I dipendenti statali del Sud meno qualificati che al Nord

Al Nord i lavoratori pubblici con alte competenze sono il 38,1%, nel Mezzogiorno il 28,4%

Quanto sono qualificati i dipendenti statali? Il divario Nord-Sud rappresenta una delle peculiarità del sistema economico e sociale italiano, e non risparmia nessun ambito, neanche quello del lavoro pubblico secondo una recentissima indagine di Banca d’Italia. I dipendenti statali del Mezzogiorno, infatti, hanno mediamente minori competenze e svolgono professioni meno qualificate di quelli del Centro e soprattutto di quelli del Nord.

Questo accade nonostante da sempre lo Stato sia, tra i datori di lavoro, quello che assume in modo più omogeneo sul territorio nazionale. A dispetto di ciò, però, le differenze non mancano, almeno dal punto di vista delle mansioni e degli skill. Sono evidenti dalla nostra infografica, in cui viene mostrata la proporzione di dipendenti statali che ricadono nelle diverse categorie professionali.

Quali sono le competenze dei dipendenti statali

Il primo elemento che emerge è che se al Nord la maggioranza relativa di questi, il 38,4%, è caratterizzata da alte competenze, al Sud è l’opposto: qui una percentuale molto simile di statali, il 38,7%, possiede quelle che Banca d’Italia “low skills”. Come quasi sempre capita, il Centro è in una situazione intermedia, ma più vicina a quella del Nord del Paese. Del resto in questa macro-area è inclusa Roma: è nella Capitale che vi sono i gangli centrali dell’amministrazione pubblica, che tendono ad occupare più funzionari e personale maggiormente istruito rispetto alle sedi periferiche.

Chi sono e che professioni svolgono i dipendenti statali italiani

Banca d’Italia elenca le mansioni che i lavoratori pubblici svolgono utilizzando la classificazione delle professioni dell’Ilo, (International Labour Organization), che divide i dipendenti statali in otto tipologie. Tra queste tre sono tipiche di coloro che posseggono le competenze più elevate, ovvero le professioni tecniche e intermedie, quelle intellettuali e scientifiche e quelle dirigenziali.

Come è facile immaginare i dirigenti sono i meno numerosi, sia al Nord che al Centro che al Sud, dove sono rispettivamente il 2,6%, il 2% e il 2,3%. È invece la proporzione di dipendenti pubblici che svolgono professioni tecniche e intermedie a cambiare molto in base alle aree del Paese: è del 21,1% al Nord, del 14,7% al Centro e del 14,8% al Sud. Si tratta di una categoria molto vasta, all’interno della quale vi sono, per esempio, gli agenti del fisco o gli informatici che lavorano per l’Amministrazione Pubblica. È invece al Centro che vi sono più dipendenti statali occupati in professioni intellettuali e scientifiche. Anche se i divari geografici qui sono leggermente più ridotti si avverte anche in questo caso il ritardo del Mezzogiorno.

Un’avvertenza da fare è che però non sono però inclusi nella ricerca medici e insegnanti, visto che i comparti della scuola e della salute non sono inseriti in queste statistiche, che riguardano solo i lavoratori della Pa in senso stretto.

Uno statale su 5 svolge una professione non qualificata

L’altro ambito in cui si apprezzano le differenze tra le macro-aree del Paese è quello dei dipendenti statali con basse competenze. Come si diceva in precedenza questi sono più al Sud che al Nord, il 38,7% contro il 31,7%. Tra costoro la maggioranza svolge professioni definite dall’Ilo “non qualificate”. Si tratta, per esempio, di addetti alla pulizia, alla raccolta dei rifiuti, alla cura del verde. Nel Mezzogiorno sono il 20,7%, nel Settentrione il 16,2%, ma sono molti soprattutto al Centro, dove arrivano al 21,8%. Tra i “low skilled” vi sono anche quelli occupati nelle professioni nell’ambito dei servizi e del commercio. I lavoratori dello Stato che appartengono a questa categoria sono il 18% al Sud, il 15,5% al Nord, il 14,7% al Centro.

Quali sono le skills dei dipendenti pubblici

Sostanzialmente questi dati ci dicono che l’Amministrazione pubblica non è un mondo completamente disconnesso dal resto dell’economia del Paese, e al suo interno si replicano alcune delle differenze e delle disuguaglianze che colpiscono anche il settore privato. Queste naturalmente vanno a incidere anche sullo stipendio che i dipendenti statali percepiscono.

dipendenti statali

Nel Sud gli statali laureati sono il 24%, nel Centro il 34%

Alla base di questi divari vi sono quelli relativi all’istruzione dei lavoratori pubblici italiani. Tra di essi mediamente i laureati sono più del 30%, decisamente più di quelli che si trovano nel settore privato. Tuttavia se al Centro arrivano al 34% e al Nord al 31%, al Sud scendono al 24%. In quest’ultimo caso, infatti, la differenza rispetto ai dipendenti non statali è minore.

Facile pensare che su tali statistiche influisca l’altissimo tasso di emigrazione dei giovani meridionali verso il Nord. Emigrazione che interessa proprio i più istruiti, i laureati, appunto, oppure i ragazzi che vanno direttamente nelle università delle regioni settentrionali a studiare e non fanno più ritorno dopo il raggiungimento del titolo.

Dipendenti statali, al Nord le donne sono più che al Sud

Lo stesso report della Banca d’Italia sottolinea come a livello qualitativo le differenze tra i dipendenti statali delle diverse aree del Paese interessino anche altre dimensioni, come quelle di genere e di età.

Ovunque sono le donne ad essere maggioranza tra i lavoratori del pubblico, ma mentre al Nord queste arrivano ad essere i due terzi, al Sud si fermano al 55%. Questo divario è spiegato dal fatto che nelle regioni settentrionali il vantaggio di lavorare nello Stato, in termini di maggiori salari, è minore per gli uomini che nel Mezzogiorno. Gran parte di questi in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, ecc trovano condizioni migliori nel privato, cosa che non succede al Sud, dove vi è quindi una più grande competizione tra i generi per accaparrarsi un impiego nella Pubblica Amministrazione.

Questi dati sono anche l’effetto del gender gap presente nel settore privato, in cui gli stipendi delle donne sono mediamente così bassi da far preferire alle lavoratrici un posto nel pubblico.

I lavoratori pubblici del Sud sono più anziani

I dipendenti statali, poi, sono più vecchi della media, ma al Sud ancora di più. Qui quelli con più di 50 anni sono il 10% in più di quelli del Nord Italia. In questo caso, dice Banca d’Italia, la ragione va trovata in un’attività di turnover, di sostituzione dei pensionati con nuove leve, che è stata più attiva nelle regioni settentrionali.

Certamente hanno influito in questo frangente le maggiori difficoltà finanziarie delle amministrazioni locali del Sud, che non si possono permettere livelli di personale analoghi a quelli dei comuni o delle regioni del Nord. Tutto ciò costituisce una spinta all’emigrazione di giovani, cosa che, come in un tragico circolo vizioso, priva lo Stato di competenze e aggrava i divari tra Mezzogiorno e resto del Paese.

I dati si riferiscono al: 2019

Fonte: Banca d’Italia

Leggi anche: In Italia c’è un dipendente statale ogni 18 persone

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