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 In Politici

I voti però non sono finiti: nei prossimi mesi si eleggono altri 6 presidenti di regione

Le elezioni regionali del 2020 non sono affatto finite. Tra maggio e giugno si voterà in Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Puglia e Campania. Le elezioni in Emilia Romagna e Calabria si sono concluse con la conferma di Stefano Bonaccini (Pd) nel primo caso con il 51,4% e con il successo di Jole Santelli, candidata di Forza Italia, in Calabria con il 56%. I risultati del voto del 26 gennaio cambiano, così, anche la geografia dei presidenti di regione: adesso il centrodestra è in vantaggio per 12 governatori a 6.

La mappa dei governatori

Il centrodestra batte il centrosinistra nelle regioni italiane. Come si vede nel grafico in alto, ne governa 12 contro le 6 del centrosinistra (esclusi dal conteggio Trentino e Valle d’Aosta). Si devono, però, segnalare due tendenze degli ultimi anni. Il Movimento 5 Stelle non ha mai ottenuto nelle elezioni regionali lo stesso successo delle politiche o nelle votazioni amministrative di alcune grandi città. La Lega, invece, è stata protagonista di una vera e propria avanzata, a partire dal 2010 quando ha conquistato in un colpo solo Piemonte e Veneto. Nel 2013 ha preso in mano le tre principali regioni del Nord Italia: Piemonte, Lombardia e Veneto. E adesso ne controlla 4: Lombardia, Veneto, Umbria e Friuli-Venezia Giulia. Le altre in mano al centrodestra sono Piemonte, Liguria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sardegna e Sicilia.

Il centrosinistra guidato dal Pd al momento governa 6 regioni italiane: Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana, Campania. E tra queste possiamo inserire anche la Puglia: il governatore Michele Emiliano è uscito dal partito, ma quando ha vinto le elezioni lo ha fatto sotto le bandiere del Pd. Nel conteggio non vanno inserite Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta: il motivo è semplice: sono guidate da esponenti di partiti locali. Il primo è un caso unico: non vengono fatte elezioni regionali, ma i consiglieri regionali sono i consiglieri delle province di Trento e di Bolzano. L’incarico di governatore viene ricoperto a turno da presidente di una delle due province. Al momento è Arno Kompatscher del Südtiroler Volkspartei. Il presidente della Val d’Aosta, invece, è Antonio Fosson di Union Valdôtaine. E’ un partito di ispirazione autonomista che ufficialmente non fa parte di nessuna coalizione, ma in passato ha fatto parte del centrosinistra.

Elezioni regionali in Calabria, Campania e Puglia

In Campania il Movimento 5 Stelle parte favorito considerando che alle europee ha conquistato il 34% dei voti. E, pure qui, resta la possibilità di un’alleanza Pd-M5S, anche se il presidente uscente Vincenzo De Luca ha sempre escluso questa eventualità. Ci sarà, comunque, più tempo rispetto alla Calabria: si vota in primavera, molto probabilmente a maggio. E anche in Puglia si voterà in primavera. Il presidente uscente, Michele Emiliano, è uscito dal Pd ma punta ad avere il supporto di tutto il centrosinistra.

Elezioni regionali in Toscana, Marche, Veneto e Liguria

Qui si vota tra maggio e giugno. Toscana e Marche sono le due roccaforti rosse. Sia il toscano Enrico Rossi che il marchigiano Enrico Ceriscoli sono diventati presidenti delle con un successo netto. Nel frattempo, però, gli altri partiti, in particolare quelli del centrodestra, sono cresciuti voto dopo voto. Diverso è il discorso che si può fare per Veneto e Liguria. Nella prima Luca Zaia sta per chiudere il secondo mandato (non è escluso un terzo). In Liguria il presidente uscente, Enrico Toti, ha fondato un suo partito, Cambiamo!, ma potrebbe essere il candidato del centrodestra.

I dati si riferiscono al: 2019 

Fonte: Ministero dell’interno 

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