La stanchezza causa il 20% degli incidenti. Colpa della competizione tra compagnie
Il grafico illustra le percentuali di piloti che dichiarano di sperimentare un livello di stanchezza tale da compromettere riflessi e concentrazione (in giallo) e brevi colpi di sonno (in rosso) quando sono alla guida di un aereo. Ma, chiariamo: questi dati si riferiscono sia ai piloti che lavorano nelle compagnie tradizionali, sia a quelli che prestano servizio nelle compagnie low cost, ma proprio le compagnie low cost, pur utilizzando più di altre personale precario, non hanno mai avuto gravi incidenti e la sicurezza dei voli resta comunque alta. Detto questo, ecco le più comuni cause degli incidenti aerei.
Un pisolino in cabina
Più della metà dei piloti svedesi (54%), danesi e norvegesi (53%) hanno dichiarato di avere avuto brevi colpi di sonno in cabina (microsleep). Tra gli austriaci la percentuale cala, ma si è trattato comunque di un consistente 37% dei piloti intervistati.
Percentuali molto diverse tra chi ha dichiarato di mettersi ai comandi anche quando è stanco a tal punto da avere riflessi rallentati e difficoltà a concentrarsi. Si va dal 97% per i piloti olandesi al 45% per i loro colleghi del Regno Unito.
Questa propensione a mettersi a pilotare quando si dovrebbe andare a dormire può essere tra le cause degli incidenti aerei?
Sicurezza dei voli e le cause degli incidenti aerei
Secondo le stime dell’Etsc, un’organizzazione indipendente che lavora per migliorare la sicurezza dei trasporti, una delle maggiori cause degli incidenti aerei, circa il 20%, è proprio l’eccessiva stanchezza dei piloti.
Il traffico aereo nell’Unione Europea è aumentato del 3% tra il 1995 e il 2013, ma i dipendenti delle compagnie aeree sono diminuiti, conseguentemente la produttività è aumentata di più del 43% nel periodo 2000-2013, se la si calcola in base al numero di passeggeri trasportati per dipendente, e di più del 15% se calcolata sulla base dei dipendenti per chilometro di volo.
Le compagnie europee cercano di aumentare la produttività dei dipendenti. Il motivo? Cercano di contrastare la competizione interna all’Unione Europea e da parte delle compagnie di Paesi del Golfo Persico e della Turchia. Tra il 1992 e il 2015, il numero di rotte servite da più di una compagnia è aumentato di oltre il 540% in Europa e del 300% per le rotte extra-europee.
Sempre più piloti precari
In passato, la maggioranza dei lavoratori del trasporto aereo era assunto a tempo indeterminato da una compagnia aerea.
Oggi si sono diffusi i contratti di lavoro atipici. Si tratta di assunzioni da agenzie interinali, utilizzo di liberi professionisti e persino contratti “pay to fly”. Questi accordi prevedono che i giovani piloti versino un contributo alla compagnia aerea per acquisire un numero di ore di volo sufficiente a ottenere un posto di lavoro retribuito.
Ma la sicurezza dei voli resta alta
La sicurezza dei voli nell’Unione Europea rimane buona. Il tasso di incidenti mortali nell’Unione Europea durante gli ultimi dieci anni rimane basso: 1,8 su 10 milioni di voli. Un dato molto migliore rispetto a quello registrato in Nord America (1,9 su 10 milioni), in Asia (6,3 su 10 milioni), in Medio Oriente (15,5 su 10 milioni) e in Africa (38,3 su 10 milioni).
I dati si riferiscono al periodo 2010-2015
Fonte: European Cockpit Association
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