É lo stipendio medio annuale prima della pandemia. Adesso è ancora peggio
Sono coloro che hanno pagato di più la crisi scatenata dalla pandemia e le restrizioni che sono state prese per arginarla. Ancora più dei commercianti, dei ristoratori, dei camerieri, dei cuochi, degli albergatori, che hanno almeno potuto barcamenarsi tra i periodo di parziali aperture concesse in zona gialla. Si tratta dei lavoratori dello spettacolo che sono sostanzialmente fermi dal settembre 2020 con gravi (eufemismo) ripercussioni sugli stipendi degli artisti e delle maestranze coinvolte. Già, ma quanto guadagna un attore in Italia?
Quanto guadagna un attore in Italia
Naturalmente tra i penalizzati (altro eufemismo) dal lockdown non ci sono solo gli attori, soprattutto di teatro, ma anche cantanti, coristi, imitatori e illusionisti, disc-jokey, registi e aiuto registi, direttori di produzione, coreografi, ballerini, scenografi, operatori di ripresa, maschere, guardarobieri, e impiegati amministrativi della imprese che dello spettacolo si occupano. Un mondo, come vedremo, molto variegato. Sotto tutti i punti di vista.
Quanto guadagna un artista
Sono coloro che fanno ridere, pensare, divertire, commuovere gli italiani in discoteca, in Tv, al cinema, al teatro e sono 327.812 in tutto secondo i dati dell’Inps risalenti al 2019, destinati a essere probabilmente stravolti dopo il Covid. E per fare tutto ciò gli artisti in Italia guadagnano mediamente solo 10.664 euro lordi all’anno. Questa è la cifra che si ottiene facendo la brutale divisione tra il totale delle retribuzioni di questo settore, circa 3 miliardi e 496 milioni di euro, e il numero dei lavoratori dello spettacolo. Ma si tratta di una media del pollo di Trilussa. Si usa questa espressione per indicare una media matematicamente corretta ma che non ci dice niente sulla distribuzione.
Lo stipendio dei dipendenti delle società dello spettacolo
Le disuguaglianze, infatti, in questo mondo sono enormi. E si snodano lungo le differenze di età e di contratto che caratterizzano i lavoratori. Quelli esaminati qui in particolare sono quelli dipendenti, per gli autonomi il panorama è ancora più sfaccettato, e probabilmente con la pandemia la situazione reddituale si è rivelata anche più drammatica.

I contratti dei lavoratori dello spettacolo
I divari più vistosi sono quelli legati all’età. I lavoratori dello spettacolo sono mediamente giovani. Su 327.812 187.122, poco meno di metà, ha meno di 40 anni. E 110.580 meno di 30. E tuttavia questi sono quelli che guadagnano anche decisamente meno. Solo 2.259 euro lordi tra i 20 e i 24 anni. che salgono a 7.506 per coloro che sono a tempo indeterminato. Ancora meno naturalmente per chi è a tempo determinato o stagionale. Si sale a 8.443 tra i 30 e i 34 anni, 17.051 per chi ha un contratto permanente.
Chi guadagna di più nel mondo dello spettacolo
È chiaro come le disuguaglianze legate all’età si leghino a quelle che scaturiscono dai diversi inquadramenti contrattuali. Tanto che i più fortunati sono coloro che non solo sono più anziani, e hanno tra i 55 e 59 anni, ma che possono godere di un contratto a tempo determinato. Che arrivano a guadagnare in media 33.660. Che però sono molto pochi. Si tratta di solo 10.088 persone, su un totale di 22.432 che appartengono a questa fascia di età.
Del resto come è facilmente immaginabile, e come accade in tutti i settori, e a maggior ragione in questo, con il diminuire dell’età cala drasticamente la percentuale di quanti possono godere di un rapporto di lavoro stabile. In un ambito che già di per sé è molto più precario degli altri. Sotto i 30 anni meno del 16% dei lavoratori dello spettacolo ha un contratto a tempo indeterminato, solo il 7,4% dei 20-24enni. Mentre si sale al 45%, comunque un dato molto inferiore alla media nazionale a 55-59 anni. Il 58,3% di tutti coloro che gravitano in questo mondo ha un contratto a termine. Gli altri sono stagionali. In totale i più penalizzati, con solo 4.894 euro di euro a testa.
Quanto guadagna un attore e un’attrice
Anche tra i lavoratori dello spettacolo sono inoltre presenti i divari di genere che si riscontrano nel resto del Paese. Si tratta delle differenza tra quanto guadagna un attore e quanto guadagna un’attrice. I 10.664 euro all’anno medi diventano 9.199 nel caso delle donne, mentre salgono a 11.749 in quello degli uomini. Le donne sono anche molte meno, solo 139.483 su 327.812.
Anche nello spettacolo c’è differenza nelle retribuzioni
Quello numerico è un divario che diventa tra l’altro massimo nelle fasce di età più alte. Sopra i 55 anni gli uomini sono addirittura il doppio delle donne. Mentre è molto più ridotto al di sotto dei 30 anni. Potrebbe essere di buon auspicio per una maggiore parità di genere nel prossimo futuro. Che però dovrà essere tale anche nel campo delle retribuzioni. Che già tra i 20 e i 24 anni presentano importanti differenze. I pur scarsissimi introiti dei lavoratori dello spettacoli di questa età, 2.259 euro all’anno, diventano ancora meno, 2.075 euro se parliamo di lavoratrici.
Le donne e i più giovani appaiono coloro che con maggiore frequenza sono costretti a lavorare in questo mondo in modo saltuario, alternando questa attività con una condizione di disoccupazione o con altri lavori, che si rivelano anch’essi alla fine dei lavoretti. E sono proprio questi coloro quelli che con tutta probabilità hanno pagato più caro questo periodo di crisi gravissima del settore.
I dati si riferiscono al 2019
Fonte: Inps
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