Quanto guadagna un avvocato: tutti i numeri

L’equo compenso fissa i minimi retributivi. Ecco quelli ufficiali per i legali

Cavallo di battaglia di una buona parte della maggioranza di governo, l’approvazione della legge sull’equo compenso era attesa, ed ora è realtà: i professionisti iscritti ai moltissimi ordini presenti in Italia non potranno essere pagati meno di un minimo. Parliamo di una legge che stabilisce quanto guadagna un avvocato, un notaio, un commercialista, un ingegnere e molti altri, praticamene tutti coloro che fanno parte di un ordine professionale. La legge riguarda, però, anche tutte quelle professioni cosiddette non ordinistiche, dai fisioterapisti agli amministratori di condominio, dai fotografi ai podologi. Per loro i parametri saranno fissati da un decreto apposito del Mimi, ovvero del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Ma quanto è il minimo che si deve pagare per rimanere in regola? E quale tipologia di cliente deve rispettarlo? L’esempio più eloquente da fare è quello degli avvocati, sia perché sono tra i professionisti più noti e con cui è più comune interagire, sia perché si tratta dell’unico ordine per cui i parametri dell’equo compenso sono stati aggiornati di recente, con il Decreto Ministeriale 147 del 2022.

Ecco quanto guadagna un avvocato

Va innanzitutto chiarito che le tariffe minime non si applicano verso il comune cittadino, e neanche verso la piccola e micro impresa, ma, secondo la legge, solo verso alcune categorie di clienti. Sono la Pubblica Amministrazione, le società a partecipazione pubblica, le banche e le assicurazioni e tutte le aziende che abbiano ricavi superiori ai 50 milioni di euro o più di 50 dipendenti.

Nonostante in Italia le imprese di piccole dimensioni, spesso familiari, e gli autonomi siano moltissimi, più che in altri Paesi europei, questo vuol dire che gran parte del giro d’affari dei professionisti, iscritti o meno agli ordini, è comunque soggetto ai parametri dell’equo compenso.

Le variabili all’equo compenso

Quali sono? Nel caso degli avvocati le variabili sono moltissime, e tutto dipende essenzialmente da tre elementi, la tipologia di causa, la fase della controversia e il valore economico in gioco. Nella nostra infografica esaminiamo il minimo spettante nella fase iniziale, quella di studio della vertenza, e in cui a essere coinvolti non sono più di 1.100 euro, o di 5.200 nel caso di alcune cause più onerose. Si tratta, insomma, di quelli che dovrebbero essere le tariffe più economiche.

La cifra più bassa è quella pagata all’avvocato che esamina controversie presso il giudice di pace. Sono quelle che per la legge riguardano dissidi su beni dal valore non superiore ai 30mila euro. Molto spesso davanti a questo magistrato vanno le classiche liti condominiali e tra vicini, in teoria più semplici. Ebbene, nella fase iniziale, se la contesa è su cifre inferiori a 1.100 euro, la parcella può essere anche solo di 68 euro.

quanto guadagna un avvocato

Quanto guadagna un avvocato per un decreto ingiuntivo

Si sale, e di molto, nel caso in cui la causa sia di tipo monitorio, o ingiuntiva. Si tratta dei procedimenti nei confronti dei debitori inadempienti, che non ottemperano a una obbligazione o a un pagamento. Se quest’ultimo è inferiore a 5.200 euro la parcella è di 473 euro e include anche il lavoro per le fasi successivo allo studio della vertenza, quindi la richiesta di ingiunzione e di pignoramento al giudice. Alto, di 425 euro, anche il compenso minimo per le cause di volontaria giurisdizione inferiori ai 5.200 euro. Sono quelle che non coinvolgono contenziosi, ma la tutela di diritti. È il caso, per esempio, dell’amministrazione di sostegno.

Per i procedimenti cautelari o le cause di lavoro di minor valore per la fase iniziale si deve pagare almeno 210 euro, mentre si scende a 179 per i procedimenti davanti alla Corte dei Conti, a 142 per quelli di fronte alla Corte di Appello e a 131 se si tratta di giudizi ordinari o riguardanti la previdenza.

Naturalmente tutte queste cifre salgono molto se aumentano i valori coinvolti e, spesso, anche se il lavoro dell’avvocato si svolge nella fase decisionale della causa. Un esempio? L’equo compenso per il lavoro dell’avvocato nella parte finale di un contenzioso previdenziale riguardante una grande impresa e che coinvolga mezzo milione di euro di contributi arriva a 7.865 euro. Queste sono le cifre minime. Nella grande maggioranza dei casi, soprattutto se la vertenza è importante e vede come protagonista grandi aziende che si servono di avvocati di fiducia con grande esperienza, gli onorari sono molto più alti di questi parametri.

Quanto guadagna un ingegnere

L’equo compenso degli altri professionisti iscritti agli ordini, al contrario degli avvocati, è ancora fermo al decreto ministeriale 140 del 2012. Questo regola, per esempio, gli emolumenti minimi per i notai. Per gli atti immobiliari che riguardano costruzioni che non superano il milione di euro di valore devono essere pagati l’1,1% del prezzo di vendita, quindi se quello di una casa è di 200mila euro la parcella sarà di 2.200 euro.

La quota applicata scende all’aumentare di tale valore. Se è tra i 3,5 e i 5 milioni diventa dello 0,14%. Il sistema delle percentuali riguarda anche gli atti mobiliari e quelli societari. Per esempio sulla costituzione di un’azienda del valore di 5 milioni il notaio deve ricevere almeno lo 0,16% di questa cifra, ovvero 8mila euro.

Quanto guadagna un architetto

Lo stesso decreto regola anche il compenso professionale di architetti e ingegneri, secondo parametri molto più complicati di quelli riguardanti avvocati e notai. Entrano nell’equazione non solo il valore dell’opera, ma anche il grado di complessità, la presenza di indagini idrauliche, sismiche, geotecniche, ecc e si devono considerare gli interventi di edilizia vera e propria, quelli strutturali, all’impianto elettrico, e altro ancora.

Il Governo stesso aveva presentato nel decreto un esempio riguardante un’opera del valore totale di 400mila euro, mostrando come con l’inclusione di tutte le analisi e indagini accessorie si arriva a un equo compenso di 7.631,2 euro per gli architetti e gli ingegneri che vi hanno lavorato.

Queste cifre però sono obsolete di 11 anni, e non tengono conto dell’aumento dell’inflazione che ha colpito in particolare il settore dell’edilizia. La determinazione dei nuovi parametri sarà certamente terreno di confronto accanito tra le parti sociali.

Firma: Gianni Balduzzi

Data: 13/04/2023

I dati risalgono al: 2012-2022

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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