Alle urne 350 milioni di cittadini, attesa affluenza per la prima volta sotto il 50%
Tra il 6 e il 9 giugno 2024 più di 350 milioni di cittadini nei 27 Stati membri dell’Ue voteranno per eleggere il prossimo Parlamento europeo. Quest’anno verranno eletti 720 eurodeputati, quindici in più rispetto alle elezioni del 2019 che hanno determinato gli attuali 705 membri del Parlamento europeo. Guadagnano due deputati Spagna, Francia e Paesi Bassi e uno a testa Austria, Belgio, Lettonia, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Slovacchia, Slovenia e Polonia. La ragione di questo aumento dei seggi nell’emiciclo di Bruxelles è garantire una rappresentanza più equa dei cittadini che riflette i cambiamenti demografici negli Stati membri, nessuna modifica per l’Italia che mantiene i suoi settantasei deputati.
Il Paese con più eurodeputati
Il Paese con più eurodeputati è la Germania, ne conta 96 con il Partito Popolare Europeo (PPE) che attualmente rappresenta la maggior parte dei deputati tedeschi in Europa, sono 30 tra le sue fila. Dopo viene la Francia con 79 (ma diventeranno 81) eurodeputati, la maggior parte degli eurodeputati francesi aderiscono al partito Renew Europe. Al terzo posto per eurodeputati c’è l’Italia: i politici del nostro Paese in Europa sono 76, la maggior parte aderisce al partito Identità e Democrazia. Nel grafico in apertura la ripartizione dei seggi per ogni Paese dell’Unione Europea. Parallelamente le stime mostrano che il maggior numero di elettori aventi diritto è previsto in Germania (65,1 milioni di persone), Francia (50,7 milioni) e Italia (47,3 milioni). I numeri più bassi di elettori sono attesi a Malta (0,4 milioni), Lussemburgo (0,5 milioni) e Cipro (0,7 milioni).
Astensionismo alle elezioni europee
Il rischio che queste elezioni rappresentino una “vittoria” storica per l’astensionismo è reale. Lo mostra la serie storica dell’astensionismo, in Italia, alle votazioni per eleggere gli eurodeputati a Bruxelless. Nel 1979, anno delle prime elezioni per il Parlamento europeo, l’affluenza era stata dell’85%, da allora c’è stato un costante declino: 82% (1984); 81% (1989); 73% (1994); 69% (1999); 71% (2004); 66% (2009); 57% (2014) e infine 54% nel 2019. Tuttavia, a livello di media europea l’affluenza è già scesa sotto il 50%, e non ci ha messo molto tempo, infatti dal 62% del 1979 l’affluenza dei cittadini è velocemente crollata fino al 49% del 1999 e allo “schianto” del 2014 dove si sono presentati alle urne solo il 42% degli aventi diritto.

Belgio primo per nuovi elettori, alle urne anche i sedicenni
Un’eventuale bassa affluenza alle urne, dovuta a protesta o indifferenza degli elettori, potrebbe essere contrastata da una forte partecipazione dei nuovi votanti. I Paesi con le quote più elevate di cittadini che voteranno per la prima volta sono il Belgio con il 9,8%, la Francia con il 9% e Cipro con l’8,7% di tutti gli aventi diritto al voto.
Elezioni europee 2024: i Paesi dove si vota a sedici anni
Tuttavia, se consideriamo il numero complessivo, la maggior parte dei nuovi elettori è attesa in Germania, dove sono chiamati per la prima volta alle urne 5,1 milioni di giovani cittadini, in Francia con 4,5 milioni di neo elettori e in Italia con 2,8 milioni. Oltre al Belgio, quest’anno anche in Germania si può votare già a 16 anni, era già possibile in Austria, in Malta e in Grecia. Tramite questo allargamento della platea di aventi diritto ci si attende di migliorare l’affluenza giovanile dell’ultima tornata, al 42%.
I principali partiti politici delle elezioni europee 2024
La coalizione di centrodestra del Partito popolare europeo (PPE) è attualmente la più numerosa a Bruxelles, il suo presidente è Manfred Weber del partito tedesco CSU, Unione cristiano sociale; anche l’attuale presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, è del PPE. Diretta avversaria del PPE è l’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D) di centrosinistra, capogruppo di questo schieramento è la politica spagnola di origine basca Iratxe García Pérez.
I Socialisti e Democratici (S&D) propongono come nuovo presidente della Commissione Ue, Nicolas Schmit, politico lussemburghese afferente al PSE (Partito socialista europeo) e attuale commissario europeo per il lavoro e i diritti sociali.
Una coalizione fortemente pro Europa, che riunisce tutti i partiti liberali europei non schierati con il PPE, è Renew Europe (RE), capogruppo di questo schieramento è la francese Valérie Hayer del partito Renaissance di Emmanuel Macron, oltre alla stessa Valérie Hayer questo schieramento propone come canditati di punta anche Marie-Agnes Strack-Zimmermann, tedesca membro del Partito dell’alleanza dei liberali e dei democratici per l’Europa (ALDE) e Sandro Gozi, italiano segretario generale del Partito democratico europeo (PDE).
I dati si riferiscono al: 2024
Fonte: Europarlamento, Eurostat
Autore: Davide Frigoli
Pubblicato il: 6 Giu 2024
Leggi anche: Welfare: l’Italia spende più di Germania e Regno Unito
Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.


