Fuochi d’artificio: feriti, reati e i numeri del giro d’affari

Bilancio botti Capodanno 2026: un morto e 283 feriti (di cui 68 sono minorenni)

Botti di Capodanno: una notte, pochi minuti di grande delirio collettivo, ma un mercato che lavora tutto l’anno e che ogni dicembre finisce anche sotto la lente delle forze dell’ordine. Accanto ai fuochi d’artificio che esplodono alla mezzanotte del 31 dicembre, infatti, cresce il fronte dei sequestri di prodotti pirotecnici illegali, segnale di un settore fatto di numeri rilevanti, scambi commerciali continui e importanti volumi di vendita. Ma qual è oggi la reale dimensione del mercato dei prodotti pirotecnici in Italia?

Consumi e valore del mercato dei fuochi d’artificio

Nel 2024 gli acquisti di fuochi d’artificio nell’Unione Europea hanno raggiunto le 105.000 tonnellate, con un aumento del 20% rispetto a quanto fatto nel 2023. A sostenere il mercato pirotecnico europeo sono stati soprattutto gli scambi con l’estero. I dati IndexBox – EU Fireworks Market Analysis, Forecast, Size, Trends and Insight  indicano infatti che nel 2024 nell’Unione Europea sono entrate 160.000 tonnellate di fuochi d’artificio, una crescita del 11% e il livello più alto mai registrato. Germania e Paesi Bassi sono stati i due Paesi che hanno concentrato da sole il 66% dei flussi in ingresso. La produzione interna, invece, è rimasta marginale e si è fermata a 4.600 tonnellate, con un calo del 81,7% rispetto al 2023. In controtendenza rispetto alle importazioni, le esportazioni hanno rallentato: nel 2024 sono scese a 60.000 tonnellate, con una flessione del 28%.

Guardando ai consumi pro capite, invece, si può osservare che nel 2024 i livelli più alti si sono registrati – un po’ a sorpresa – nei Paesi Bassi, con 755 kg ogni 1.000 abitanti, seguiti dalla Danimarca (643) e dalla Germania (529). Nel 2024 il costo medio dei fuochi d’artificio importati nell’Unione Europea si è attestato a 3.935 dollari per tonnellata, in aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. Il valore medio delle esportazioni è salito a 4.664 dollari per tonnellata, con una crescita del 8%. A livello nazionale, la Francia registra i valori più elevati sia in importazione sia in esportazione, mentre Bulgaria e Paesi Bassi si collocano tra i Paesi con i prezzi più bassi.

Il settore pirotecnico in Italia

E l’Italia? Qual è lo stato di salute del mercato interno? Sempre secondo il report di IndexBox l’Italia tra i primi tre paesi importatori (12.000 tonnellate), mentre i dati di Asspi (Associazione Pirotecnica Italiana) dicono che il comparto pirotecnico nazionale comprende oltre 2.000 imprese distribuite lungo tutta la filiera – dalla produzione all’importazione, fino alla distribuzione e alla vendita al dettaglio – e impiega oltre 10.000 addetti. Sul piano economico, il giro d’affari annuo, contando anche tutto l’indotto, viene stimato intorno 600 milioni di euro. Un dato che va oltre ovviamente la dimensione episodica dei fuochi d’artificio di Capodanno.

Botti di Capodanno 2026: quanti feriti

Per l’arrivo del 2026, il bilancio ufficiale della Polizia di Stato registra 283 feriti, 54 ricoverati e un decesso a Roma, causato dall’esplosione di un petardo. Rispetto all’anno precedente, quando i feriti erano stati 309, si osserva una riduzione dell’8,4%. Il calo interrompe l’aumento registrato tra 2024 e 2025, ma non cambia il quadro complessivo: anche quest’anno il Capodanno ha significato, per centinaia di persone, un accesso al pronto soccorso. Entrando nel dettaglio, 12 ferimenti sono stati causati da colpi d’arma da fuoco. Quanto alla gravità delle lesioni, 245 persone hanno riportato ferite con prognosi fino a 40 giorni, mentre i feriti gravi, con prognosi superiore, sono stati 50.

Quanti minori feriti per i botti di Capodanno

Nel bilancio dei botti di Capodanno 2026, il coinvolgimento dei minori resta un elemento critico, pur in presenza di un ridimensionamento rispetto all’anno precedente. Su 283 feriti complessivi, 68 sono minori, in calo del 24,4% rispetto ai 90 registrati nel 2025. I ferimenti comprendono sia episodi di lieve entità sia casi più gravi, inseriti nel quadro delle lesioni con prognosi superiore ai 40 giorni. Il dato interrompe l’aumento registrato tra il 2024 e il 2025, ma conferma come l’esposizione dei più giovani ai materiali pirotecnici resti un problema strutturale, anche alla luce dei divieti che ne limitano l’uso ai minori.

Feriti da fuochi d’artificio a Capodanno: la serie storica

Il grafico lo mostra con chiarezza: i feriti da botti di Capodanno nel 2025 segnano il valore più alto degli ultimi dieci anni. Tra il 2016 e il 2020 i numeri restano su livelli simili: 190 feriti nel 2016, 184 nel 2017, 212 nel 2018, 216 nel 2019 e 204 nel 2020. Nel 2021 arriva la discontinuità legata alle restrizioni, con i feriti che scendono a 79. Con il ritorno alla normalità, la curva torna a salire: 124 nel 2022, 180 nel 2023, 274 nel 2024, fino a 309 nel 2025. E ai 283 del 2026.

fuochi d'artificio

Arresti e denunce legati ai botti di Capodanno

Capodanno non lascia tracce solo in pronto soccorso: i botti di Capodanno finiscono anche nei verbali e nei registri delle forze dell’ordine. La domanda è semplice: quanti reati “da fuochi d’artificio” ci sono davvero dietro la notte del 31 dicembre? I dati storici 2015–2024 sulle persone denunciate e arrestate per reati legati ai fuochi d’artificio mostrano una curva che negli ultimi anni sale e nel 2024 tocca i valori più alti della serie.

Il massimo storico nel 2024

La curva delle denunce segue un andamento irregolare fino alla svolta finale. Nel 2015 sono 317, poi scendono a 216 nel 2016, risalgono a 242 nel 2017 e tornano sotto quota duecento nel 2018 (197), prima di risalire a 277 nel 2019. Nel 2020 il numero cala a 180, nel 2021 resta su 188 e nel 2022 risale a 273. Il cambio di passo arriva negli ultimi due anni: 304 denunce nel 2023 e 386 nel 2024, il valore più alto dell’intera serie. Nel mese di dicembre 2025 invece sono state denunciate 330 persone.

Anche sul fronte degli arresti il segnale è simile. Dopo i 26 casi del 2015, il dato oscilla tra 30 e 51 fino al 2019 (38 nel 2016, 30 nel 2017, 45 nel 2018, 51 nel 2019). Nel triennio successivo resta sotto quota cinquanta: 48 nel 2020, 37 nel 2021 e 35 nel 2022. Nel 2023 risale a 50 e nel 2024 segna un salto netto, con 88 arresti, picco storico della serie. A dicembre 2025 gli arresti sono stati invece 45.

Sequestri di materiale pirotecnico

Dicembre è il mese in cui il pirotecnico entra in modalità “alta stagione”: vetrine, bancarelle, acquisti last minute. Senza contare poi tutto il mercato nero, quello che rimane fuori dai radar e che porta maggiori danni. Ma quanta merce finisce nei sequestri prima ancora di arrivare a Capodanno?  Nel corso delle attività di controllo svolte dalle Forze di Polizia nel mese di dicembre 2025 è stato sequestrato un ingente quantitativo di materiale pirotecnico: 57.251 kg di manufatti appartenenti alla IV e V categoria del Testo unico delle Leggi di Pubblica sicurezza e 43.029 kg di prodotti con marcatura CE.

A questi ingenti sequestri si aggiungono 30.688 chilogrammi di materiale illegale o non riconosciuto, perché non conforme alle norme di sicurezza o privo delle necessarie certificazioni. I sequestri hanno riguardato anche 929.454 parti di articoli pirotecnici di varia natura, 776 capsule innescanti, 8 detonatori e 3.135 chilogrammi di polvere da sparo. Accanto ai fuochi d’artificio, a conferma anche di alcune immagine che sono circolate sui social, sono stati sequestrati 306 strumenti lanciarazzi, 15 armi comuni da sparo e 8.721 munizioni. Perché non è un vero Capodanno se non festeggi accendendo un bel lanciarazzi o sparando in cielo con la pistola…

Fabbriche e controlli sugli esplosivi

Nel mese di dicembre 2025 le Forze di Polizia hanno intensificato i controlli lungo tutta la filiera della vendita e detenzione di esplosivi. Sul territorio nazionale risultano 1.672 attività censite, tra fabbriche, depositi ed esercizi di minuta vendita. I controlli hanno interessato 4.568 esercizi, con 167 sanzioni complessive.

Nel dettaglio, su 86 fabbriche presenti ne sono state controllate 39, con un solo provvedimento sanzionatorio. Più rilevanti i numeri dei depositi: 235 presenti, 96 controllati e 2 sanzionati. La quota maggiore riguarda gli esercizi di minuta vendita, 1.351 sul territorio, di cui 861 controllati e 27 sanzionati. A questi si aggiungono i controlli sugli esercenti senza licenza, pari a 3.572 verifiche, che hanno portato a 137 sanzioni, confermando come l’irregolarità si concentri soprattutto fuori dai canali autorizzati.

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Capodanno 2026: qual è il bilancio ufficiale?
Capodanno 2026: 1 morto a Roma e 283 feriti. Ricoverati 54; 12 feriti da arma da fuoco. Prognosi ≤40 giorni: 245; prognosi >40 giorni: 50.
Quanti minori sono rimasti feriti nel 2026?
Tra i 283 feriti, 68 sono minori: -24,4% rispetto ai 90 del 2025. Il calo c’è, ma il coinvolgimento dei più giovani resta un problema strutturale.
Come cambia la serie storica dei feriti 2016–2026?
Serie feriti 2016–2026: 190, 184, 212, 216, 204; nel 2021 scendono a 79. Poi 124 (2022), 180 (2023), 274 (2024), 309 (2025), 283 (2026).
Quanto vale il comparto pirotecnico in Italia?
In Italia il comparto conta oltre 2.000 imprese e più di 10.000 addetti. Il giro d’affari annuo, includendo l’indotto, è stimato in 600 milioni di euro.
UE 2024: quali sono i numeri di import, export e produzione?
UE 2024: consumi 105.000 t (+20%). Import 160.000 t (+11%, record), export 60.000 t (-28%). Produzione 4.600 t (-81,7%). Prezzo import: 3.935 $/t.
Controlli e sequestri: cosa emerge da dicembre 2025?
Dicembre 2025: 330 denunce e 45 arresti. Sequestri: 57.251 kg IV–V, 43.029 kg CE e 30.688 kg illegali; 3.135 kg polvere da sparo. Controlli 4.568, sanzioni 167.