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Il motivo? Ha un’età media più bassa delle altre. La Liguria è la più beneficiata

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Il finanziamento della sanità nel 2020 è diventato un tema scottante, per ovvi motivi. Non è un caso che quest’anno, quindi, si sia realizzato il maggiore aumento nello stanziamento del Fondo Sanitario Nazionale dal 2008, anno dopo il quale la crisi ha imposto incrementi molto lievi, a volte inferiori alla crescita del Pil. E’ arrivato a 118 miliardi e 71 milioni includendo anche 1,4 miliardi vincolati solo all’emergenza Covid. Si tratta di un aumento di 3,6 miliardi sul 2019. Quelli precedenti, almeno dal 2009 in poi, non erano mai arrivati a 1,5 miliardi.

Di questi, escludendo la spesa straordinaria per il Covid, e quella che verrà erogata a livello nazionale, la grandissima maggioranza, 113 miliardi e 361 milioni, sono destinati a essere ripartiti tra le regioni, visto che dopo la riforma del Titolo V della Costituzione la sanità è di fatto competenza regionale. Non dobbiamo dimenticare che il Fondo Sanitario Nazionale è la maggiore fonte di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.

Questa cifra è stata infatti decisa dal governo su accordo con la Conferenza delle Regioni in marzo, ma sulla suddivisione di tale somma tra queste sono sorte polemiche, perché effettivamente la cifra che viene ricevuta pro-capite non è omogenea a livello nazionale.

La quota premiale è solo di 291,6 milioni

Di fatto l’unico criterio conosciuto utilizzato dallo Stato per la suddivisione è quella dell’età media, considerando che c’è sì, una quota premiale, prevista per le regioni più virtuose, ma ammonta per il 2020 solo a 291 milioni e 648 milioni, in sostanza lo 0,25% del totale. Questi pochi milioni sono tra l’altro distribuiti in teoria a chi avesse realizzato una Centrale regionale per gli acquisti ma di fatto previ accordi transitori (ogni anno prorogati) si usa un criterio di riequilibrio che del merito non tiene conto.

E l’età, criterio principe, fa in modo che a essere la regione che riceve di più per abitante sia la Liguria, del resto quella con l’età media maggiore in Italia, 48,66 anni. Si tratta di 2.023,4 mila euro a testa. In fondo la Campania, con 1.837,4 euro, il 9,2% in meno, e non a caso è la regione che ha l’età media minore, di 42,47 anni. Questa è determinata da un tasso di fertilità storicamente  più alto della media, anche se negli ultimi anni in realtà incide di più una mortalità più alta, e una durata della vita media più bassa che nel resto del Paese.

Come viene finanziata la sanità?

Sotto la media italiana di 1.881,7 euro pro capite ci sono le regioni più popolose. Oltre alla Campania anche la Sicilia, con 1.857,3 euro a testa, la Lombardia, con 1863,3, il Lazio, con 1866,4 euro. Sono infatti anche queste tra le regioni più giovani, oltre che per un maggiore tasso di natalità e di mortalità, anche, in alcuni casi, per una presenza importante di immigrati. A fianco di queste regioni ci è anche il Trentino alto Adige, che per ogni cittadino riceverebbe 1839,3 euro. Dopo la Liguria invece tra le più favorite ci sono Molise, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, regioni con più anziani, non a caso.

Questo criterio di ripartizione è sotto attacco, perché le necessità sanitarie non dipendono solo dall’età media, seppur importante. Il Ministero della Salute vorrebbe utilizzarne anche altri, come l‘effettivo stato di salute della popolazione, la presenza maggiore o minore di patologie, mentre il ministro Speranza ha dichiarato di voler usare l’indice di deprivazione, perchè la domanda di cure aumenta tra i più poveri, ma per ora non si è trovato un accordo, e le polemiche sono destinate a continuare

I dati si riferiscono al 2020

Fonte: Conferenza delle Regioni, ISTAT

Leggi anche: Cos’è successo alla spesa sanitaria negli ultimi anni?

 

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