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Nell’Unione Europea sono oltre 9 milioni e un quarto sono tedeschi: colpa dei salari bassi?

Sono 340mila gli italiani che nel 2017 hanno svolto due lavori. Il dato è il più basso tra gli altri grandi Paesi europei.

Quanti hanno il doppio lavoro

Il grafico in apertura mostra i cittadini dei principali paesi dell’Unione che hanno dovuto procurarsi un doppio lavoro negli ultimi anni: dato che sono il popolo più numeroso d’Europa, ovviamente i tedeschi mostrano il numero assoluto più alto: 2 milioni e 236mila persone con un doppio impiego nel 2017. Strano, piuttosto, il fatto che gli italiani con due lavori siano solo un terzo rispetto ai francesi, visto che Italia e Francia hanno più o meno lo stesso numero di residenti.

A raccogliere i dati è l’Eurostat secondo il quale all’interno dell’Unione europea attuale – quindi Regno Unito compreso – ci sono 9,212 milioni di persone con un doppio impiego. 

La Germania patria del doppio lavoro

Quasi un quarto di loro vive e lavora in Germania. È uno degli effetti collaterali del mercato del lavoro tedesco dove i salari molto bassi: Truenumbers in questo articolo ha spiegato che in Germania c’è la più alta proporzione di lavoratori che percepiscono un salario inferiore ai due terzi dello stipendio mediano del proprio paese (ad esempio meno di 1.333 euro se lo stipendio mediano è 2.000).

Quanti con il doppio lavoro in Italia?

Il grafico qui in basso mostra l’andamento del doppio lavoro calcolato da Eurostat dal 1983 al 2017 in Italia. Secondo l’istituto di statistica europeo, nel 2017, sono state 339mila e 900 le persone con un doppio lavoro. A guardare i dati storici, la cifra non è affatto la più alta.

Il record, secondo Eurostat, si è raggiunto nel 2004 quando si contarono 471mila e 600 persone con il doppio lavoro, quasi quanto nel 1983 (427.700). Un dato interessante è quello del 2008 quando di italiani con il doppio impiego se ne contarono 439mila, praticamente 100mila in più rispetto ad oggi.

Cosa dice l’Istat sul doppio lavoro?

L’Istat non produce per il mercato italiano una statistica equivalente a quella Eurostat. Alcune ricerche focalizzate sull’Italia prodotte da istituti indipendenti sostengono che nel nostro paese di persone con il doppio lavoro ce ne siano oltre 3 milioni. Una bella differenza rispetto alla cifra europea, come è possibile?

In Italia, spiega l’Istat, si conta il numero dei singoli lavori effettuati, definite ‘posizioni lavorative’, e si contano persona per persona gli occupati in un determinato periodo di tempo. Nel 2017 risultavano 28 milioni e 664mila posizioni lavorative aperte per 25 milioni e 105mila occupati: più lavori effettuati che lavoratori impiegati.

Per questa ragione, secondo le ricerche effettuate da terzi, il numero delle persone con più di un lavoro sarebbe pari a 3 milioni e 559mila lavoratori. Una semplice sottrazione: 28,664 milioni meno 25,105 milioni.

Sebbene l’operazione sia immediata, non è affatto detto che quei tre milioni di lavoratori abbiano però beneficiato realmente di un doppio impiego. Tra loro, infatti, c’è chi in un intero anno risulta titolare di più contratti di lavoro a tempo determinato, in diversi periodi dell’anno.

Ad esempio, un bagnino può avere nei tre mesi estivi un contratto di lavoro in uno stabilimento balneare e durante il resto dell’anno può fare l’istruttore di nuoto in una piscina, sempre con un contratto di lavoro regolare. In un caso del genere il singolo occupato risulta titolare di due posizioni lavorative, senza svolgerne nessuna in contemporanea. Per questo, il bagnino dell’esempio, così come moltissimi altri lavoratori stagionali, non rientra nell’insieme dei 340mila italiani con il doppio lavoro contati da Eurostat.

I dati si riferiscono al 2017 

Fonte: Eurostat

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