Più 103,66% i paper firmati con colleghi stranieri. Ma restiamo sopra solo alla Spagna
Chi l’avrebbe mai detto che l’Italia avrebbe potuto fare meglio, in campo accademico, di Paesi blasonati del calibro di Germania, Francia o Regno Unito? Eppure è proprio così, almeno per quel che riguarda i numeri delle pubblicazioni scientifiche dei Paesi Ue e di Usa e Cina tra il 2007 e il 2017. Una ricerca del Parlamento Europeo si è occupata di prendere in esame database che coprono, tutti insieme, più di 40mila riviste scientifiche in ogni campo e 12.600 istituzioni, universitarie e/o di ricerca. Non si tratta però in assoluto di tutte le pubblicazioni, ma solo di quelle realizzate da studiosi europei con studiosi di altri Paesi non europei e, per quanto riguarda gli Stati, con studiosi di altri Stati. Il dato italiano, per esempio, indica il numero di pubblicazioni scientifiche scritte da studiosi italiani e firmate anche da studiosi non italiani. Ecco perché questo indice è quello migliore per capire il grado non tanto di autorevolezza, ma di internazionalizzazione degli studi scientifici di ogni Paese considerato.
Boom delle pubblicazioni scientifiche
Come mostra il grafico in alto, globalmente gli articoli realizzati con non europei sono cresciuti a livello di Ue da 138.832 del 2007 a 262.100 del 2017, per un incremento del 88,8%, molto simile a quello verificatosi negli Usa, +87,4%, dove sono in realtà molti meno, essendo passati da 91.442 a 171.363.
In Europa il Regno Unito supera la Germania, con 77.827 articoli a 64.883 nel 2017, avendo anche messo a segno una crescita maggiore negli anni, +99,3% contro +73,5%.
Ma il vero campione è stata la Cina: nel 2007 gli articoli frutto di collaborazioni internazionali erano solo 23.045, ed era dietro a Francia e a Germania. Nel 2017 erano diventati 94.259, ovvero il 309% in più, essendo più che quadruplicati.
Certo, in proporzione alla popolazione (superiore al miliardo di individui) queste pubblicazioni appaiono ancora poca cosa in proporzione a quelle di Paesi anche 20 volte più piccoli, ma il tasso di crescita indica che la Cina vuole diventare protagonista anche in questo campo.
La sorpresa Romania
E l’Italia? In questo se la cava meglio di altri grandi Paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito: dalle 18.087 pubblicazioni condivise del 2007 vi è stato un raddoppio: si è arrivati 10 anni dopo a 36.833. L’aumento è stato appunto del 103,66%. La Spagna, però, ha fatto meglio di noi con un +128,5%. Il fatto è che nonostante l’aumento i nostri ricercatori, scienziati, studiosi firmano pubblicazioni con colleghi non italiani molto, ma molto meno, dei colleghi degli altri Paesi europei. Spagna esclusa.
E se non calcoliamo i piccoli Malta e Lussemburgo il Paese con i dati migliori è la Romania, (non presente nel grafico) dove le pubblicazioni sono cresciute di ben il 378,9%, ma partendo da livelli veramente bassissimi per un Paese di poco meno di 20 milioni.
La globalizzazione della scienza
Ma quanti sono in percentuale sul totale le pubblicazioni scientifiche, cioè gli articoli redatti in collaborazione con studiosi e ricercatori stranieri? Lo vediamo nel grafico qui sotto
E’ nei Paesi più piccoli che vi è la maggiore porzione di lavori realizzati in collaborazione con studiosi stranieri. Al primo posto con l’81,6% sul totale c’è il Lussemburgo. Discorso simile per Cipro con il 65,4%, poi altri Paesi che hanno la doppia caratteristica di avere circa 10 milioni o meno i abitanti ed essere tradizionalmente a livello economico e non solo molto collegati con il resto del mondo, come Austria, Belgio, Danimarca, Svezia (non presenti nel grafico), e poi i Paesi Bassi, che di abitanti ne hanno 17 milioni, e in cui comunque il 63,5% delle pubblicazioni è realizzata in collaborazione con l’estero.
In questo caso l’Italia qui si conferma indietro. Meno della metà delle pubblicazioni sono, potremmo dire, internazionali, il 49,8%. Erano il 37,9% nel 2007.
Rimaniamo di pochissimo al di sopra della Spagna, al 49,5%, ma veniamo superati dalla Grecia che, in questa speciale classifica, guadagna posizioni con una crescita della porzione di articoli condivisi con studiosi internazionali del 19,6%, arrivando al 55,2%. Buono anche l’aumento messo a segno dal Regno Unito, del 17,6%. Con il 59,8% ci supera come Germania e Francia.
Pubblicazioni scientifiche, Europa poco globale
Nel complesso la Ue appare poco globalizzata dal punto di vista della ricerca. Le pubblicazioni internazionali sono solo il 44,4%, del resto in questa percentuale si calcolano tutte quelle europee realizzate con studiosi non europei, non contano le collaborazioni tra italiani e francesi, o tra tedeschi e inglesi.
Vengono però superati di molto sia gli Usa, al 40%, che la Cina, dove l’enorme crescita vista prima era più che altro in valore assoluto e dovuta all’aumento generale di tutte pubblicazioni. In realtà quelle realizzate in collaborazione con istituzioni non cinesi erano solo il 22,2% nel 2017, in incremento solo del 9,1% rispetto al 2007.
I dati si riferiscono al: 2007-2017
Fonte: Parlamento Europeo
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