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Per le pensioni si spenderà il 6,2% in più, per i disoccupati il 18,9%. Più tasse sulle imprese

Il Parlamento spagnolo ha bocciato la manovra del governo Sanchez. Il Paese si avvia ad elezioni politiche anticipate. Ma che cosa conteneva la finanziaria? Era un provvedimento orientato al deficit più che all’austerity. Molto di più della manovra italiana, per fare un paragone.

Il grafico interattivo sopra mostra, infatti, il deficit del 2019 e quello previsionale degli anni successivi secondo due differenti versioni, quella attuale, frutto delle decisioni del governo Sanchez, e quella precedente, ovvero gli accordi sottoscritti da Rajoy con la Commissione europea.

La manovra spagnola

Dal 2 giugno 2018, un giorno dopo la nascita dell’esecutivo Conte in Italia, infatti, in Spagna è al potere il Psoe, di centrosinistra, che con una sorta di ribaltone ha strappato la guida del governo al Ppe, e si appoggia a Podemos e agli indipendentisti. Una delle prime conseguenze è stato un cambio nelle politiche economiche.

Il deficit previsto per la fine dell’anno è passato dal 2,2% del Pil al 2,7%. E così per il 2019 dal 1,3% al 1,8%. Nel 2020 la Spagna dovrebbe scendere al 1,1% di deficit, contro il 0,5% previsto inizialmente, e nel 2021 invece di ritornare in surplus rimarrebbe in rosso, ma solo dell’1,4%. Nonostante questo peggioramento delle previsioni, la Commissione europea ha dato comunque l’ok anche se in deroga.

Sanchez aveva deciso di mantenere l’impegno di un aggiustamento del 1,4% del Pil tra il 2019 e il 2021 (da -1,3% al 0,1% secondo il progetto originario), ma il tutto traslato di un mezzo punto più in alto. Questo per permettere alla manovra spagnola di raggiungere l’obiettivo di politiche sociali più incisive. Il grafico sotto mostra come cambierà la spesa pubblica corrente spagnola.

Vediamo i punti più importanti, in particolare laddove c’è il segno più. Il provvedimento più importante sarebbe in realtà l’aumento del salario minimo, che cresce del 22% da 735,9 a 900 euro. Non si tratta però di risorse statali e non compaiono nel bilancio.

Dove invece appare la crescita della spesa sociale, che è prevista in aumentare nel 2019 di 12 miliardi e 599 milioni, +6,4% rispetto al 2018, il maggior incremento rispetto al 2009, anno dopo il quale cominciò un periodo di austerità.

Aumentano le pensioni

Una parte importante di questi 12,6 miliardi di maggiore spesa consiste nell’aumento delle pensioni: viene cambiato il sistema di rivalutazione in base all’inflazione, che prenderà in considerazione l’aumento dei prezzi dell’anno in vigore. Nel 2019 quindi ci sarà un incremento  del 1,6% per 8,7 milioni di pensionati contributivi, ma anche uno del 3% quelli con la minima o non contributivi, ovvero con assegni particolarmente ridotti. Nel complesso la spesa pensionistica aumenterà del 6,2%.

Altri benefici per gli anziani vengono dall’allargamento di ben il 59,3%, da 831 milioni a 2 miliardi e 232 milioni di euro del programma sull’autonomia e la dipendenza degli over 65. Si tratta del finanziamento degli aiuti per chi non è autosufficiente, di fatto.

Sarà poi gradualmente eliminato il copago farmaceutico, ovvero la condivisione del pagamento dei farmaci, che arriva fino al 40%, e che sarà subito annullato per coloro che hanno persone a carico.

Più aiuti a chi ha figli

Crescono gli aiuti per le famiglie con minori molto sotto il livello di povertà (con un reddito inferiore del 50% della soglia di povertà specificatamente), verso cui la prestazione passerà da 291 a 341 euro per figlio a carico. E si arriva a 588 euro per chi ha un reddito solo del 25% del livello di povertà. Sù del 29,6% la spesa a favore dei migranti, che cresce di 94 milioniSono tutti aumenti che rientrano nelle voci sui servizi sociali della manovra spagnola.

Inoltre sale del 41% la spesa relativa all’edilizia popolare, da 481 a 679 milioni di euro. Viene poi creato un sussidio speciale per la disoccupazione per chi ha più di 52 anni che beneficerà 114mila persone ora escluse da ogni intervento. Cresce del 18,9% il numero di sussidi di disoccupazione, e del 4% la spesa totale. Aumenta allo stesso tempo la spesa in ricerca e sviluppo di 363 milioni di euro, ovvero del 5,1%.

L’elenco continua con l’incremento del 6% dei fondi per la politica estera e la cooperazione, ma con un accento maggiore su quest’ultima, che riceve 109 milioni in più, +19,7%. C’è un bel regalo agli spagnoli delle isole, la sovvenzione verso i loro spostamenti nei trasporti sale di 234 milioni, fino a 726 milioni di euro.  Nel complesso la crescita di tutti i sussidi in questo ambito è del 13,1%. 

Ma uno degli interventi maggiori riguarda le infrastrutture. Vengono stanziati 2 miliardi e 161 milioni in più per un +39,9% totale. Globalmente gli investimenti pubblici crescono del 14,6%. Non ultimo, vi è l’aumento dei salari pubblici del 2,75% se le previsioni sulla crescita del Pil del 2018 saranno confermate.

Il peso degli indipendentisti

Buone notizie per gli enti locali. Nella manovra spagnola per il 2019 vi sono 6 miliardi e 486 milioni di finanziamenti in più, distribuite evidentemente su più voci nello schema di cui sopra. Probabilmente è anche una mossa fatta per vincere l’appoggio delle forze autonomiste.

E’ degno di nota infine il -32,9% di spesa nei servizi generali, di fatto l’organizzazione dell’amministrazione pubblica, che genera un risparmio di 8 miliardi e 107 milioni. Una buona spending review che diminuisce solo a un + 3,1% l’aumento della spesa corrente complessiva.

Una manovra “tassa e spendi”

Ma da dove comunque arrivano i soldi per queste politiche espansive? Innanzitutto dalla crescita economica, prevista al 2,2% nel 2019, superiore alla media europea e soprattutto a quella italiana, stimata allo 0,6%Questa permette di prevedere che il gettito fiscale nel 2019 aumenti del 7%, lasciando spazio quindi sia per le politiche sociali che per il calo del deficit. Possibile? La Spagna è cresciuta molto negli ultimi anni, soprattutto dopo la crisi del 2008-2009, come Truenumbers ha spiegato in questo articolo, ma questo tasso di crescita è una sfida molto difficile da vincere per il governo Sanchez.

Ma ci sono poi anche altre misure nella manovra spagnola che frutteranno 5 miliardi e 654 milioni. Sostanzialmente c’è un aumento delle tasse per molte imprese a causa di un taglio di molte detrazioni e dell’imposizione di una tassa minima del 15% sulla base imponibile per le grandi aziende (una sorta di Irap). Questo frutterebbe 1 miliardo e 776 milioni.

Altri 1,2 miliardi verrebbero da maggiori tasse sui servizi digitali, 670 milioni dalla cosiddetta “fiscalità verde”, ovvero imposte soprattutto sulle emissioni di idrocarburi. Aumenta del 2% l’aliquota per chi guadagna più di 130mila euro, e del 4% per chi ne guadagna più di 300mila. Sale del 4% anche l’aliquota per la tassazione delle rendite di capitali superiori a 140mila euro. Da questo si ricaverebbero 328 milioni. Altri 850 arriverebbero da più tasse sulle transazioni finanziarie. Insomma, comunque la si pensi inequivocabilmente una finanziaria di sinistra.

I dati si riferiscono al: 2018-2019

Fonte: Governo spagnolo

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