In Veneto il 49,2% dei pazienti viene da fuori Regione. In Emilia Romagna 360 operazioni
In Italia nel 2016 sono stati effettuati 3.417 trapianti. Ma non tutte le Regioni hanno la possibilità di eseguire questo tipo di operazioni: Molise, Val d’Aosta oltre alle province autonome di Trento e Bolzano, non hanno centri specializzati.
Quanti trapianti in Italia
Il dettaglio è importante perché il grafico sopra non mostra solamente il numero di quanti trapianti in Italia suddivisi per Regione, ma rivela anche un altro dato molto interessante, e cioè quante di queste operazioni sono state effettuate su pazienti provenienti dalla Regione all’interno della quale sono stati operati o quanti sono stati, invece, i pazienti provenienti da un’altra area del Paese. Il numero dei trapianti è espresso in valori assoluti, i secondi, invece, in percentuale.
Complessivamente, cioè tenendo conto dei 3.417 trapianti totali, il 69,7% è stato eseguito su pazienti “regionali” mentre il 30,3% su persone di altre Regioni. In questo senso, quindi, bisogna ricordare che Molise, e Val d’Aosta non hanno la possibilità di eseguire trapianti e, quindi, si trasferiscono altrove.
Lombardia record
La Regione italiana dove si eseguono più trapianti in Italia è la Lombardia con ben 702 interventi eseguiti in un anno (quasi 2 al giorno) pari a circa il 20% del totale. Al secondo posto c’è il Veneto con 488 interventi e al terzo l’Emilia Romagna con 360: poco meno di uno al giorno.
Ma quello che è interessante è la percentuale di pazienti “locali” rispetto a quelli “forestieri”. Il Veneto è la Regione italiana dove si eseguono più operazioni su malati provenienti da altre Regioni, quasi il 50% (49,2%), mentre la Sardegna è quella che opera meno pazienti provenienti da altre aree: appena l’1,1% del totale delle 91 operazioni effettuate nel 2016.
Il “turismo sanitario”
Questo dato è importante perché in Italia esiste un fortissimo “turismo sanitario”: quel fenomeno che porta le persone a intraprendere viaggi per recarsi in ospedali lontani dalla propria residenza. I dati riflettono il grado di “attrattività” di un sistema sanitario regionale rispetto ad un altro (dato che la Sanità è praticamente tutta gestita dalle Regioni) e questo significa che nelle Regioni dove più alta è la percentuale di pazienti “forestieri” c’è un sistema sanitario migliore o percepito come tale.
Significa, perciò, che i sistemi sanitari della Campania (3,2), della Calabria (3,1), della Sicilia (3,7) che hanno i tassi di interventi su “forestieri” più bassi, hanno il sistema sanitario meno attraente rispetto a quelli delle altre Regioni.
I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Ministero della Salute
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