La classifica dei paesi più costosi in Europa e quelli dove si spende di meno
Il grafico mostra l’indice dei prezzi dei paesi europei. Il confronto è con la media europea, fissata a zero. Come si legge? Quando la percentuale è positiva i prezzi sono più alti della media, quando è negativa significa che sono minori. Ecco l’indice dei prezzi al consumo secondo l’Istat.
Cos’è l’indice dei prezzi al consumo dell’Istat
Indice comparativo dei prezzi indica, a parità di potere d’acquisto, quali sono i paesi più “costosi”. L’analisi in questione prende in considerazione i beni di consumo principali.
Prezzi al consumo: i paesi dove la vita è più cara
I prezzi dei beni di consumo in Svizzera, per esempio, sono del 61,5% più cari rispetto alla media europea. Ma la vita è costosa anche in Islanda (47%) e in Norvegia (39,6%). Al contrario, i prezzi in Albania, Bulgaria e Macedonia sono del 50% inferiori a quelli medi europei.
L’Italia è più cara di Spagna e Portogallo
In Italia i prezzi al consumo sono in linea con la media dell’Eurozona e lievemente superiori (+2,3%) alla media dell’Europa a 28. Siamo risultati essere più cari di Spagna (-8,5%) e Portogallo (-15,7%), ma siamo più economici della Germania (+3,6%) e della Francia (+8.1%).
Dove costa di meno la carne?
Prendiamo ora in esame alcuni prodotti e, fatto 100 il prezzo medio in Europa, vediamo in quali paesi costano di più e in quali di meno.
Ad esempio, la carne: in Romania è molto economica, mentre in Danimarca è decisamente costosa rispetto al resto del Continente. Se 100 è la media europea, infatti, in Romania costa la metà (53%) e in Danimarca quasi il doppio (162). In Italia il costo della carne è superiore alla media europea, l’indice infatti è di 116.
Per quel che riguarda gli alcolici: in Italia l’indice dei prezzi (98) è poco sotto la media europea, mentre costano di meno in Bulgaria (64) e molto di più in Irlanda (175).
Sigarette: le sigarette sono care in Inghilterra (indice 218) e converrebbe comprarle in Bulgaria, dove costano la metà rispetto alla media (50). In Italia l’indice è di poco inferiore alla media europea (91).
Abiti e calzature: vestirsi costa caro in Danimarca (153) e nulla in Bulgaria (53). L’Italia (100) è esattamente nella media di tutti i paesi europei (100).
E intanto l’inflazione scende
La variazione annua dei prezzi in Italia, secondo l’ultima rilevazione disponibile, è stata del +1,4%, la stessa dell’Eurozona (in aprile il rialzo era stato dell’1,9%). L’aumento del carrello della spesa è stato generato dai rincari della frutta.
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, infatti, a maggio sono saliti dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell’1,6% su base annua e ciò è dovuto, dice l’Istat, soprattutto all’effetto dei prezzi della frutta: + 4,8% per “fattori stagionali”.
I dati si riferiscono al: 2016 – 2017
Fonte: Eurostat, Istat
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