Dhl leader mondiale nella logistica e trasporto

Fattura 28,5 miliardi. Altre due tedesche al primo e secondo posto

Senza di esse oggi la civiltà come la conosciamo non sarebbe possibile. Sono le aziende che si occupano di logistica e trasporto merci. Dalla Rivoluzione Industriale in poi, e soprattutto da quando si è sviluppata la società dei consumi, i cittadini si sono abituati, almeno in Occidente, ad acquistare e utilizzare beni prodotti magari a 10mila km di distanza.

Per non parlare dei semilavorati che servono a completare una filiera produttiva. Con la globalizzazione questa tendenza è ulteriormente accelerata, coinvolgendo tutto il mondo, e oggi ci accorgiamo dell’importanza del settore davanti ai colli di bottiglia che hanno colpito il trasporto di auto, microchip, materie prime dopo la fase più acuta della pandemia. La domanda in rapida ripresa nel 2021 ha messo in difficoltà le imprese di logistica e trasporto, che avevano tagliato la propria capacità produttiva, e il risultato lo vediamo ogni giorno: prezzi in rialzo, e nei casi peggiori penuria di alcuni beni, in particolare quelli con contenuto tecnologico. Ma quali sono le imprese leader in questo segmento importantissimo per la nostra vita quotidiana?

Dhl era stata fondata negli Usa, ma oggi parla tedesco

Al primo posto, come si vede anche nella nostra infografica, vi è Dhl Supply Chain & Global Forwarding, ovvero l’insieme delle divisioni del colosso tedesco che proprio di questo si occupano, non solo del mero trasporto di beni, ma anche di logistica in tutte le sue componenti. Il segmento si chiama tecnicamente 3PL (Third Party Logistics).

Significa che l’azienda si dedica al trasporto (1PL) di merci altrui, ma anche allo stoccaggio dei prodotti (2PL), e alla gestione e all’organizzazione delle due attività (3PL). Non vi è un coinvolgimento dell’impresa cliente, che si affida completamente ai professionisti del settore. Tra questi la multinazionale tedesca è leader, con 28 miliardi e 453 milioni di euro di fatturato nel 2020. Questa somma è stata raggiunta queste sole due divisioni, perché complessivamente il gruppo Deutsche Post Dhl ha avuto 66 miliardi e 806 milioni due anni fa.

Dhl è stata fondata in America, poi comprata da Deutsche Post

Come è evidente dal nome la multinazionale è controllata da Deutsche Post, e ha sede a Bonn, ma non è sempre stata tedesca. È stata fondata negli Stati Uniti nel 1969, ma prima dell’acquisizione da parte delle poste tedesche nel 2002 non era riuscita a diventare un leader a livello internazionale. Oggi gestisce in 55 Paesi quasi 1.000 uffici e circa 430 magazzini, che nel complesso ricoprono 11,7 milioni di metri quadri di superficie. Per avere un’idea più precisa dobbiamo immaginare l’estensione di 167 campi da calcio.

logistica e trasporto

Kuehe + Nagel: 25,7 miliardi con la logistica e il trasporto

Un percorso inverso a quello di Dhl lo ha compiuto  Kühne + Nagel, la seconda multinazionale più grande in questo settore: è nata in Germania, a Brema, fondata nel lontano 1890 da August Kühne e Friedrich Nagel, ma dal 1975 ha deciso di basarsi altrove, in Svizzera, a Schindellegi.

La multinazionale ha continuato, però, ad essere controllata da un discendente dei fondatori, Klaus-Michael Kühne, che è anche l’uomo più ricco della Germania. Nel 2020 ha fatturato 25 miliardi e 787 milioni, grazie ai quasi 7 milioni di metri quadri di magazzino sparsi in 65 Paesi del mondo. L’azienda in particolare negli ultimi anni si è specializzata nella realizzazione di soluzioni IT per la logistica.

Anche le ferrovie tedesche nel business della logistica e trasporto

Originariamente austriaca è la terza impresa in questa classifica. Si tratta di DB Schenker, e altro non è che una sussidiaria della Deutsche Bahn, che l’hanno acquisita per la seconda volta nel 2002. Seconda volta, diciamo, perché vi era stato già un primo acquisto nel 1931, sempre da parte delle ferrovie tedesche, che avevano rilevato le quote della Schenker & Co., fondata  a Vienna. Nel 1991, tuttavia, era stata comprata da Stinnes AG, a sua volta rilevata da Deutsche Bahn 11 anni dopo.

Oggi con 8,8 milioni di metri quadrati di magazzini e un network di 60 Paesi raggiunge i 20 miliardi e 761 milioni di dollari di fatturato. Come un po’ tutte le grandi corporation in settori ad alto consumo di carburante ci tiene a comunicare la propria attenzione verso la transizione ecologica. Ha infatti realizzato nel 2020 il primo volo “carbon neutral” della storia, e investe in terminal low-carbon, nonché nell’utilizzo di camion elettrici.

L’azienda asiatica più grande nel settore è giapponese

È solo al quarto posto che troviamo la prima multinazionale non europea nel comparto logistica e trasporto, Nippon Express. Fondata nella sua forma moderna nel 1937, le sue prime origini risalgono al 1872, quando cominciò ad operare nel settore terrestre in Giappone.  Nel 2020 ha avuto 19 miliardi e 437 milioni di dollari di ricavi.

È un po’ più piccola delle altre citate anche a livello di spazio gestito. I suoi magazzini ricoprono 2,95 milioni di metri quadri nel Paese del Sol Levante e 2,4 negli altri Paesi, e vanta 732 sedi in tutto il mondo considerando anche gli uffici e non solo i luoghi di stoccaggio.

Non stupisce che siano proprio Germania e Giappone a essere in testa nel mercato globale della logistica e trasporto. Si tratta di due Paesi che sono sempre stati ai primissimi posti nelle classifiche sulle esportazioni a livello mondiale, sia in valore assoluto che in proporzione al Pil. Sono anzi nelle prime due posizioni per quanto riguarda l’avanzo delle partite correnti che rappresenta la differenza tra export e import, almeno in base ai dati precedenti alla pandemia. Nel 2020, in realtà, secondo la Banca Mondiale sono diventati secondo e terzo, dietro alla Cina, con l’Italia al quinto posto, ma si tratta evidentemente di numeri anomali, vista la pandemia.

La struttura produttiva di questi due Paesi più di tutti gli altri è progettata per l’export. Si tratta ormai di una vocazione strategica, e la leadership nella logistica e nel trasporto serve anche a proteggerla.

La prima azienda cinese nella logistica è solo settima

Qui, a differenza che per altri ambiti, la Cina non è ancora riuscita a imporsi, almeno non in questo segmento complesso della logistica, quello 3PL, che richiede ampi investimenti tecnologici e una capillarità nel mondo che necessita anche di contatti e di un grande network. Ci vuole tempo per crearlo.

L’azienda cinese più importante nella logistica e nel trasporto è Sinotrans, che nel 2020 ha avuto un fatturato di 12 miliardi e 174 milioni, ed è settima in questa classifica. Come quasi tutte le grandi società del Paese è di proprietà statale, visto che è controllata dall’azienda pubblica China Merchants Group. La holding principale è impegnata nella gestione di porti in Paesi emergenti. È di fatto uno strumento della politica di espansione cinese in Africa e nel Sud dell’Asia.

Logistica e trasporto, anche un’impresa danese tra le prime 10

Per ora Sinotrans è superata, a livello di ricavi, dalla danese Dsv, che fino al 2021 si chiamava Dsv Panalpina. Panalpina era uno spedizioniere svizzero che è stato acquisito nel 2019, ora completamente inglobato nella multinazionale.

Questa, con sede a Hedehusene, non lontano da Copenhagen, è stata fondata nel 1976, occupa 75mila persone in 90 Paesi e nel 2020 ha realizzato 15 miliardi e 490 milioni di ricavi.

Dopo Dsv sono tre aziende americane a completare la classifica delle 10 più importanti del settore, la Xpo Logistics (con 12,1 miliardi di fatturato), Ups Supply Chain Solutions (11 miliardi), Expeditors (10,1 miliardi).

Visto che la logistica è allo stesso tempo uno dei comparti più decisivi per l’economia  e quello più esposto al fenomeno della globalizzazione, dobbiamo però aspettarci, nei prossimi anni, profondi cambiamenti. L’Europa riuscirà a mantenere la propria leadership o anche qui prevarranno player asiatici?

I dati si riferiscono al 2020

Fonte: 3plogistics

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