L’assegno di 790 euro è il meno distante dalla soglia di povertà del nostro Paese
Il governo, fissando al 2,4% il rapporto tra deficit e Pil per il 2019, ha a disposizione i fondi per realizzare una delle promesse del Movimento 5 Stelle, il reddito di cittadinanza italiano. Dovrebbe essere fissato a quota 780 euro e dovrebbe andare ad una platea ancora da definire di beneficiari.
Niente poveri con il reddito di cittadinanza italiano?
Il grafico in apertura mostra, su dati 2016, la cifra mensile sotto la quale una persona è definita povera in base ai calcoli dell’Eurostat per i 28 membri dell’Unione europea e, colonna rossa, il sussidio vigente in ciascun Paese (per l’Italia, con l’asterisco, sono indicati i 780 euro promessi dal governo; per la Slovacchia, due asterischi, il sussidio mensile si riferisce al 2015).
L’Italia, come si può vedere, si posiziona al dodicesimo posto per soglia di povertà: da noi una persona è definita povera se ha un reddito inferiore a 812 euro mensili nel 2016. Se il Parlamento dovesse varare l’assegno da 780 euro, l’Italia diventerebbe il solo tra i 28 paesi dell’Unione a pareggiare il gap con la soglia di povertà.
In Lussemburgo sussidio record
I paesi che precedono l’Italia per soglia di povertà erogano infatti degli assegni mensili di sostegno al reddito che sono anche più alti in termini assoluti, ma che restano molto distanti dal limite fissato da Eurostat per indicare la povertà. Ad esempio, è vero che in Lussemburgo l’assegno mensile è di 1.348 euro, ma la soglia di povertà è ben più alta: 1.691 euro, anche grazie ai ricchissimi salari medi.
Discorso simile per altre nazioni che hanno un reddito di cittadinanza più alto dei 780 euro proposti dal Movimento 5 Stelle: Olanda, Danimarca, Belgio, Austria e Irlanda assicurano più soldi, ma vivere lì costa mediamente molto di più che in Italia.
Il reddito di cittadinanza italiano è un unicum in Europa
Nessuno in Europa ha un reddito di cittadinanza che si avvicina così tanto alla soglia di povertà. Il grafico qui sopra prova a mostrare con più chiarezza quanto sarebbe più oneroso per le casse pubbliche – o ricco per i beneficiari – il reddito di cittadinanza italiano rispetto alle esperienze degli altri paesi europei.
Le colonne azzurre indicano il gap tra la soglia di povertà e il sussidio erogato: in Italia lo spread sarebbe in assoluto il più basso tra tutti, appena 32 euro di differenza rispetto alla soglia fissata da Eurostat per il 2016. Per fare giusto qualche esempio, in Spagna la distanza è di 258 euro e in Germania si superano i 660 – con i beneficiari tra l’altro in calo.
In Olanda, che come abbiamo visto ha un assegno più alto in termini assoluti, la distanza tra il sussidio e l’assegno è di 160 euro. Praticamente è come se in Italia anziché parlare di 780 euro ragionassimo di poco più di 500 euro al mese. Di fatto, proprio come le attuali pensioni minime.
I dati si riferiscono al 2016 – eccezioni evidenziate
Fonte: Parlamento europeo – Eurostat
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Chi vince e chi perde con il reddito minimo
In Lussemburgo il salario minimo è di 1.999 euro
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