diminuito del 2,6 per cento.
Il reddito medio e la spesa delle famiglie italiane
Ma come sono cambiati i consumi in relazione al reddito? I consumi finali delle famiglie hanno invece subito un crollo di dimensioni mai registrate dal dopoguerra, con una diminuzione del 10,9 per cento che ne ha portato il valore a un livello di poco superiore a quello del 2009, e addirittura a quello del 1997 in termini di volume, ovvero al netto dell’effetto della variazione dei prezzi.
Questa contrazione della spesa, molto più accentuata di quella del reddito disponibile, ha determinato un forte aumento della quota di reddito destinata al risparmio, che è salita dall’8,1 per cento del 2019 al 15,8 per cento. È da notare che l’incremento della quota di risparmio è stato di ampiezza anomala anche nel resto della Ue, con una crescita (riferita all’aggregato più ampio di famiglie consumatrici e produttrici) pari a poco più di 5 punti in Germania, oltre 7 in Italia, sino a quasi 9 in Spagna.
I dati si riferiscono al: 2021
Fonte: Istat
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