Kiko è la prima in classifica per fatturato ma perde il 3%. Euroitalia conquista il 13,1%
Il settore della beauty e del make up ha rallentato il passo. Nel 2018, infatti, le prime 20 aziende italiane di marche di cosmetici sono cresciute in fatturato del 2,9%, ma l’anno precedente erano avanzate del 5,4% e tra queste, ben 7 realtà hanno chiuso l’esercizio con il segno meno. Emblematico è il caso di Kiko, prima azienda per fatturato, che nel 2017 incassava 611 milioni di euro e che nel 2018 è scesa a 592 milioni (-3%). Euroitalia, invece, che è seconda in classifica, rimane a una certa distanza da Kiko, ma il fatturato cresce del 13,1%. Anche Sodalis Group, come si può vedere nel grafico qui sopra, presenta il segno più e cresce del 4% rispetto all’anno precedente. Ludovico Martelli perde l’8,2%.
Le marche di cosmetici online
La frenata di Kiko, prima azienda italiana di cosmetica per fatturato, si spiega con la ristrutturazione della rete di vendita e con la chiusura di 137 negozi, ma non solo: ci sono anche le attività in dismissione, i costi di negoziazione degli accordi sul debito finanziario e l’ingresso del fondo di private equity Peninsula Capital. Le vendite e-commerce di Kiko invece nel 2018 avevano un valore pari a 22,5 milioni di euro ed erano cresciute del 7%.
Kiko è nella top ten dei siti di cosmetica più visitati in Italia (91,6% da mobile e 8,4% da desktop), anche se è preceduto da altri. Il brand più forte di tutti su mobile è Yves Rocher (98,75%), mentre quello più visitato da desktop è Veralab (seguito a breve distanza da Kiko). Il grafico qui sopra mostra la top ten delle marche di cosmetici più visitati online, divisi per device.
L’e-commerce delle marche di cosmetici
Nel 2019 il sito di e-commerce di Sephora è quello che ha totalizzato il maggior numero di visite tra i marchi di cosmetici (726 mila), seguito da Avon (625 mila) e Douglas (608 mila).

Tigotà, specializzato in prodotti cosmetici e per la pulizia della casa, con le sue 606 mila visite non è molto distante dal terzo classificato. Le visite di Kiko Cosmetics scendono a quota 426 mila: un risultato non lontano da quello raggiunto da Yves Rocher (424 mila).
La giornata mondiale della cosmesi naturale
Esiste poi un mondo a parte, quello della cosmesi naturale che, pur essendo ancora una nicchia, comunque è frequentata da 1,8 milioni di consumatori e consumatrici e presidia l’8,6% del mercato globale dei cosmetici. Una nicchia che ha comunque una propria giornata mondiale, è il 23 novembre. Perché le persone si affidano ai cosmetici naturali? Prima di tutto per evitare di usare prodotti troppo aggressivi o con preponderante presenza di additivi chimici. In secondo luogo per evitare di usare prodotti cosmetici che sono stati testati sugli animali o che da questi derivano. Per questo motivo alcuni marchi di cosmetici hanno adottato la formula eco-bio: eco riguarda il rispetto dell’ambiente mentre bio sta per compatibilità organica con la pelle.
L’ultima tendenza della cosmetica
La cosmetologia non è riconosciuta come vera e propria scienza, è vero, ma l’innovazione in questo comparto industriale è continua e sta arrivando ad una vera e propria rivoluzione, quella di eliminare l’acqua dai composti usati abitualmente. Per dare l’idea di quello che potrebbe succedere a breve basti pensare che l’acqua è da sempre un elemento fondamentale sia per i prodotti per la pelle che per i capelli che per il make up. In molti casi la presenza di acqua in questi prodotti raggiunge il 90%.
Consapevole della necessità di ridurre i consumi di acqua, negli ultimi anni l’industria cosmetica ha raddoppiato la produzione di cosmetici waterless.
I dati si riferiscono al: 2017-2019
Fonti: Pambianco, Semrush
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