La media è 40.180 euro, le donne pagate molto meno solo 25mila euro annui
Provate a guadagnare il 33% in meno dello stipendio di una persona che fa esattamente il vostro identico lavoro, non è una bella sensazione vero? Per i giovani avvocati, categoria che guadagna bene ma dove i giovani guadagnano circa un terzo in meno rispetto ai colleghi più anziani, questa è la regola. Tuttavia la “gavetta” ha il suo peso e quindi questo stato delle cose è, se non condivisibile, almeno comprensibile. Discorso diverso invece per le avvocatesse e non solo per quelle giovani che, come mostra l’ultimo rapporto Censis, sono estremamente penalizzate sotto il profilo economico: un avvocato donna guadagna infatti poco più della metà rispetto alla media nazionale, 25 mila euro contro i 40.180 euro della controparte maschile.
Nel grafico in apertura lo stipendio di un avvocato in base alla fascia di età: i più ricchi sono i 65-69enni, che hanno un reddito di 66.682 euro. I redditi calano tra chi ha 70 anni e più, ma in questo caso è facile comprendere come vi sia una riduzione dei ritmi di lavoro con l’avanzare dell’età, anche per chi rimane attivo.
In Italia un avvocato ogni 248 persone
A influire su questa grande variabilità vi è molto probabilmente anche il numero particolarmente elevato di legali in Italia. Sono iscritti alla Cassa Forense in 241.830. Vuol dire che in Italia c’è un avvocato ogni 248 persone. Rispetto al 2020 si osserva una riduzione degli iscritti pari a 3.200 unità (-1,3%). Gli avvocati attivi sono 4,1 ogni 1.000 abitanti. La distribuzione per genere vede una leggera prevalenza maschile con il 52,3% sul totale.
Quanto guadagna un avvocato in Italia
Se cercate una categoria di lavoratori (autonomi) nella quale ci siano enormi differenze di reddito, quella degli avvocati fa al caso vostro. Partiamo dalle differenze di reddito in base all’età. Quella degli avvocati non è una categoria particolarmente anziana, se paragonata ad altre. Poco meno di sei avvocati su dieci hanno un’età inferiore ai cinquant’anni, mentre gli over 60 coprono una quota di poco superiore al 15%. Il dato porta l’età media degli iscritti a 48,7 anni e quella degli iscritti attivi a 47,2 anni. I più giovani, però come abbiamo visto, hanno un peso molto piccolo se passiamo a guardare i loro guadagni.
Gli italiani preferiscono rivolgersi agli avvocati con più esperienza
Perché queste differenze? Una risposta viene da un sondaggio svolto sempre dal Censis che ha chiesto agli italiani quali siano gli aspetti che influenzano maggiormente al scelta di un avvocato. Il 59,1% afferma che l’anzianità professionale ha è il fattore in assoluto più importante quando si deve scegliere il legale. Per il 52,3% conta anche il prestigio, del resto quasi sempre collegato all’esperienza.

Quanto guadagna un avvocato al Sud
Altre differenze? Sì. Vediamo quanto guadagna un avvocato al Sud dove i redditi sono significativamente inferiori rispetto a quelli delle regioni centrali e settentrionali. I legali meridionali guadagnano mediamente 24.125 euro all’anno, contro i 57.600 di quelli che esercitano al Nord e i 44.245 di coloro che lavorano al Centro. Ai due estremi vi sono la Lombardia, dove l’avvocato medio denuncia ben 70.154 euro, e la Calabria, dove i redditi scendono a 19.796.
Dove ci sono imprese si guadagna di più
Non è chiaro se e quanto possa influire su questi numeri l’evasione fiscale, che nell’ambito del lavoro autonomo secondo il Ministero dell’Economia è particolarmente alta, e concentrata in particolare nelle regioni del Mezzogiorno. Certamente a determinare queste enormi disuguaglianze sono le diverse condizioni di sviluppo, che, per esempio, fanno in modo che in alcune aree del Paese gli avvocati possano avere clienti decisamente più facoltosi, come molte imprese.
Quanto guadagna un avvocato donna
Tra le ragioni dei bassi guadagni per le donne vi è in parte anche la differenza di età: il peso delle donne sul totale degli iscritti è infatti inversamente correlato all’età anagrafica, con una maggiore presenza femminile in tutte le classi d’età inferiori ai 55 anni. In relazione al totale degli avvocati con un’età inferiore ai 35 anni, infatti, il 59,1% è rappresentato da donne.
Le donne sono più numerose al Centro-Nord
Siamo, quindi, di fronte ai lasciti di un’epoca in cui a intraprendere questa professione erano quasi solo gli uomini, e ci vorrà tempo prima che anche tra i “principi del foro”, quei legali con decenni di esperienza, con elevato prestigio e parcelle importanti, vi sarà parità di genere. Le differenze di reddito saranno minori? Non lo sappiamo, forse in realtà non basterà l’incremento del numero di avvocate. Basti osservare che ora le poche donne over 60, quindi con una lunga anzianità, che svolgono questa professione hanno comunque introiti che sono meno della metà di quelli degli uomini. Sicuramente aiuterà la distribuzione geografiche delle avvocate. Queste sono più dei colleghi uomini proprio al Nord e al Centro, dove i guadagni sono maggiori.
I dati si riferiscono al: 2021
Fonte: Censis, Cassa Forense
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