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Il primo censimento delle imprese dell’Istat, il 55% dei lavoratori è in piccole aziende

Il censimento delle imprese appena pubblicato da Istat è chiarissimo. In Italia continua la transizione da Paese industriale a economia dei servizi. Gli ultimi dati sono del 2018 e sono messi a confronto con quelli del 2011 e del 2001. Se a inizio millennio gli addetti del settore dell’industria in senso stretto (escludendo quindi le costruzioni) erano il 39,8%, nel 2018 erano diventati il 29,2%. C’è da dire che il grosso del calo è avvenuto nel primo decennio, visto che già nel 2011 si era scesi al 31,3%

Un vero e proprio crollo, visti anche i numeri più piccoli, quello del settore delle costruzioni. I muratori e coloro che con essi lavorano sono calati dall’essere il 9,2% di tutti i lavoratori nel 2001 all’8,9% nel 2011 al 6,8% nel 2018. A un ineluttabile cambiamento strutturale si è unita chiaramente la crisi dell’edilizia. A crescere invece è ancora il settore dei servizi. Nel 2001 vi era occupato il 51% dei lavoratori. Nel 2011 si era arrivati al 59,9%, e nel 2018 al 64%

Imprese dei servizi, dove cresce di più il numero degli addetti

Il mondo dei servizi però è enorme. Di cosa parliamo in particolare? Spicca il quasi raddoppio della proporzione di lavoratori nell’ambito delle attività di alloggio e ristorazione, insomma ristoranti e alberghi, dal 5,3% del 2001 al 10% del 2018. E’ l’effetto del boom dei viaggi e del turismo, favorito dall’arrivo dei vettori low cost o delle soluzioni come Airbnb, ma anche del sempre maggiore interesse per la cucina e il cibo.

Non è un caso che a registrare un incremento, con un passaggio dal 5,6% all’8,9% della proporzione di addetti  in 17 anni, sia anche il settore noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese. Più modesto ma significativo, visti i numeri più piccoli di partenza, l’aumento della percentuale dei lavoratori nell’ambito della sanità e dell’assistenza, dall’1,6% al 2,3%.

Crescono stabilmente anche i lavoratori che svolgono attività professionali, scientifiche e tecniche, dal 3,5% del 2001, al 4% del 2011 al 4,4% del 2018.  Il settore dei servizi con più addetti è quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio, con il 18,7% dei lavoratori. Non si è avuta una crescita in questo decennio, mentre in quello precedente si era passati dal 16% al 18,8%. A vivere invece un leggero declino sono gli ambiti dei servizi finanziari e assicurativi, che occupano il 3,5% dei lavoratori contro il 4,4% del 2001. Mentre è piuttosto stabile, nonostante il boom dell’e-commerce, il settore trasporto e magazzinaggio.

Rimaniamo un Paese di piccole e micro imprese

Se invece che dividere i lavoratori per settori in cui lavorano li si distingue per dimensioni delle imprese in cui sono occupate ci troviamo davanti al panorama di un Paese immobile. Sostanzialmente quasi nulla è cambiato rispetto al 2001. Nel 2018 29,5% dei dipendenti si trovava in un’impresa con 3-9 addetti. Erano il 29,1% 17 anni prima. C’è poi un 14,2% che sta in aziende che vanno dai 10 ai 19 dipendenti, e un 11,9% che lavora in quelle con un numero di addetti che varia tra i 20 e i 49.

Considerando che la definizione ufficiale di piccola impresa è quella con meno di 50 lavoratori, in Italia questa raccoglie il 55,6% dei lavoratori, solo l’1% in meno del 2001. Solo il 7,4% si trova in un’azienda con più di 50 addetti e meno di 100, l’8,7% in una che ha tra i 100 e i 249 dipendenti. Sono le medie imprese, che nel nostro Paese quindi occupano solo il 16,1% dei dipendenti. Il 5,5% poi lavora in un’impresa che ha più di 250 e meno di 500 addetti, e si risale al 22,8% per quanto riguarda quelli impiegati nelle aziende più grosse, con più di 500. Rispetto al 2001 c’è stato un piccolo aumento della percentuale di quanti lavorano nella grande impresa, dal 26,8% si è passati al 28,3%.

Fonte: Istat

I dati si riferiscono al: 2001-2018

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