In 10 anni i pazienti vivi dopo la diagnosi sono aumentati del 53%. I tumori più diffusi
Le nuove diagnosi di tumore sono circa mille ogni giorno in tutta Italia. E sono in calo. Nel 2018 sono state 373mila le nuove diagnosi di cancro, nel 2019 invece – secondo le stime del rapporto “I numeri del cancro in Italia nel 2019” – sono state 371mila (196mila uomini e 175mila donne).
Secondo gli ultimi dati dell’Associazione italiana di oncologia medica in dieci anni, in Italia, i pazienti vivi dopo la diagnosi di tumore sono aumentati del 53%. Erano 2 milioni e 250mila nel 2010, oggi sono 3 milioni e 460mila. Sono i numeri di una malattia che rappresenta la seconda causa di morte in Italia. Malattia che, nell’ultimo anno per i quali sono disponibili i dati Istat (il 2016) ha causato 179mila morti.
Le diagnosi di tumore
Come si può vedere dal grafico in alto, negli uomini prevale il tumore della prostata che rappresenta il 19% di tutte le diagnosi di tumore. Seguono il tumore del polmone (15%), il tumore del colon-retto (14%), della vescica (12%) e dello stomaco (4%).
Tra le donne il tumore della mammella rappresenta il 30% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (12%), del polmone (12%), della tiroide (5%) e del corpo dell’utero (5%). I dati sono stati raccolti nel rapporto “I numeri del cancro in Italia nel 2019” dell’Associazione italiana di oncologia medica e dell’Associazione italiana dei registri tumori cui si sono aggiunti nel tempo Fondazione Aiom (che apporta il contributo sostanziale dei pazienti Oncologici e delle loro associazioni) e successivamente Passi d’Argento (sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità sullo stato di salute della popolazione) e Siapec-Iap (Società Italiana di Anatomia Patologica e Citodiagnostica).
Diagnosi di tumori, qual è l’incidenza
L’incidenza delle diagnosi di tumori, però, cambia anche con l’età, non solo con il genere. Nei maschi giovani, il tumore più frequente è rappresentato dal cancro del testicolo, raro negli anziani. A seguire melanomi, tumore della tiroide, tumore del colon-retto. Ad esempio, nella classe 50-69 anni e negli ultrasettantenni il tumore più frequente è quello della prostata, seguono polmone, colon-retto e vescica. Nella classe 50-69 al 5° posto compaiono i tumori delle vie aerodigestive superiori mentre il tumore dello stomaco è appannaggio delle persone molto anziane.

Nelle femmine, invece, il cancro della mammella rappresenta la neoplasia più frequente in tutte le classi di età, sebbene con percentuali diverse (40% nelle giovani vs 22% nelle anziane). Nelle donne giovani, a seguire compaiono tumori della tiroide, melanomi, colon-retto e cervice uterina. Nella classe intermedia seguono i tumori di colon-retto, polmone e corpo dell’utero, tiroide, mentre nelle anziane seguono i tumori di colon-retto, polmone, pancreas e stomaco.
Le morti per tumore in Italia
Partiamo da un dato: i tumori sono la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi), dopo le malattie cardio-circolatorie (37%). Lo dice l’Istat basandosi su dati aggiornati al 2016. In quell’anno sono stati poco più di 179mila decessi attribuibili a tumore (maligni e benigni), tra i circa 600mila decessi verificatisi in quell’anno. Nel sesso maschile, tumori e malattie cardio-circolatorie causano approssimativamente lo stesso numero di decessi (34%) mentre nel sesso femminile il peso delle malattie cardio-circolatorie è più rilevante rispetto ai tumori (40% vs 25%).
La frequenza dei decessi causati dai tumori nelle aree italiane coperte dai Registri tumori è, in media, ogni anno, di circa 3,5 decessi ogni 1.000 uomini e di circa 2,5 decessi ogni mille donne. In totale quindi, circa 3 decessi ogni 1.000 persone. Si può affermare che, mediamente, ogni giorno oltre 485 persone muoiono in Italia a causa di un tumore.
Al Sud incidenza più alta delle diagnosi di tumore
Guardando i dati delle diagnosi, comunque, restano differenze significative nell’incidenza dei tumori. decresce progressivamente dall’Italia del Nord a quella meridionale-insulare. Nel maschio, il tasso di incidenza standardizzato per tutte le neoplasie è più basso al Centro (meno 4%, rispetto al Nord) e ancor più basso al Sud (meno 14%); lo stesso andamento si conferma nel genere femminile (meno 5% nell’Italia centrale e meno 17% nell’Italia del Sud-insulare, rispetto al Nord).
Fonte: Associazione italiana dei registri di tumori, Istat
I dati si riferiscono al: 2018
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