La classifica del latte più sostenibile: vince la soia

Per un litro di vaccino 628 litri di acqua e 3,2 chili di CO2

Che male fa bere un litro di latte al giorno? Beh, nessuno. Sempre che non si pensi a quanta CO2 e a quanta acqua è stata usata per produrre quel litro di latte. Non per mettere ansia, ma i numeri sono numeri, e dicono che c’è un latte sostenibile e uno meno. C’è un latte che, per essere prodotto, necessita di poca acqua (che è una risorsa scarsa) e un altro che ne ha meno bisogno. Nel grafico sopra sono elencati i tipi di latte in commercio classificati in base ai litri di acqua che sono necessari per produrlo e in base ai chili di CO2 emessi per produrlo.

Quanto è sostenibile il latte di mucca

Ok, non è una sorpresa, il latte meno sostenibile di tutti è quello vaccino. Per un litro di latte occorrono 628 litri di acqua e per produrlo vengono emessi nell’ambiente 2,2 chili di CO2. Addirittura 628 litri di acqua per un solo litro di latte?

A cosa serve l’acqua per produrre il latte vaccino?

In effetti le mucche da latte hanno bisogno di un’enorme quantità di acqua principalmente per l’idratazione. Secondo: l’alimentazione delle mucche richiede acqua per coltivare le piante che verranno usate come mangime. L’acqua viene usata anche per l’igiene e la pulizia delle stalle, fondamentale per mantenere la qualità del latte. Ciò include il lavaggio delle attrezzature, degli ambienti e delle mucche stesse. Terzo: dopo essere stato munto, il latte subisce un processo di lavorazione che richiede acqua, ad esempio per il raffreddamento, la pastorizzazione e la pulizia delle attrezzature. Tutti questi processi portano ad una produzione di CO2 superiore a quella che si verifica nella produzione di altri tipi di latte.

Qual è il latte più sostenibile

Ci sono delle alternative, come abbiamo detto, al latte vaccino, anche se l’uso del termine “latte” non è del tutto corretto ed è stato oggetto di regolamentazione in diversi Paesi del mondo.

latte sostenibile

I produttori lattiero-caseari, infatti, sostengono che l’unico alimento che può essere definito “latte” è quello prodotto dalle mucche e che associare questo termine a estratti vegetali non solo non è corretto ma confonde il consumatore. La risposta a questa obiezione è, generalmente, che gli estratti vegetali sono spesso usati come sostituti del latte vaccino e quindi è possibile utilizzare questo termine anche, per esempio, per il latte di mandorle che, per essere prodotto, ha bisogno del 60% di acqua in meno rispetto all’acqua necessaria per un litro di latte di vacca. Inoltre la sua produzione causa l’emissione di soli 0,7 chili di CO2 rispetto a 3,2.

Il latte più sostenibile è quello di soia

Per la produzione di latte di mandorla serve, tutto sommato, una grande quantità di acqua. Il motivo consiste nel processo produttivo che inizia con l’ammollamento delle mandorle in acqua. Vengono poi frullate mescolate ad acqua e il composto viene poi filtrato.

Nonostante il grande uso di acqua, il latte di mandorla è sostenibile, più sostenibile di quello di vacca, ma meno sostenibile del latte di riso. Per un litro di latte di riso servono solo 270 litri di acqua, meno di quelli necessari per il latte di mandorla, ma il processo di produzione provoca l’emissione di 1,2 chili di CO2 nell’ambiente.

Quanto è sostenibile il latte di avena?

Il processo produttivo che viene utilizzato per il latte di mandorla è praticamente lo stesso per tutti i tipi di latte vegetale ma per l’avena serve meno acqua mentre le emissioni di CO2 non sono in fondo molto inferiori a quelle del latte di riso. Il campione nella classifica del latte più sostenibile è quello di soia per produrre il quale serve pochissima acqua: appena 28 litri mentre le emissioni di CO2 sono leggermente superiori a quelle del latte di avena: 1 chilo per ogni litro prodotto.

 Perché il latte vegetale costa di più

Generalmente il latte sostenibile costa di più di quello meno “ecologico”. I motivi sono diversi. Il primo riguarda gli ingredienti: mandorle, soia, avena possono essere molto più costosi rispetto al mantenimento di una mucca da latte. In secondo luogo bisogna considerare il processo produttivo: produrre un litro di latte sostenibile richiede passaggi che non servono quando si produce un litro di latte vaccino come l’ammollamento, la macinazione, la filtrazione e talvolta occorre aggiungere additivi come, per esempio, lo zucchero. Il prezzo aumenta ancora se poi il latte sostenibile è prodotto da una materia prima Bio.

I dati si riferiscono al: 2023

Fonte: Science Magazine e New York Times

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