Il piano del Recovery per la connettività e le opportunità per le aziende
L’Italia corre per colmare il digital divide. E lo fa sia coinvolgendo tutte i player nazionali, con le loro tecnologie, sia incassando i primi soldi provenienti dal Recovery Plan. Infatti, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano con un giudizio nel complesso positivo che sblocca il 13% del pre-finanziamento all’Italia.
Alla prima missione, quella inerente agli investimenti in tema di digitalizzazione, sono destinati nel complesso 50,07 miliardi di euro, 6,31 dei quali alle “Reti ultraveloci”. L’investimento ha lo scopo di portare la connettività a 1 Gbps a circa 8,5 milioni di famiglie, imprese ed enti nelle aree grigie e nere NGA a fallimento di mercato. Si punta quindi alla piena neutralità tecnologica e si fa leva sulle migliori soluzioni tecnologiche disponibili, sia fissa che FWA. Un piano sicuramente ambizioso e un’opportunità per le aziende operanti nel settore. Ma vediamo a che punto siamo.
L’accesso alla banda larga in Italia
Guardando la fotografia fornita dall’Istat, come si vede nel grafico in alto, emerge subito come il divario tra Nord e Sud del Paese si ripercuote anche in tema di banda larga. Secondo lo studio, la percentuale più alta di famiglie che possiedono una connessione a banda larga si registra in Trentino Alto Adige, in Veneto e nel Lazio. Il Mezzogiorno, quindi, sembra tardare, con alcune regioni che negli anni sono anche peggiorate: la Basilicata è passata dal 68,4% al 67,5%. La media italiana di famiglie che accedono alla banda larga, invece, si attesa al 74,7%.
Le tecnologie per colmare il digital divide
Quando nel Pnrr si parla di neutralità tecnologica, si intende il principio secondo il quale non è giusto scommettere su una sola tecnologia. Al contrario, è meglio prevedere un approccio flessibile alle diverse tecnologie a disposizione. Una strada comprensibile soprattutto per il contesto, geografico e demografico, italiano. Se i pregi della rete fissa sono innegabili, è altrettanto vero che la copertura rete con Fwa, quella che sfrutta le onde radio per la trasmissione di dati, ha il grande vantaggio che con standard di prestazione quasi invariati è meno ingombrante dal punto di vista dell’infrastruttura e quello di riuscire ad essere più capillare. Consentendo anche il raggiungimento di zone montane o a bassa densità abitativa, dove le reti tradizionali stentano ad arrivare per la poca sostenibilità economica della loro realizzazione.
Eolo in prima linea nella guerra al digital divide
Ovviamente, la neutralità tecnologica va in contro anche al tessuto economico del Paese. Eolo, l’operatore italiano specializzato nella rete Fwa per aziende e residenze, fornisce connettività ultraveloce a 1,2 milioni di persone che risiedono in 6.500 comuni. Stiamo parlando del 79% delle unità immobiliari in quelle aree del Paese ancora identificate come bianche.
Un mercato prospero che ha fatto chiudere l’anno fiscale con 187 milioni di euro di ricavi, il 20,4% in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, pur con 122 milioni di euro in investimenti proprio per colmare il digital divide del Paese, l’ebtda pro-forma è stato di 95 milioni di euro. Infine, nel corso dell’anno l’azienda ha continuato lo sviluppo di servizi volti al mondo del business aziendale. Un target fondamentale per Eolo, che è arrivata a connettere circa 75mila unità tra imprese ed enti della pubblica amministrazione. Ma la strada per colmare il digital divide è ancora tanta e i margini di miglioramento, anche tecnologici, devono essere raggiunti al più presto.
I dati si riferiscono al 2019-2021
Fonte: Istat, Eolo
Leggi anche: Piemonte e Lombardia primi nella corsa alla banda larga
Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.
