Chiesa cattolica, in Italia 17,5 parrocchie chiuse l’anno

Ne sono sparite 105 in 6 anni, da gennaio altre 9 sono state abolite

Alla morte di Papa Francesco, l’Italia conta 25.474 parrocchie. Tante? Dipende dai punti di vista, ma una cosa è certa: sono meno, molte meno rispetto a vent’anni fa. Nel 2001, infatti, le parrocchie erano 25.677, secondo l’Annuario Pontificio del 2003. Il conto è presto fatto: in 23 anni ne sono sparite 203, che tradotto in percentuale significa uno 0,79% in meno ovvero 8,8 ogni 12 mesi. Già abbastanza per raccontare di un lento, silenzioso ridimensionamento della presenza cattolica nel Paese.

Tutti questi numeri, tutti questi segni meno messi uno dietro l’altro, raccontano di una Chiesa che si sta facendo sempre più piccola. Se in 20 anni sono sparite 203 parrocchie, quasi la metà sono evaporate solo negli ultimi 6 anni: ben 105 il ché significa 17,5 chiese ogni anno, quassi una chiesa e mezzo ogni mese. E l’emorragia non si ferma: già nei primi quattro mesi di questo 2025 ne sono scomparse altre 9. La media? E non stiamo parlando solo di cappelle sperdute in mezzo al nulla: molte erano punti di riferimento per comunità che si sono via via svuotate, dove i fedeli calano e le vocazioni scarseggiano. Le nuove parrocchie che aprono? Si contano sulle dita di una mano.

La Chiesa cattolica in Italia si sta estinguendo?

Come si vede nel grafico sopra, che mostra il numero assoluto di soppressioni, nuovi riconoscimenti e saldo, in nessuno degli anni che vanno dal 2012 al 2025 c’è stato un saldo positivo tra nuovi riconoscimenti e soppressioni. L’anno peggiore è stato il 2021: ben 44 parrocchie in meno in tutta Italia, risultato di 6 riconoscimenti di personalità giuridica e di ben 50 parrocchie soppresse. In confronto il biennio 2014-2015 sembra oro visto che allora il saldo fu -1 per anno.

A queste soppressioni non deve essere estraneo il calo delle vocazioni che si sta registrando in tutto il mondo occidentale. E nemmeno il calo della religiosità degli italiani, se è vero che sempre meno persone vanno in Chiesa almeno una volta la settimana. Da qui la mossa “obbligata” di sopprimere parrocchie. Per soppressione si intende sia l’accorpamento tra due realtà sia la sconsacrazione vera e propria oppure l’abbandono.

Perché si decide di sopprimere una Chiesa cattolica in Italia

Ma quali sono i motivi per cui ci sono sempre meno chiese cattoliche in Italia? Due i principali: ci sono sempre meno fedeli, anche se è difficile quantificarli (almeno un quarto della popolazione si è dichiarata praticante) e ci sono pochi parroci. Questi ultimi, infatti, negli ultimi 30 anni sono passati da 38.209 del 1990 a 36.444 di oggi.

chiesa cattolica italia

Mentre le vocazioni italiane arrancano, nel nostro Paese ci sono sempre più sacerdoti stranieri. Nel 1990 erano solo 204. A inizio 2024 i sacerdoti stranieri erano 2.812. Di questi, 1.476 sono diocesani: 790 già in campo e 686 ancora in formazione. Gli altri 1.336 sono religiosi non italiani che danno una mano nelle diocesi sparse per il Paese. E da dove arrivano tutti questi rinforzi? L’Africa è in testa con 407 preti, seguita da Asia (164), Europa dell’est (134) e Americhe (85). Un piccolo esercito che compensa l’emorragia di vocazioni nostrane. Senza di loro, molte parrocchie chiuderebbero i battenti domani mattina. Complessivamente la Chiesa cattolica in Italia può contare su 25.477 sacerdoti secolari – i preti “diocesani”, quelli senza voti monastici, che vivono e lavorano nelle parrocchie – e 10.967 sacerdoti regolari, i religiosi appartenenti a ordini e congregazioni, come francescani o salesiani. Poi ci sono i 4.891 diaconi permanenti: non sono preti, ma possono battezzare, celebrare matrimoni e predicare. Una figura sempre più diffusa per far fronte alla carenza di sacerdoti.

Soppressione di una Chiesa cattolica in Italia, come funziona

E che cosa succede quando una Chiesa viene soppressa? Chi ha l’autorità per farlo? È l’autorità ecclesiastica competente che, tramite provvedimento del Ministero dell’Interno, dispone l’iscrizione di una Chiesa o la devoluzione dei beni di un ente ecclesiastico soppresso. Affinché un ente ecclesiastico sia riconosciuto come personalità giuridica, a seguito dell’istruttoria amministrativa di competenza della prefettura-ufficio territoriale del Governo, deve avere sede in Italia ed avere come fine il culto o una religione.

Sparite anche 88 Confraternite dal 2016

Non chiudono solo le parrocchie, anche le confraternite stanno sparendo. Tra il 2016 e il 2024 ne sono state soppresse 88, con il record nel 2018, anno in cui l’autorità ecclesiastica ne ha abolite 36. Le confraternite sono associazioni pubbliche di fedeli che si occupano di culto e opere di carità, senza voti o vita comune. Il problema? Con il calo dei fedeli, molte di queste realtà non hanno più abbastanza membri per andare avanti. E così, una dopo l’altra, si sciolgono.

Da dove viene il termine “parrocchia”

La parola “parrocchia” deriva dal termine latino “parochia”, che a sua volta deriva dal greco antico “paroikia”, che significa “abitare presso”. In epoca romana, il termine indicava il territorio abitato dai coloni o dai soldati romani che vivevano in una zona lontana dal loro paese d’origine. Successivamente, con la diffusione del cristianesimo, il termine “parrocchia” fu utilizzato per indicare la giurisdizione ecclesiastica di un sacerdote, che si occupava dell’amministrazione dei sacramenti e della cura pastorale dei fedeli di un determinato territorio.

Come è organizzata una Chiesa cattolica in Italia

L’organizzazione di una parrocchia può variare da Paese a Paese ma in generale una parrocchia prevede le seguenti figure.

  1. Parroco: il parroco è il sacerdote che ha la responsabilità principale della cura pastorale della parrocchia. Tra i suoi compiti ci sono la celebrazione della Messa, l’amministrazione dei sacramenti, la guida spirituale dei fedeli e la gestione delle attività pastorali della parrocchia.
  2. Vicario parrocchiale: è un altro sacerdote che assiste il parroco nella cura della parrocchia e svolge le attività pastorali come il parroco.
  3. Diacono: è un ministro ordinato che collabora con il parroco nella cura pastorale della parrocchia, celebra il battesimo, può presiedere i matrimoni e collabora nella celebrazione della Messa.
  4. Consiglio pastorale parrocchiale: è un organo consultivo che aiuta il parroco nella pianificazione e nella gestione delle attività pastorali della parrocchia. È composto da membri selezionati tra i fedeli della parrocchia.
  5. Consiglio economico parrocchiale: è l’organo responsabile della gestione economica della parrocchia. Ha il compito di gestire le finanze, le proprietà e le risorse della parrocchia.
  6. Animatori parrocchiali: sono volontari che si occupano dell’animazione liturgica, dell’organizzazione di attività pastorali, sociali e culturali nella parrocchia.

 

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I dati si riferiscono al: 2012-2025
Fonte: Ministero dell’Interno, Annuario Pontificio 2025, Istituto centrale per il sostentamento del clero, ufficio missionario CEI

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