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Export verso Istanbul da 11 milioni ai 362 attuali. Il secondo Paese negli acquisti è il Pakistan

Dove vanno le armi prodotte in Italia? Può essere complicato stabilirlo, soprattutto ora che il Medio Oriente è in subbuglio per le forti tensioni tra Usa e Iran. Possiamo, però, sapere chi sono stati gli acquirenti di queste armi guardando le operazioni autorizzate dallo Stato nel 2018.

La Turchia, che recentemente ha inviato le sue truppe in Libia al sostegno di Al-Sarraj, è il terzo acquirente di armi made in Italy, dopo Qatar e Pakistan, e negli ultimi 5 anni ha comprato armamenti per 943 milioni di euro dalle fabbriche italiane. L’esercito turco a Idlib, nel Nord-Ovest della Siria al confine con la Turchia, si fronteggia da mesi con l’esercito di Damasco, sostenuto dalla Russia. La situazione è precipitata il 28 febbraio con un attacco aereo di Damasco contro i turchi nella regione che ha ucciso almeno 33 soldati di Ankara. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha subito convocato un consiglio di sicurezza straordinario per decidere la controffensiva. E in questa riunione, con i vertici militari del Paese, è stato deciso anche di aprire i confini dell’Ue ai migranti e non trattenerli più nel Paese.

Tornando agli acquisti di armi italiane, si deve dire che non è detto si tratti di acquisti già conclusi, ma i dati disponibili si riferiscono alle commesse autorizzate dal governo italiano, come prevede la legge, e quindi già avviate. In altre parole: gli acquisti potrebbero concretizzarsi solo anni dopo rispetto all’autorizzazione o non concretizzarsi mai. Come emerge dalla “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento” le esportazioni di armi italiane in Turchia sono aumentate costantemente dal 2013 a oggi.

Una rotta per la Turchia

L’export di armi italiane verso la Turchia rappresenta solo una piccola parte del totale, ma è cresciuto a ritmi alti negli ultimi anni. Nel 2013 le licenze di export verso la Turchia autorizzate avevano un valore di 11,4 milioni. L’importo è salito a 52,5 milioni nel 2014, 128,8 milioni nel 2015, 133,4 milioni nel 2016, 266,1 milioni nel 2017 e 362,3 milioni nel 2018. Se si vanno a guardare quali sono gli altri acquirenti di armi italiane al primo posto troviamo il Qatar: acquista armi per 1,9 miliardi di euro. Come si può notare nel grafico qui sopra, il secondo è il Pakistan con 692 milioni di euro di operazioni autorizzate nel 2018. Il quarto Paese sono gli Emirati Arabi Uniti, ma in passato hanno suscitato polemiche anche le vendite di armi verso l’Egitto (nel 2018 sono state autorizzate operazioni per 69 milioni).

Produttori di armi

Come funziona? Un’azienda che produce armi o la relativa tecnologia può esportarle solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal proprio governo. La legge che regola la vendita di armi italiane all’estero è la 185 del 1990: vieta l’esportazione e il transito di materiali di armamento verso Paesi in conflitto, a meno che non siano stati aggrediti da altri Paesi (come stabilisce l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite), verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell’articolo 11 della Costituzione e verso Paesi i cui governi siano responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani. Com’è ovvio, non si tratta di normali prodotti, ma di rapporti commerciali che potrebbero incidere su questioni di politica estera e sicurezza nazionale oppure violare embarghi imposti dall’Onu o dall’Unione europea. La cosiddetta Unità per le autorizzazioni dei materiali d’armamento concede così le autorizzazioni alle aziende che le richiedono. L’organo è formato da personale del Ministero degli Esteri, della Difesa, dello Sviluppo economico e della presidenza del Consiglio.

Quali armamenti?

La tipologia di arma italiana più venduta è l’elicottero da guerra: vale 2,6 dei 5,2 miliardi di euro di autorizzazioni concesse nel 2018. Al secondo posto (459 milioni) c’è la categoria “bombe, siluri, razzi, missili ed accessori”. Ma nella relazione non viene specificato quale tipologia di armi viene venduta a ciascun Paese. Si conoscono, però, le aziende che esportano armi all’estero. Quella che nel 2018 ha ottenuto più autorizzazioni è stata Leonardo, la ex Finmeccanica, con 915 autorizzazioni per un valore di 3,2 miliardi di euro. Leonardo, che ha come principale azionista il ministero italiano dell’Economia e delle Finanze, è infatti la principale società che produce armi in Italia e realizza, tra le altre cose, proprio elicotteri.

 

I dati si riferiscono al: 2018 

Fonte: Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento

Leggi anche: La Francia raddoppia l’export di armi: 17 miliardi 

Quante armi vendono gli americani agli arabi?

 

 

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