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La regione sarà ancora “rossa”? Vediamo cosa dicono i principali indicatori

La Toscana forse per la prima volta nella propria storia politica è sotto i riflettori in occasione delle elezioni regionali. Non era mai accaduto che l’esito di queste fosse in bilico, dopo decenni di vittorie quasi scontate solo di una parte. Riuscirà la leghista Susanna Ceccardi a scalzare il “potere rosso” battendo il candidato del Pd Eugenio Giani?

I fattori che potrebbero determinare come andranno queste consultazioni sono naturalmente moltissimi, e diversi non hanno molto a che fare con dinamiche locali, ma classicamente l’economia del territorio conta. E gli ultimi dati ci dicono che in questa emergenza Covid rischia di colpire la Toscana più delle media italiana.

Secondo le indagini della Banca d’Italia la porzione di aziende toscane che hanno subito i più gravi cali di fatturato nel primo trimestre del 2020, superiori al 30%, è maggiore di quella che si ritrova nel resto d’Italia, e soprattutto nel resto del Centro. Se nell’industria è del 40,9% contro il 41,1% in Italia e il 37,6% nel Centro, nei servizi, in cui vi sono la grande maggioranza delle aziende e dei lavoratori, si sale in Toscana al 54,6%, a confronto del 50,1% nazionale e del 47,1% dell’Italia Centrale.

La Toscana recupera con una percentuale molto più piccola, sempre nei servizi, di imprese con un calo tra il 20% e il 30%, solo del 4,5%, ma di nuovo è superiore alla media italiana quella di chi ha subito un crollo tra il 10% e il 20%.

E’ probabile che incida la maggiore importanza nella regione del commercio e del turismo, che hanno subito il lockdown più dell’industria alimentare, per esempio, che però infatti è più presente in altre aree rispetto a quella toscana.

Una regione di base più ricca e meno diseguale

L’economia toscana è da sempre più florida del resto d’Italia, e questo si vede da numerosi indicatori, primi fra tutti quelli riguardanti il lavoro. Il tasso d’occupazione, del 66,8% all’inizio di quest’anno, è di molto superiore a quello italiano, inferiore al 60%, così come quello di disoccupazione, al 6,7%, è inferiore di almeno tre punti. La Toscana non soffre quegli altissimi tassi di inattività che colpiscono invece il Mezzogiorno.

Tra le conseguenze vi è il fatto che la percentuale di individui che vivono in famiglie senza fonti di reddito era nel 2019 solo del 5%, contro il 9,9% medio italiano. Si tratta di un valore che come nel resto del Paese era superiore a quello del 2009, prima della Grande Crisi, ma inferiore a quello del 2015, all’inizio della ripresa. Un po’ per tutti, ma non per gli uomini e i 56-64enni, che in Toscana invece sono divenuti più poveri negli ultimi anni.

Anche l’indice di Gini, che misura la disuguaglianza, in regione è inferiore a quello del resto del Paese. E’ di 0,28 complessivamente e di 0,25 nel caso delle famiglie lavoratrici, contro valori nazionali rispettivamente di 0,35 e 0,28.

Economia toscana però in declino gli ultimi anni

Maggiore benessere economico e coesione sociale, dunque, che però appaiono più l’eredità di fortune passate che di quelle attuali. Nel 2020 secondo Banca d’Italia che riporta stime di Prometeia, il calo del PIL dovrebbe essere del 10%, superiore a quello nazionale che in base alle previsioni del governo dovrebbe fermarsi poco sopra l’8%.

Già nel 2019 la crescita era stata appena del 0,1%, inferiore rispetto alla pur asfittica crescita nazionale del 0,3%.

Che in Toscana il recente declino economico italiano abbia colpito più duro è evidente anche dai dati sulla ricchezza delle famiglie. Nel 2018 quella netta era di 177 mila euro pro-capite, che era sì superiore al valore italiano di 156.700, ma mentre nella regione il calo rispetto ai 191.100 euro del 2008 era stato di 34.400, in Italia si era limitato a 2.900.

Così anche il dato della ricchezza sul reddito disponibile: in Toscana è di 8,4 volte maggiore, in Italia di 8,1, nel 2008 tuttavia i multipli erano rispettivamente di 9,3 e 8,4.

Il progressivo e lento consumo della ricchezza che è in atto in Italia dalla crisi del 2009-2013 appare accelerato in Toscana. Dal punto di vista economico un osservatore se vorrà potrà guardare sia al bicchiere mezzo vuoto della minore crescita e dei patrimoni in declino più veloce o di quello mezzo pieno del benessere e del lavoro che fino a pochi mesi fa non mancava.

I dati sono del 2018-2020

Fonte: Banca d’Italia 

Leggi anche: Emilia Romagna, diminuisce la ricchezza

 

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