Come 33.460 post e 209.995 commenti possono anticipare l’aumento dei prezzi
Prima arriva il post. Poi il commento. Poi la discussione si allarga: la spesa costa troppo, l’affitto è salito, la benzina non scende, cosa farà la banca centrale americana, i prezzi torneranno normali oppure no. Nel rumore continuo di Reddit, tra sfoghi, analisi improvvisate, meme finanziari e dibattiti sull’economia americana, potrebbe nascondersi qualcosa di più di una semplice conversazione online: un segnale anticipato sull’inflazione.
È da questa idea che parte uno studio pubblicato da Banca d’Italia, che prova a capire se ciò che milioni di persone scrivono ogni giorno su economia, lavoro, consumi, investimenti e costo della vita possa aiutare a prevedere l’andamento dei prezzi negli Stati Uniti. La tesi è semplice: se migliaia di utenti parlano di prezzi che salgono o scendono, quelle parole possono diventare un indicatore utile prima della pubblicazione dei dati ufficiali. Il lavoro si concentra su 2 misure chiave: il CPI, cioè l’indice dei prezzi al consumo, e il core PCE, l’indicatore molto seguito dalla Federal Reserve.
Prevedere l’inflazione con Reddit
Prevedere l’inflazione resta uno degli esercizi più difficili anche per economisti, banche centrali e mercati. Soprattutto nel breve periodo, i prezzi possono cambiare direzione rapidamente: basta uno shock sull’energia, una fiammata sugli alimentari, un aumento degli affitti, una variazione dei salari, una decisione sui tassi o una crisi internazionale. I dati ufficiali, inoltre, arrivano sempre con un certo ritardo: quando vengono pubblicati, raccontano qualcosa che è già accaduto. Per questo lo studio prova a usare Reddit come una grande antenna sociale, capace di intercettare in tempo reale ciò che le persone percepiscono sui prezzi. L’obiettivo è migliorare le previsioni su diversi orizzonti, da 1 mese fino a 18 mesi, affiancando agli strumenti tradizionali un indicatore costruito sulle conversazioni quotidiane.
Come Reddit parla di inflazione
Per cercare questi segnali, lo studio entra dentro 3 grandi comunità di Reddit, i cosiddetti subreddit: r/Economics, r/economy e r/wallstreetbets. Non sono spazi identici. I primi 2 raccolgono soprattutto discussioni su economia, politica monetaria, crescita e costo della vita; il terzo è più vicino al mondo della finanza, degli investimenti e dei mercati, con un linguaggio spesso più diretto e pop. Proprio questa varietà rende interessante l’analisi: dentro conversazioni molto diverse tra loro possono emergere modi differenti di percepire l’inflazione. La massa di materiale esaminata è enorme: nel solo r/wallstreetbets il campione complessivo supera i 2,5 milioni di post e gli 88,4 milioni di commenti. L’idea è che, in questo flusso continuo di opinioni, reazioni e racconti quotidiani, si possano individuare tracce utili per capire come gli utenti interpretano l’aumento o la diminuzione dei prezzi.
Come si selezionano i post sui prezzi
Naturalmente, dentro Reddit non tutto parla davvero di inflazione. Per trasformare quel rumore di fondo in un campione leggibile, gli autori partono da 6 parole chiave: inflation, deflation, disinflation, hyperinflation, price e prices. È il passaggio che separa le discussioni rilevanti dal resto della conversazione online. Dopo questo filtro, il materiale si restringe. Ma resta molto consistente. In r/Economics rimangono 14.214 post e 115.276 commenti legati all’inflazione. Per r/economy il campione conta 14.445 post e 65.170 commenti. Da r/wallstreetbets arrivano invece 4.801 post e 29.549 commenti.. In totale, lo studio lavora quindi su oltre 33mila post e circa 210mila commenti collegati ai prezzi. Una massa di parole che viene ripulita, ordinata e trasformata in una base utile per leggere le percezioni sull’inflazione.
Come post e commenti diventano indicatori
A quel punto entra in gioco la classificazione dei testi. Ogni post o commento viene trasformato in un segnale molto semplice, costruito su 3 possibili etichette: UP, DOWN e NEUTRAL. UP significa che il testo lascia intendere un aumento dei prezzi o dell’inflazione; DOWN indica invece una percezione di prezzi in rallentamento o in calo; NEUTRAL viene usato quando non emerge una direzione chiara. Un commento sulla benzina più cara, sugli affitti saliti o sulla spesa alimentare diventata più pesante può quindi contribuire a un segnale UP. Al contrario, una discussione sulla disinflazione o sul raffreddamento dei prezzi può alimentare un segnale DOWN. Anche il tempo conta: i commenti vengono considerati solo se pubblicati entro 2 settimane dal post iniziale, così da restare vicini al momento in cui la conversazione nasce e da catturare una reazione ancora fresca.


L’intelligenza artificiale misura l’inflazione percepita
L’intelligenza artificiale, in questo caso, non serve a “indovinare” il numero dell’inflazione. Serve piuttosto a fare qualcosa di più concreto: leggere grandi quantità di testi e metterli in ordine. Lo studio confronta 12 modelli linguistici, tra cui BERT, FinBERT, InflaBERT, Qwen, LLaMA e Gemma, per capire quali siano più efficaci nel riconoscere il tono delle discussioni sui prezzi. Alla base, però, c’è anche un lavoro umano: circa 500 post vengono etichettati manualmente, così da costruire un primo riferimento affidabile. Poi il campione viene ampliato con circa 700 post classificati attraverso LLaMA 70B, mentre ChatGPT viene usato come supporto per sciogliere i casi più ambigui, quelli in cui sarcasmo, contesto o formulazioni poco chiare rendono difficile capire il senso del messaggio. Il risultato è una sorta di traduzione: frasi, opinioni e discussioni online vengono trasformate in indicatori numerici dell’inflazione percepita.
Reddit, 288 modi per leggere i prezzi
Una volta trasformate le conversazioni in segnali, resta però una domanda decisiva: quale segnale funziona meglio? Per rispondere, lo studio non si affida a un solo “indice Reddit” dell’inflazione, ma costruisce una batteria di 288 indicatori diversi. È come provare più lenti per osservare lo stesso fenomeno: cambiano la comunità di partenza, il modello linguistico usato e il periodo di conversazioni preso in considerazione. Gli autori combinano infatti 3 comunità online, 12 modelli linguistici e 8 finestre temporali.
Prezzi, Reddit aiuta nel breve periodo
I risultati indicano soprattutto una cosa: Reddit sembra essere più utile quando si prova a guardare al futuro prossimo. Lo studio verifica le previsioni su 9 distanze temporali diverse, da 1 mese fino a 18 mesi, ma il contributo più interessante arriva entro i primi 6 mesi. È lì che le conversazioni online riescono ad aggiungere qualcosa agli strumenti tradizionali, perché raccolgono reazioni quasi immediate a ciò che le persone vedono nella vita quotidiana: prezzi al supermercato, benzina, affitti, bollette, salari. In altre parole, Reddit non sostituisce i dati ufficiali né gli indicatori usati da economisti e banche centrali. Può però funzionare come un segnale in più, più rapido e più vicino alla percezione delle persone, per capire in quale direzione si stanno muovendo i prezzi.
Misurare i prezzi mentre cambiano
Lo studio prova poi ad avvicinarsi ancora di più al presente. Non guarda soltanto a ciò che potrebbe succedere nei mesi successivi, ma prova a capire se Reddit possa offrire segnali utili già mentre il mese è ancora in corso. Gli autori prendono quindi in esame i messaggi pubblicati nei primi 5, 10 e 14 giorni del mese. Per il core PCE, cioè l’indicatore dei prezzi più seguito dalla banca centrale americana per capire l’inflazione di fondo, considerano anche una finestra di 22 giorni.
Lo studio osserva anche il CPI, l’indice dei prezzi al consumo, che indica quanto cambiano nel tempo i prezzi che le famiglie pagano per beni e servizi. Il risultato è intuitivo: più giorni di conversazioni gli autori analizzano, più il segnale diventa chiaro. Nel caso del CPI, la stima ricavata dai messaggi su Reddit migliora progressivamente tra il quinto, il decimo e il quattordicesimo giorno del mese. Gli autori confrontano questi risultati anche con il Cleveland Fed Inflation Nowcast, uno strumento che stima l’inflazione americana quasi in tempo reale.
Leggere l’economia con i segnali deboli
C’è poi un altro aspetto molto concreto: non sempre serve il modello più grande. Lo studio mostra che i modelli linguistici di grandi dimensioni. funzionano bene, ma che anche modelli più piccoli, se addestrati su un compito preciso, possono ottenere risultati simili. È un punto importante perché significa ridurre risorse, potenza di calcolo e costi, rendendo questo approccio più applicabile fuori dai laboratori di ricerca.
In prospettiva, banche centrali, centri studi, imprese e istituzioni potrebbero usare strumenti di questo tipo per monitorare in tempo reale fenomeni economici complessi, senza dover dipendere necessariamente da infrastrutture enormi. Il messaggio è industriale prima ancora che tecnologico: l’intelligenza artificiale applicata all’economia non serve solo a generare testi o immagini, ma anche a leggere segnali deboli dentro milioni di conversazioni e trasformarli in indicatori utili.
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Fonti: Banca d’Italia
Anni di riferimento: 2025
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