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Ma la Lombardia detiene il record di produttività: ogni mucca ne produce 9.870 chili

Malta è il Paese dell’Unione Europea che produce meno latte, mentre i tedeschi sono al primo posto tra i 28 Stati europei.

La produzione di latte

Il grafico mostra i dati riportati da Eurostat relativi al 2017 sulla produzione di latte di mucca due anni dopo l’abrogazione dei limiti imposti dalle quote latte. Sei nazioni, Germania, Francia, Regno Unito, Olanda, Polonia, Irlanda e Italia, hanno prodotto i tre quarti di tutto il latte continentale.

Un settore in evoluzione

Il settore caseario è oggi il secondo settore agricolo più importante d’Europa in termini di produzione, dopo quello ortofrutticolo. Tra il 1983 e il 2013, nel periodo della regolamentazione richiesta dalle quote latte, il settore ha visto un crollo dell’81% delle aziende agricole, in pratica solo un’azienda su cinque è riuscita a superare indenne questo trentennio, le altre sono sparite. Sono aumentate però la specializzazione e la tecnologia applicata alla produzione. Oggi l’Unione europea ha la più alta produzione di latte di tutti i Paesi del G20. Nel 2016 la produzione di latte nei Paesi dell’Unione Europea ha raggiunto i 168,3 milioni di tonnellate. Non si tratta solo di latte di mucca: per il 97% è così, ma c’è un restante 3% di pecora, capra o bufala. Esiste anche una differenziazione geografica rispetto alla produzione di latte: l’Europa del nord produce il 67% del latte dell’Unione e il 68% dei prodotti derivati dal latte.

La produzione tedesca

La Germania, come abbiamo visto, è leader europea della produzione di latte di mucca nel 2017: da sola ha generato un quinto, il 20,9%, della produzione europea. La Spagna invece, all’ottavo posto per la produzione di latte di mucca, è la prima in Europa per quello derivato da capre, pecore o bufale. La maggior parte del latte prodotto è consegnato ai caseifici per ulteriori processi che portano alla lavorazione dei formaggi e di altri prodotti derivati del latte, mentre una quantità inferiore rimane nelle aziende agricole per consumo o vendita diretta.

Nel 2017 questo quantitativo di latte è stato di 156 milioni di tonnellate, trasformato in prodotti derivati dai 12.000 impianti presenti sul territorio dell’Unione Europea e dai 300mila lavoratori impiegati nel settore caseario.

Il grafico qui sopra mostra come i prodotti derivati dal latte di mucca siano, per i due terzi , burro e formaggio e solo l’11% è vero e proprio latte da bere, cioè quello per la colazione.

E in Italia?

L’Italia, nella graduatoria della produzione del latte di mucca nel 2017, si pone al sesto posto, dietro alla Polonia e davanti all’Irlanda mentre, se consideriamo la produzione di latte di capra, pecora e bufala, si trova al quarto posto dietro a Spagna, Francia e Grecia. Il primo posto lo otteniamo con la Lombardia, nel 2016 prima regione in Europa nel rapporto latte prodotto/mucche, con 9.870 kg di latte per ogni capo di bestiame l’anno.

Le mucche lombarde superano di gran lunga quelle bavaresi, ferme a quota 6.889 kg, dando la vittoria all’Italia nell’eterno confronto tra due delle regioni più ricche d’Europa, così come spiegato da Truenumbers in questo articolo.

Ma che cosa ne facciamo noi italiani del latte prodotto? Secondo i dati Eurostat del 2016 siamo al quinto posto per la produzione del latte da bere dopo Regno Unito, Germania, Spagna e Francia; al terzo posto, dopo Francia e Germania, per la produzione di formaggi e solo settimi per la produzione di burro.

I dati si riferiscono al: 2016-2017
Fonte: Parlamento Europeo, Eurostat
Leggi anche: Quanto (poco) costa il latte in Europa
Produrre latte non conviene più

 

 

 

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