Il ballo italiano non esiste più: l’81,1% non lo fa mai

Solo il 21,9% dei giovani va in disco, i ragazzi (41,4%) più delle ragazze (32,4%)

I luoghi dove ballare hanno riaperto da poco meno di un mese, ma gli italiani non sono dei grandi habitué delle discoteche, delle balere o dei night club. Vanno infatti più spesso a teatro, al cinema, ai concerti. Nel 2020 l’81,1% del totale della popolazione italiana non è andato in discoteca o nelle balere nemmeno una volta. Sono perlopiù i ragazzi giovani tra i 25 e i 34 anni, come vedremo dopo, i portabandiera del ballo italiano: ci vanno almeno 7 volte o più nell’arco di un anno.

Perché il ballo italiano non esiste più

Abbiamo dovuto aspettare l’11 febbraio per la riapertura dei luoghi dove ballare in sicurezza rispettando tutte le norme vigenti per il contenimento del Covid19. Non sono mancate infatti le raccomandazioni dei vertici del Ministero della Salute a mantenere il distanziamento sociale, indossare la mascherina nelle discoteche e locali al chiuso e consentire una capienza massima del 75% se la discoteca è all’aperto e del 50% se al chiuso. Inoltre, per entrare in discoteca è richiesto il super green pass, cioè la certificazione verde rilasciata a chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino o è guarito dal Coronavirus.

Chi ha scelto di andare a ballare in epoca Covid

A seguito dell’emergenza pandemica, che forse ora finalmente potremo lasciarci alle spalle, i luoghi dove ballare nel corso del 2020 sono stati chiusi per mesi e mesi con duri colpi per i gestori dei locali a cui gli aiuti dello Stato sono arrivati ben tardi. È stato proprio il Covid19 ad aver limitato la libertà di tutti e anche la possibilità di divertirsi, di concedersi del tempo per svagarsi. Ma siamo sicuri che sia stato proprio il Coronavirus ad aver estinto il ballo italiano e fatto calare il numero di persone che hanno voglia di cercare luoghi dove andare a ballare il sabato sera? Come si vede nel nostro grafico, secondo i dati dell’Istat (calcolati su 100 persone della stessa età), nel 2020 solo il 21,9% dei giovani tra i 15-34 anni è andato più di 7 volte in discoteca durante l’anno. Ma già negli anni precedenti il numero era calato.

Si va a ballare fino ai 24 anni

Nel 2020 in particolare soltanto il 60,7% dei 18-19enni e il 57,1% dei 20-24enni ha frequentato una discoteca o un altro locale dove ballare almeno una volta nel corso dell’anno (presumibilmente ad agosto, quando le discoteche sono state riaperte). La partecipazione è fortemente calata invece dai 35 anni in poi e anche tra le donne. Queste ultime hanno mostrato una minore propensione ad andare nei luoghi dove ballare rispetto agli uomini (15,5% delle donne vs il 18,3% degli uomini).

Il ballo italiano è più maschile che femminile

Chi va quindi nei luoghi dove ballare e divertirsi in base al sesso? È sempre l’Istat a fornirci i dati: nel 2020 il 41,4% dei maschi di 25-34 anni sono andati a ballare rispetto al 32,4% delle coetanee. I numeri sono ben diversi, invece, nella fascia 11-17 anni. Il 28% delle ragazzine preferisce andare in discoteca rispetto al 21,7% dei ragazzini coetanei.

Gli over 65 tornano a ballare

Nel 2020 i frequentatori assidui dei luoghi dove ballare (cioè chi è andato a ballare almeno 5-6 volte) sono stati solo il 21,9%. Si è raggiunto un picco del 38,6% tra gli anziani over 65 e del 33,2% tra i giovani di 18 e 24 anni. Per questi ultimi non si è registrato un particolare divario a livello di geolocalizzazione tra l’Italia settentrionale e quella meridionale: 17,3% di “disco-dancer” abitano al Centro nord e 15,9% nel Mezzogiorno.

ballo italiano

Come aprire una discoteca

E per chi voglia correre un rischio d’impresa (visti i tempi duri) e aprire una discoteca, che cosa deve fare? Per aprire una discoteca occorre iscriversi al registro esercenti e al registro imprese della Camera di Commercio, ottenere la licenza pubblica di agibilità del locale e l’autorizzazione sanitaria.

A livello pratico,  prima di tutto occorre scegliere una location che sia distante dalle abitazioni (in modo che l’alto volume della musica non possa disturbare nessuno) ma in un punto facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi. Serve poi avere già di base un buon budget: il prezzo complessivo ovviamente varia a seconda dell’ampiezza del locale scelto, dalle spese da sostenere in caso di manutenzione degli impianti o per acquistare la strumentazione come cavi, consolle, casse o quelli necessari alla progettazione di bar e toilette, i costi del personale e per i diritti della Siae. Serve anche un team disposto a fare le ore piccole, ma l’elemento fondamentale è proporre un luogo dove ballare che si distingua dagli altri. Insomma, trovare una formula vincente per non essere l’ennesima discoteca sul mercato, visto che già in Italia ne abbiamo ben 1.057!

I dati si riferiscono al: 2020
Fonte: Istat

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