
La Polonia chiude le frontiere: respingimenti +170%. Chiedono asilo tagiki e ceceni
L’emergenza migranti non riguarda solo l’Italia o la Grecia, anche la Polonia ha a che fare con un fortissimo aumento di richieste di asilo.
Il fenomeno dell’emigrazione russa
Le richieste d’asilo nel 2016 hanno sommerso la Polonia. In pochi lo sanno ma queste domande non sono arrivate da “profughi”, bensì da cittadini russi che vogliono abbandonare il proprio paese.
Di queste richieste, la maggior parte sono giunte da persone di origine cecena. Non sono poi mancati i tagiki, una minoranza di origine persiana, che vive anche in Tagikistan, Afghanistan e Uzbekistan. Queste persone, per arrivare in Polonia, passano per la Bielorussia. È proprio dalla frontiera con la Bielorussia arrivano la maggior parte delle domande d’asilo.

Per inquadrare il fenomeno bisogna ricordare che la Polonia è uno dei Paesi europei che ha rifiutato di accogliere gli immigrati sbarcati sulle coste dell’Italia e della Grecia. Insieme all’Ungheria e all’Austria, nel 2016 non ha aperto le sue frontiere nemmeno a un profugo. Per cui non stupisce che lo stesso atteggiamento sia stato adottato nei confronti delle persone che, provenendo dalla Russia, hanno chiesto asilo a Varsavia.
Ceceni e tagiki chiedono asilo
Nel 2016 i rifiuti della Polonia alla concessione di asilo sono aumentati del 170% rispetto all’anno precedente. Come si vede dal grafico, la crescita dei richiedenti asilo russi e dei profughi è iniziata a febbraio ed è andata aumentando fino ad arrivare a quota 17 mila richieste in agosto. Successivamente queste persone hanno fatto richiesta di asilo in Germania trovando spesso, anche lì, le porte chiuse.
Il grafico mostra, con la linea tratteggiata, il numero delle persone che hanno fatto richiesta di asilo alla Germania essendosela vista negare dalla Polonia; con la linea verde, il numero dei rifiuti alle richieste di asilo da parte della Polonia e, con la linea blu, le domande pervenute sempre alla Polonia. Complessivamente i Paesi europei, nel 2015, hanno rifiutato l’80% delle richieste di asilo provenienti da cittadini russi.
L’emigrazione russa perché il Paese non è sicuro
Il motivo principale del rifiuto posto ai richiedenti asilo russi è proprio legato al luogo di provenienza: un Paese considerato “sicuro”, la Russia appunto, per cui non è possibile concedere asilo politico ai suoi cittadini. La Russia infatti non è nella lista dei Paesi i cui cittadini possono essere considerati profughi o perseguitati politici. A soffrire di questa situazione, oltre agli immigrati stessi, ovviamente, è la Bielorussia, che è costretta ad ospitare decine di migliaia di persone bloccate dalla chiusura delle frontiere.
I dati si riferiscono al: 2016
Fonte: Frontex
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