É cresciuta, però, in Africa e America. L’Europa è l’area con meno differenze
Un luogo comune dice che nel la disuguaglianza nel mondo è aumentata negli ultimi decenni. Ma le statistiche in realtà dicono di no. I dati del World Inequality Database, che usano quelli ufficiali dei vari Paesi, mostrano come in media nel mondo la concentrazione dei redditi nelle mani dei più ricchi sia diminuita.
Quant’è la disuguaglianza sociale nel mondo
Nello specifico il reddito del 10% più ricco nel 2019 corrispondeva al 52% del totale. Nel 1999, 20 anni prima, al 56,4%, e nel 2000 al 56,6%. Vuol dire che i più ricchi continuano ad avere una porzione maggioritaria del reddito, in primis perché nella gran parte dei casi sono essi a generarlo con le loro aziende e il loro lavoro, ma questa porzione è in percentuale sul totale minore rispetto a quella della grande massa della popolazione.
Vuol dire anche che il reddito dei più ricchi è certamente aumentato, ma a un ritmo inferiore di quello della classe media e povera. Infatti secondo le stesse statistiche la quota di reddito in mano al 50% più povero è pure cresciuta, passando dal 7,8% al 9,4%
La disuguaglianza dei redditi in Italia e in Europa
Questa evoluzione è responsabilità del progressivo avvicinamento dei redditi del Primo e del Terzo Mondo grazie alla globalizzazione. I Paesi in via di sviluppo sono cresciuti decisamente di più, soprattutto se consideriamo Asia e Africa Subshariana, e i redditi dei più poveri, che in queste aree sono concentrati, sono aumentati di più di quelli di chi abita per esempio in Europa. A livello mondiale vi è stata una convergenza. Le cose però spesso cambiano se i guarda a quello che accade a livello dei singoli continenti considerando, quindi, la media della disuguaglianza dei singoli Paesi che li compongono. In questo caso l’Italia non aiuta l’uguaglianza dei redditi in Europa.
In America disuguaglianza economica in crescita
In media la stessa riduzione della disuguaglianza che vediamo a livello mondiale la osserviamo anche all’interno delle diverse aree del pianeta. Dove anzi nella maggior parte dei casi essendoci maggiore omogeneità tra i redditi di quella riscontrabile globalmente la quota di reddito in mano al 10% più ricco è generalmente anche minore.
Ma vi sono casi in cui invece i divari sono maggiori e/o sono aumentati. Le zone del mondo in cui i ricchi sono più ricchi sono il Medio Oriente e Nordafrica, l’Africa Subsahariana e l’America Latina. Nel primo caso il 10% più benestante possiede il 55,8% del reddito dell’area. È una percentuale sostanzialmente stabile dal 2010, mentre prima di allora si era verificata una riduzione. In America Latina il 10% più ricco possiede il 54,4% dei redditi, dato che non ha subito grandi cambiamenti, e in Africa Subsahariana il 55,1%, però in calo.
Si tratta di continenti in cui è molto importante il settore primario, agricolo o minerario, in cui vi è una ampia fascia di lavoratori non specializzati con salari molto bassi e senza diritti sindacali, che sono impiegati in ambiti in cui contemporaneamente vi è necessità di competenze generiche (su cui vi è molta concorrenza tra i lavoratori) ma che generano ampi margini a chi è nelle posizioni apicali, per esempio gli emiri del petrolio o i manager dell’agro-business e del settore minerario.
In Nordamerica la concentrazione dei redditi è minore, il 10% più ricco ne ha il 45,3% del totale, ma è più alta rispetto a quella del 1999 e dei primi anni 2000. Nel 2002 era del 41,5%, dato che si è accresciuto nei successivi 10 anni di circa 4 punti per poi rimanere stabile.
E probabilmente molte delle rivendicazioni e degli allarmi sulla presunta maggiore disuguaglianza mondiale molto devono a quanto accaduto in realtà soprattutto negli USA.
Andamento storico dei redditi in Europa
Al contrario l’Europa si conferma l’area meno diseguale del mondo, sia a Est che a Ovest, ma ancora di più nell’Europa Occidentale, dove il 10% più ricco possiede solo il 34,4% del reddito. Un valore abbastanza stabile dal 2007, dopo un piccolo aumento negli anni precedenti. A Est si arriva al 36,4%, anche qui all’incirca con la stessa traiettoria.
La presenza di una larga classe media e una larga fascia di lavoratori impiegati soprattutto nei servizi ha il suo ruolo, assieme alla presenza di politiche di welfare più incisive, per esempio nel campo delle pensioni.
Vi sono pochi paragoni anche con altre realtà in cui pure vi è stata una riduzione della disuguaglianza, come in Russia, arrivata a livelli quasi nordamericani, o l’Asia, che racchiude gran parte della popolazione mondiale e in cui il reddito in mano al 10% più ricco era più del 50% negli anni 2000 e nel 2019 era il 48,6%.
L’impatto della crisi economica legata al Covid potrà avere un impatto però, se sarà confermato che a essere più colpiti sono stati i lavoratori del commercio e del turismo, quelli normalmente con redditi inferiori.
I dati si riferiscono al periodo 1999-2019
Fonte: World Inequality Database
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