Le soglie di sbarramento per le elezioni europee 2019

Hanno tutti regole diverse. In Italia bisogna superare il 4%, in Francia il 5%, a Cipro l’1,8%

Sono elezioni “a seggi variabili”. Perché dire quando si vota alle elezioni europee del 2019 è complicato dato che le urne potranno essere aperte tra il 23 e il 26 maggio 2019 a seconda delle esigenze dei vari Paesi chiamati ad esprimersi. I 27 Paesi dovranno eleggere 705 parlamentari che resteranno in carica dal 2019 al 2024. Anche stabilire chi vincerà le elezioni europee non sarà semplicissimo: prima di tutto perché le consultazioni si terranno in giorni differenti nei vari Stati e poi perché la Gran Bretagna, in uscita dalla Ue, non parteciperà (forse) alle consultazioni e i suoi scranni saranno in parte destinati ad altri Stati membri dell’Unione.

Quando si svolgeranno le elezioni europee 2019

Ogni Paese sceglie i suoi rappresentanti secondo regole diverse che verranno applicate nel corso delle elezioni europee 2019. Non esiste una legge elettorale europea uguale per tutti. La mappa sopra mostra uno degli aspetti che più differenziano la rappresentatività di ciascun corpo elettorale nazionale: le soglie di sbarramento che è il quorum che deve essere superato dalle liste per accedere alla ripartizione dei seggi spettanti al proprio paese.

La mappa mostra i 14 i paesi europei che adottano le soglie di sbarramento per scegliere i parlamentari da spedire a Strasburgo e Bruxelles. Il limite massimo fissato è il 5% che deve essere superato dai partiti di Repubblica Ceca, Francia, Croazia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia.

Il 4% è il sogno dei piccoli partiti di Italia, Svezia e Austria. Il 3% deve essere invece superato in Grecia; l’1,8% a Cipro. Gli altri 13 Paesi che fanno parte dell’Unione, tutti di color ghiaccio sulla mappa, non impongono alle liste un quorum da raggiungere.

Elezioni europee, cosa cambia

Le soglie di sbarramento non sono però l’unica differenza tra gli stati alle prese con le elezioni europee 2019. Addirittura cambia tra i diversi Paesi l’età minima per decidere chi può candidarsi. Per 14 membri dell’Unione basta avere 18 anni per poter essere messi in lista e sfidare gli altri candidati a colpi di voti; per altri 10 è invece necessario aver compiuto almeno 21 anni. In Romania bisogna invece averne 23 e in due paesi 25. Quali? Grecia e Italia, dove l’età minima coincide con quella necessaria per candidarsi alle elezioni nazionali. Invece: chi vota alle elezioni europee 2109? Praticamente ovunque il limite per votare è quello dei 18 anni. Una curiosità: se si vuole sapere chi ha vinto le elezioni europee 2014, basta guardare questa cartina: in Italia il Pd è risultato essere il primo partito in tutte le Regioni e in tutte le province (tranne due appena).

Le elezioni europee all’estero

Un’altra differenza tra i Paesi europei consiste nel fatto che alcuni non permettono ai propri cittadini di votare dall’estero, come si vede nella tabella qui sotto.

Infine l’affluenza alle elezioni europee 2014. In Italia è stata del 58,7%, una delle più alte di tutta Europa, tranne Belgio, Lussemburgo e pochi altri piccoli Stati dove si è raggiunto il 90%.

I dati si riferiscono: elezioni europee del 23-26 maggio 2019

Fonte: Parlamento europeo

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