Le italiane al lavoro: nei servizi sono oltre il 50%

In agricoltura sono il 27% e in fabbrica ancor meno. Le imprenditrici sono solo il 21,8% 

Le donne italiane trovano più facilmente lavoro nei servizi, qualcuna riesce ad emergere anche in agricoltura. L’industria sembra invece essere quasi una esclusiva maschile. Uno studio della Ragioneria dello Stato indaga le relazioni uomo-donna nel mondo del lavoro italiano, provando a ricostruire i rapporti di forza e l’ampiezza del gap di genere che spesso indebolisce la componente femminile. Il grafico sopra mostra il cosiddetto ‘tasso di femminilizzazione per settore economico’ nel 2016: come si evince dalla linea arancione, nei servizi la quota rosa si attesta al 50,5% con le donne che risultano quindi essere in leggerissimo vantaggio rispetto agli uomini.

Lavoro delle donne, in fabbrica sono solo il 20%

Storia del tutto diversa per l’agricoltura e l’industria. In questi due settori, certifica il Mef, nel 2016 la quota femminile era piuttosto bassa. In agricoltura circa il 27% dei lavoratori risulta essere di sesso femminile, in fabbrica si scende ulteriormente: gli uomini sono l’80%.

Se questo è lo scenario generale, cosa fanno le donne che lavorano? Partiamo dalla lavoratrici dipendenti. Il grafico qui sopra mostra il tasso di femminilizzazione dei lavoratori con un contratto di lavoro subordinato. La quota rosa raggiunge vette altissime – 83% – quando si tratta di lavori domestici, ma le donne ottengono un risultato decisamente positivo anche tra gli impiegati: il 56% è di sesso femminile.

Lavoro delle donne: oltre un terzo tra i professionisti

Anche tra i quadri lo scenario è quasi paritetico – 45% donne contro il 55% degli uomini – tuttavia, proprio come accade per i dipendenti pubblici, per le donne sembra essere difficile fare carriera. Tra i dirigenti assunti appena il 28,3% è di sesso femminile.

Per quanto riguarda i lavoratori indipendenti, invece, le donne hanno la loro maggiore incidenza tra i collaboratori: sono il 57% del totale. Come mostra il grafico qui sopra, al secondo posto ci sono i coadiuvanti familiari, con le donne che sono al 54% di tutti i lavoratori del settore. I soci di cooperative di sesso femminile, invece, sono quasi il 40%; i liberi professionisti il 35% del totale. Decisamente meno i lavoratori in proprio – di poco sopra il 26% – e pochissimi gli imprenditori di sesso femminile: solo il 21,8% di chi fa impresa in Italia è una donna.

I dati si riferiscono al 2016

Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze

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