Nel 2020 il 14% dei cittadini ucraini era già emigrato

Solo lo 0,5% dei profughi torna in patria. Il Paese rischia di rimanere senza popolo

I profughi ucraini torneranno nella loro madre patria dopo la fine delle guerra? La risposta è, quasi certamente, negativa. Le ragioni sono due: la prima è che i profughi raramente tornano nel Paese d’origine una volta che sono riusciti a emigrare in un Paese più ricco; I dati UNHCR mostrano infatti come degli oltre 82 milioni di rifugiati nel mondo nel 2021 solo lo 0,5% sia tornato in patria. La seconda è rappresentata dal fatto che anche prima della necessità scatenata dalla guerra gli ucraini mostravano una grande propensione all’immigrazione.

Emigrazione dall’Ucraina, nel 2020 gli espatriati erano oltre 6 milioni

Nel 2020 la diaspora, ovvero la “dispersione” dei cittadini ucraini nel mondo era pari al 14% della popolazione, per la precisione 6,13 milioni di persone di cui la maggior parte, come mostra il grafico in apertura, ha scelto come destinazione la vicina Federazione russa, mentre oggi il primo paese ospitante è la Germania. Tra i motori principali del flusso di emigrazione la carenza di posti di lavoro stabili nella fascia di reddito medio-bassa da ricondurre, secondo l’Organizzazione mondiale del lavoro (OIL), a un ambiente imprenditoriale “stretto nella morsa” degli oligarchi russi e che ha portato l’Ucraina a svilupparsi molto meno dei Paesi limitrofi, impedendone la differenziazione economica e portando l’economia del Paese a basarsi unicamente solo sull’agricoltura e l’industria mineraria.

Il divario di reddito tra l’Ucraina e gli altri Paesi ex URSS

Ma come mai i cittadini ucraini decidevano di emigrare anche prima della guerra? La ragione storica è da ricercare in una crescita economica dell’Ucraina molto più lenta di quella delle economie dei Paesi confinanti. Ovvero di quelle nuove Repubbliche anch’esse fuoriuscenti, come l’Ucraina, dall’Unione Sovietica. Lo evidenzia bene il grafico qui in basso che mostra la percentuale del divario di reddito dell’Ucraina rispetto ai principali paesi confinanti e i principali paesi di destinazione del flusso di emigrazione ucraino. Nel 2020 i salari in Ucraina erano fino a quattro volte inferiori a quelli di Repubblica Ceca e Polonia. Mentre il reddito pro capite era circa un quarto rispetto a quello della Germania e circa un terzo rispetto a quella della media dell’Unione Europea.

Quanti sono i profughi ucraini in Europa oggi

Più del 15% della popolazione ucraina è fuggito dal Paese dall’inizio dell’aggressione russa avvenuta il 24 febbraio 2021 quando i carri armati hanno invaso i confini del Paese guidato da Volodymyr Zelensky. L’esodo dei cittadini ucraini rappresenta il più grande fenomeno di flusso migratorio di un paese europeo dalla Seconda Guerra Mondiale. Gli ultimi dati parlano di circa 8 milioni, precisamente 7.646.595 milioni,  di cittadini ucraini che hanno lasciato il Paese e che, con molta probabilità non vi faranno ritorno con gravi ripercussioni sull’economia della loro madre patria e, di contro, con effetti positivi sull’economia dei Paesi ospitanti. La maggior parte dei profughi sono donne, anziani e bambini. Ma al termine del conflitto, o anche durante gli arresti momentanei delle ostilità, si prevedono numerose fuoriuscite dal Paese di uomini aventi l’obiettivo di ricongiungersi con le proprie famiglie.

Quanti sono i profughi ucraini in Italia

Gli ultimi dati di fine settembre indicano che sono 171.546 gli sfollati provenienti dall’Ucraina che hanno varcato le nostre frontiere. Per la precisione 91.288 donne adulte, 31.086 uomini adulti e 49.172 minori. Tra le persone giunte in Italia, 158.850 hanno chiesto e ottenuto il permesso di soggiorno per protezione temporanea, di cui 114.026 femmine e 44.824 maschi, mentre i minori sono 60.668.

profughi ucraini

Lombardia, prima Regione per accoglienza profughi dell’Ucraina

La Lombardia è la regione in cui è stato presentato il maggior numero di istanze, per la precisione 28.024. Essa è seguita da Emilia Romagna 18.596, Campania 16.673, Lazio 14.231 e Veneto 13.282. Tra le città in testa c’è Roma 9.890, che precede Napoli 8.516, Milano 6.967 e Brescia 4.804, infine troviamo Caserta 3.517 e Torino 3.489. I richiedenti protezione possono ottenere un contributo di 300 euro mensili per tre mesi al massimo. Finora, secondo i dati della Protezione civile, sono stati assegnati a 115.473 persone: di cui la maggior parte in Lombardia con 20.760 richieste, seguita da Emilia Romagna con 14.186 e Campania con 13.884.

Come sarà l’Ucraina dopo la guerra, il rischio di un Paese “fantasma”

Sia che l’Ucraina vinca la guerra, sia che la perda il rischio che si trasformi in Paese “fantasma” è reale. Prima di tutto perché già prima della guerra, come abbiamo visto, la tendenza dei cittadini ucraini a emigrare all’estero in cerca di migliori condizioni lavorative era alto. In secondo luogo perché il processo di pace sarà molto probabilmente lungo e travagliato e non incentiverà quindi il ritorno in patria degli expatriate.

Ucraina, il pericolo del calo della natalità

Ma a rappresentare un altro rischio concreto per il futuro del Paese c’è anche la questione natalità. Negli ultimi 30 anni infatti il tasso di natalità in Ucraina è in costante calo e le condizioni sociopolitiche attuali non consentono di certo una variazione; anzi quasi certamente si abbasserà ulteriormente. Di conseguenza l’Ucraina emergerà dalla guerra come un’economia fragile, piccola e incapace presumibilmente di contrastare la fuga di cervelli e manodopera.

Profughi ucraini, il 49% possiede un titolo di studio di livello superiore

Proprio di cervelli si parla perché i migranti ucraini hanno una particolarità unica: sono infatti i profughi più istruiti di tutta Europa come mostra il grafico qui sopra che mostra come i cittadini ucraini si collochino ai primi posti per anni di scolarizzazione rispetto ad altri Paesi a reddito medio-basso. Infatti oltre il 90% degli ucraini ha completato le scuole superiori nel 2020, mentre il dato medio dell’Europa si arresta all’84%. Un dato ancora più rilevante se prendiamo il solo campione femminile: se in Europa la percentuale di donne diplomate tra i 30 e i 34 anni  si ferma al 46% in Ucraina raggiunge il 65%. Secondo i dati di UNHCR il 49% dei rifugiati ucraini possiede un titolo di studio di livello superiore. Questo si traduce in un’opportunità e un vantaggio per le economie ospitanti che potranno cosi assorbire risorse capaci di andare a ricoprire il fabbisogno di personale e manodopera d’alto profilo.

I dati si riferiscono al: 2020-2022

Fonte: Istituto Bruegel – Brussels European and Global Economic Laboratory

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