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Dopo il picco del 2016 calano le acquisizioni di cittadinanza nel 2017 e 2018

Non solo Suarez, sono stati più di un milione gli stranieri residenti in Italia che hanno chiesto la cittadinanza negli ultimi 10 anni. Le statistiche ufficiali rendono noto quanti hanno ottenuto un nuovo passaporto tra il 2008 e il 2018. Si tratta di 1.169.892 persone, gran parte dei quali sono divenuti italiani tra il 2012 e il 2016, periodo in cui si è verificato un netto aumento delle concessioni di nuove cittadinanze, arrivando al picco del 2016 di 201.591. Nel 2017 e 2018 come si vede nell’infografica vi è stata una netta riduzione. I nuovi italiani sono stati rispettivamente 146.605 e 112.523.

L’incremento a metà degli anni ’10 ha portato il nostro Paese ad essere quello con le maggiori concessioni di cittadinanza nel 2015 e 2016, considerando che in Francia e Germania sono sempre state sotto le 120 mila all’anno, e in Spagna  dalle 226 mila del 2013 sono crollate a poco più di 151 mila nel 2016. Il punto è che in Italia, terra in cui l’immigrazione è divenuta un fenomeno importante relativamente tardi, negli anni ’90 e 2000, è stato proprio pochi anni fa che molti residenti stranieri hanno compiuto gli anni di permanenza ininterrotta nel Paese richiesti, e in cui coloro che sono nati hanno raggiunto i 18 anni, termine per chiedere la cittadinanza per nascita.

Stabili le acquisizioni per matrimonio

Sono infatti questi i requisiti che la legge, risalente al 1992, impone per farne richiesta. Ovvero la residenza regolare da 10 anni in Italia, 5 se si è rifugiati e apolidi, 4 se si è cittadini comunitari, oppure in caso di ragazzi nati nel Paese, il compimento del 18esimo anno di età. Naturalmente vi è l’acquisizione per matrimonio, a due anni dallo stesso, o un solo anno se vi sono figli. Figli che in generale se minorenni diventano italiani se i genitori hanno ottenuto la cittadinanza. E poi vi è lo ius sanguinis che si applica a discendenti di italiani, ai cosiddetti oriundi, magari con un nonno emigrato in Argentina o Brasile tempo fa.

Il dato interessante degli anni del picco di concessioni di cittadinanza è che questo è stato provocato dal grande incremento delle acquisizioni per residenza, arrivate nel 2016 alla metà del totale, mentre è diminuita l’importanza di quelle per matrimonio, che hanno oscillato sempre intorno alle 20 mila, con un massimo nel 2018 di 24.160.

Negli ultimi anni sono poi divenute preponderanti, superando anche quelle per residenza, le acquisizioni di minori o 18enni, che sono ormai più del 40% del totale, mentre erano meno del 30% nel 2012.

La maggioranza relativa ha meno di 20 anni

E questo è evidente anche dalla divisione dei nuovi italiani per età, che si osserva nella nostra infografica. Tranne che nel 2011 i nuovi cittadini di meno di 20 anni sono sempre stati dal 2009 la maggioranza relativa con più del 30% del totale, 39.945 nel 2018. E hanno sfiorato il 40% negli anni con il massimo numero di cittadinanze concesse. L’altro segmento più numeroso è quello dei 30-39enni, con 23.826 acquisizioni nel 2018, il 21,2%, seguito da quello dei 40-49enni, con 21.295 lo stesso anno. Questi ultimi però hanno perso importanza relativa negli ultimi tempi, a favore dei 30enni. Vuol dire che gli stranieri chiedono la cittadinanza prima rispetto a un tempo.

Pochi non solo gli over 50 che diventano italiani, 12.448 tra i 50 e il 64 anni e solo 1.471 dopo i 64, ma anche i 20enni, che nel 2018 erano 13.538, il 12% dei nuovi italiani. Probabilmente perchè i nati in Italia, sempre di più, possono ottenere la cittadinanza appena maggiorenni, e i 20enni che la richiedono dopo i 18 anni sono solo quelli arrivati in Italia da bambini e adolescenti.

Si è lungamente parlato di ius soli e ius culturae, per facilitare l’ottenimento della cittadinanza in particolare per i minorenni, ma finora l’unica riforma è quella del Decreto Salvini del 2018, che ha allungato da 24 a 48 mesi i termini entro i quali il ministero dell’Interno è tenuto a completare l’iter riguardante la richiesta di cittadinanza, in senso positivo o negativo, e dopo il quale si può pretendere una risposta. E’ anche stato aumentato da 200 a 250 euro il contributo per la domanda, ed è stato introdotto un esame di lingua italiana. Il numero di nuovi italiani nei prossimi anni dipenderà anche da questi cambiamenti.

I dati si riferiscono al 2008-2018

Fonte: Eurostat, ISTAT

Leggi anche: Ius Soli, i nuovi cittadini italiani sono calati del 44%

 

 

 

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