La Catalogna vota col portafoglio in mano

Oggi la consultazione per rinnovare il Parlamento della regione più ricca della Spagna

Le elezioni di oggi in Catalogna potrebbero aprire la strada alla secessione dalla Spagna. Non si tratta di un referendum sull’indipendenza della regione autonomista, dato che la Costituzione iberica non lo consente, bensì di ordinarie consultazioni per rinnovare il parlamento catalano e il governo della Generalitat. Tuttavia, il presidente uscente Arturo Mas le ha trasformate in un voto sull’uscita della Catalogna dalla Spagna, assicurando che in caso di maggioranza assoluta dei seggi avvierà il processo di secessione da Madrid da attuarsi in appena 18 mesi.

Un lavoro per tutti

A determinare il risultato sarà soprattutto l’economia: la Catalogna è la regione più ricca di tutta la nazione di cui rappresenta da sola un quinto dell’economia e il 16% della popolazione. Il grafico sulla disoccupazione, pubblicato qui sopra, parla da solo: seppure il dato sia in calo sia a livello statale che regionale, in Catalogna nel primo trimestre 2015 il tasso di disoccupati era di oltre 3 punti inferiore a quello statale, con la forbice allargatasi nel tempo.

Il Pil di entrambi viaggia comunque verso una crescita di quasi il 3% annuo dopo la pesante crisi durata fino al 2013. Per i catalani, a trainare la ripresa è soprattutto il settore delle costruzioni, passato da -17% a livello di Pil nel 2012 all’attuale +5%. Ma se potessimo correre da soli senza zavorre di alcun tipo, ragionano a Barcellona, le prestazioni potrebbero essere ben altre.

I dati si riferiscono al: 2012-2015

Fonte: Idescat

 

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