Furti, violenza, lame, droga: i reati commessi nel 2025 sono stati 63.468
L’aumento degli episodi di violenza minorile, dall’uso dei coltelli tornato al centro della cronaca – come nel caso di La Spezia – fino alle baby gang sempre più presenti nel dibattito pubblico, ha riacceso l’attenzione sulla giustizia minorile. Non si tratta però solo di un dato giudiziario: la violenza tra giovanissimi è un fenomeno percepito come crescente, che alimenta allarme sociale e senso di insicurezza. Per capire cosa stia accadendo davvero possono venirci in aiuto i numeri del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità. Quanti ragazzi entrano ogni anno nel circuito penale minorile? E quali sono i reati più commessi dai minori?
Giustizia minorile, quanti minori sono in carico
Nel corso del 2025 il circuito della giustizia minorile ha preso in carico 23.518 minorenni e giovani adulti fino a 25 anni attraverso gli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (Ussm). Non si tratta di ragazzi detenuti, ma di giovani seguiti dai servizi su disposizione dell’autorità giudiziaria per indagini sociali, progetti educativi o misure penali sul territorio. Come si vede anche dal grafico, è il valore più alto dell’intera serie storica disponibile: supera il dato del 2024, pari a 22.212 ragazzi in carico ed è nettamente superiore al minimo registrato nel 2007, quando i casi erano 14.744. La differenza tra il valore massimo e quello minimo della serie è di 8.774 unità.
Lo stesso andamento emerge se si osserva il numero di stranieri coinvolti. Nel 2025 i minorenni e giovani adulti stranieri presi in carico dai servizi minorili sono stati5.438. Il dato è inferiore di 84 unità rispetto al massimo storico del 2018 (5.522) ed è superiore di 2.747 unità rispetto al valore più basso della serie, registrato nel 2010 (2.691). In quindici anni, quindi, il numero di giovani stranieri seguiti dagli Ussm è aumentato in modo significativo.
Qual è il profilo dei giovani coinvolti
Nel 2025 8.056 minorenni e giovani adulti sono entrati per la prima volta nel circuito della giustizia minorile, mentre 15.462 risultavano già seguiti dai servizi negli anni precedenti e sono tornati in carico nel periodo considerato. Il dato che colpisce di più è lo squilibrio di genere: la giustizia minorile riguarda quasi esclusivamente i ragazzi. Una dinamica che mostra come la devianza penale in età minorile sia un fenomeno prevalentemente maschile e che coinvolge, nella maggior parte dei casi, giovani di cittadinanza italiana. I maschi sono infatti 21.356, contro 2.162 femmine, una forbice che lascia poco spazio a interpretazioni. All’interno della componente maschile, gli italiani rappresentano il 76,4% (16.305 casi), mentre gli stranieri sono il 23,6% (5.051).
Qual è l’età dei ragazzi coinvolti?
A che età si entra oggi nel circuito della giustizia minorile? Nel 2025 l’accesso alla giustizia minorile si concentra sempre più negli anni dell’adolescenza. I ragazzi con meno di 14 anni sono 147, un numero ancora contenuto ma significativo perché segna l’ingresso anticipato nel sistema. A 14 anni i casi iniziano a salire (578), mentre è tra i 15 e i 17 anni che la presa in carico cresce rapidamente: 1.888 quindicenni, 3.672 sedicenni e 4.946 diciassettenni risultano seguiti dai servizi della giustizia minorile. Numeri che indicano come l’età di avvio dei comportamenti violenti e penalmente rilevanti si stia progressivamente abbassando.
Il gruppo più numeroso resta quello dei giovani adulti tra i 18 e i 24 anni, pari a 12.287 casi. Non si tratta di nuovi ingressi, ma di ragazzi che continuano a essere seguiti dalla giustizia minorile perché il loro percorso penale è iniziato prima della maggiore età, confermando come l’anticipazione della devianza tenda poi a protrarsi nel tempo.
Da quali Paesi arrivano i minori stranieri
Nel circuito della giustizia minorile, la componente straniera conta 5.438 minorenni e giovani adulti, anche in questo caso in larghissima parte maschi (5.051, contro 387 femmine). La distribuzione per aree geografiche è fortemente sbilanciata. L’Africa è il continente di gran lunga più rappresentato, con 3.129 ragazzi in carico. All’interno di questo gruppo spicca il Marocco, che da solo conta 1.075 casi, seguito dalla Tunisia (925) e dall’Egitto (593).
Segue l’Europa, divisa tra Unione Europea e Paesi extra UE. Nei Paesi UE i casi sono 696, con la Romania nettamente in testa (505). Tra i Paesi europei non Ue, che complessivamente raggiungono 946 presenze, il dato più rilevante riguarda l’Albania (465). Più contenuta la presenza proveniente dalle Americhe, con 298 ragazzi, dove il Perù è la nazionalità più frequente (64). Ancora più marginale l’Asia, che conta 366 casi, guidati dal Pakistan (106). Residuali, infine, le presenze dall’Oceania (1 caso) e gli apolidi (2).
Le aree più coinvolte dalla giustizia minorile
La concentrazione più alta di minorenni e giovani adulti seguiti dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni, su disposizione dell’autorità giudiziaria per percorsi educativi o misure penali sul territorio, si registra a Roma, con 2.023 ragazzi in carico. Seguono Napoli (1.885) e Bari (1.565). Subito dopo emerge un gruppo compatto di grandi città con valori molto ravvicinati: Bologna (1.398), Palermo (1.383), Firenze (1.373) e Brescia (1.371). Sopra la soglia delle mille unità restano anche Catania (1.225), Venezia (1.128), Torino (1.104) e Milano (1.095), mentre Ancona, con 1.002 casi, chiude questo primo blocco di città con valori sopra i 1000.

Quali reati commettono di più i minori
Il quadro dei reati commessi dai minorenni e giovani adulti seguiti dalla giustizia minorile è netto. I delitti complessivi sono 63.468, un numero superiore ai soggetti coinvolti perché molti ragazzi accumulano più reati. A dominare sono i reati contro il patrimonio (25.545), furti (8.982) e rapine (8.473), che rappresentano in questo momento l’asse portante della devianza minorile.
Lame e coltelli: cosa dicono i dati
Subito dopo emergono i reati contro la persona, che nel complesso raggiungono 21.663 casi. A pesare di più sono le lesioni personali volontarie (9.969) e le minacce (3.008), una crescita che va letta anche alla luce del maggiore ricorso a lame e coltelli tra i giovanissimi. Questi non sono solo strumenti criminali, ma sempre più spesso oggetti identitari, vissuti come una moda e come simboli di forza e potere all’interno dei gruppi. A confermare questo passaggio culturale sono anche i reati specifici legati al porto, alla detenzione e all’uso illegale di armi, che arrivano a 722 casi: 697 riguardano cittadini italiani, contro 25 attribuiti a stranieri. Numeri che mostrano come la diffusione delle armi bianche sia ormai parte integrante delle dinamiche della violenza giovanile.
Quanto incidono sesso e stupefacenti?
Nel capitolo dei reati contro la persona figurano anche le violenze sessuali, 1.398 i delitti registrati nel 2025. Il 73,5% dei casi riguarda ragazzi italiani (1.028), mentre il 26,5% è attribuito a cittadini stranieri (370). La droga resta un altro pilastro del sistema penale minorile: i reati legati agli stupefacenti sono 5.956. Le differenze di cittadinanza delineano poi quasi due profili distinti: gli italiani risultano più coinvolti nei reati contro la persona e nei furti, mentre tra gli stranieri pesano soprattutto le rapine (4.211) e i reati legati agli stupefacenti (1.190).
Qunti sono quelli che entrano negli istituti penali minorili?
Nel 2025 il carcere minorile resta una soglia che pochi attraversano, ma che segna un passaggio decisivo nel percorso giudiziario dei più giovani. Sono 1.135 i minorenni e giovani adulti entrati negli Istituti penali per i minorenni, ragazzi per i quali il procedimento penale non si è fermato alle misure educative o al controllo sul territorio. Qui non si parla di presa in carico o di accompagnamento sociale: si tratta di giovani che stanno scontando una pena vera e propria, disposta da un giudice. La maggior parte ha 16 o 17 anni (655 ingressi), seguiti dai 18–20enni (211). I reati contestati sono 2.185, più degli ingressi perché molti giovani rispondono di più reati.
A portare questi ragazzi in carcere sono soprattutto rapine (627) e furti (266), seguiti da lesioni personali volontarie (218) e violenze sessuali (32). Pesano anche i reati legati alla droga (236) e quelli contro l’ordine pubblico, come violenza e resistenza a pubblico ufficiale (152).
Carcere minorile: più ingressi, più detenuti
Un dato critico riguarda la posizione giuridica dei detenuti: una quota rilevante di minori e giovani adulti si trova reclusa senza una condanna definitiva. Tra i minorenni detenuti, 126 sono in attesa di primo giudizio e 136 hanno una posizione mista senza definitivo, mentre solo 59 risultano detenuti a seguito di una condanna definitiva. Anche tra i giovani adulti il quadro è simile: 39 sono in attesa di primo giudizio e 36 senza una sentenza definitiva, contro 120 con una condanna.
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Fonte: Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità
I dati sono aggiornati al 2025
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